Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Quando si iscrive e per quanto

La rilevazione iniziale segue la sostanza: conta il momento del trasferimento dei rischi e benefici, che di regola coincide con la proprietà ma può anticiparla o posticiparla in base alle clausole (riserva di proprietà, collaudo, incoterms). Le immobilizzazioni in corso di costruzione (B.II.5) si iscrivono dai primi costi sostenuti e restano lì finché il bene non è pronto per l’uso.

Il costo comprende:

Con pagamento differito fuori mercato, il cespite si iscrive al valore del debito determinato secondo l’OIC 19 (attualizzato) più gli oneri accessori.

Migliorie sì, manutenzioni no

Intervento Trattamento
Ampliamento, ammodernamento, sostituzione che aumenta capacità/produttività/sicurezza o allunga la vita utile Capitalizzazione sul cespite (e revisione del piano di ammortamento)
Manutenzione ordinaria: mantiene il bene in efficienza Costo d’esercizio (B.7)
Attrezzature minute costantemente rinnovate, di scarsa rilevanza Possibile iscrizione a valore costante

Il fisco viaggia su binari propri: le spese di manutenzione non capitalizzate sono deducibili nel limite del 5% del costo dei beni ammortizzabili, con l’eccedenza in quote nei cinque esercizi successivi (art. 102, co. 6, TUIR) — un’altra differenza temporanea da presidiare.

Lo scorporo del terreno

I terreni hanno vita utile illimitata e non si ammortizzano: quando il costo del fabbricato incorpora anche quello dell’area su cui insiste, il valore del terreno va scorporato, anche in base a stime, e tenuto fuori dal piano di ammortamento. Fanno eccezione i casi in cui il terreno ha valore solo finché dura il cespite che ospita (cave, discariche, sedimi ferroviari): lì l’ammortamento riguarda l’insieme. Anche il fisco impone lo scorporo, con la forfetizzazione del 20-30% prevista dal D.L. 223/2006.

Ammortamento, svalutazione, dismissione

L’ammortamento parte quando il bene è disponibile e pronto per l’uso e ripartisce il costo sulla vita utile con metodo sistematico e razionale, indipendente dai risultati dell’esercizio: niente ammortamenti “a fisarmonica” negli anni buoni e cattivi. A ogni chiusura si verifica la presenza di indicatori di perdita durevole (rimando all’OIC 9); il minor valore non si mantiene se i motivi vengono meno.

Quando il cespite è destinato all’alienazione o non è più utilizzabile nel ciclo produttivo, cambia mondo: riclassifica nell’attivo circolante, stop all’ammortamento, valutazione al minore tra valore netto contabile e realizzo di mercato.

Esempio pratico

  • La Alfa S.r.l. compra un capannone per 800.000 euro + 25.000 di notaio e imposte d’atto. Stima (perizia) che il terreno valga 200.000.

  • Iscrizione: 825.000 in B.II.1, di cui 200.000 di terreno non ammortizzabile: il piano di ammortamento (3%) gira su 625.000.

  • Due anni dopo Alfa rifà il tetto con pannelli fotovoltaici integrati per 90.000 euro: l’intervento aumenta la funzionalità e la vita utile → si capitalizza e il piano si ricalcola sul valore residuo aumentato.

  • La tinteggiatura periodica da 8.000 euro resta invece a conto economico, dentro il plafond fiscale del 5%.

Domande frequenti

Da quando si ammortizza un impianto: dal collaudo o dall’uso effettivo?

Da quando è disponibile e pronto per l’uso, che di regola coincide con il collaudo positivo: l’utilizzo effettivo può iniziare dopo, ma la disponibilità basta a far correre l’ammortamento (a metà aliquota fiscale nel primo esercizio, per convenzione del TUIR).

I beni in leasing seguono l’OIC 16?

Nei principi nazionali il leasing finanziario si contabilizza col metodo patrimoniale (canoni a conto economico + impegni in nota integrativa); il bene entra nell’attivo — e nell’OIC 16 — al riscatto, per il prezzo di riscatto.

Le rivalutazioni sono ammesse?

Solo se previste da leggi speciali di rivalutazione: il codice non consente rivalutazioni volontarie. La deroga per casi eccezionali dell’art. 2423, co. 5, c.c. è ipotesi limite, da motivare in nota integrativa.

Da leggere insieme

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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