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La global minimum tax entra nel testo unico delle imposte sui redditi, e ci entra come un blocco intero. Nel D.Lgs. 117/2026 gli articoli dal 308 al 360 — cinquantatré articoli consecutivi — sono la trasposizione della disciplina dell’imposizione minima globale oggi contenuta nel D.Lgs. 209/2023. Dal 1° gennaio 2027 chi deve applicarla non cerca più un decreto a sé: apre il testo unico.
In sintesi
- Fonte attuale: D.Lgs. 27 dicembre 2023, n. 209, attuativo della direttiva UE 2022/2523 sul livello minimo di imposizione dei gruppi multinazionali e nazionali di grandi dimensioni.
- Nuova collocazione: artt. 308-360 del D.Lgs. 117/2026, un blocco continuo nella parte finale del testo unico.
- Complessivamente 54 articoli del testo unico derivano dal D.Lgs. 209/2023: i 53 della minimum tax più l’art. 225 sul regime dei lavoratori impatriati.
- Il testo unico si applica dal 1° gennaio 2027, ma la disciplina che contiene conserva le proprie decorrenze originarie: l’art. 360 stabilisce che le norme del titolo si applicano «dagli esercizi che decorrono a partire dal 31 dicembre 2023», e gli artt. 319-321 sull’imposta minima suppletiva dagli esercizi dal 31 dicembre 2024.
- La tavola di concordanza completa, articolo per articolo: Testi unici 2027: la concordanza tra TUIR, D.P.R. 633 e i nuovi codici.
Come è organizzato il blocco
La sequenza segue l’ordine logico dell’imposizione minima, e le rubriche lo dichiarano:
- artt. 308-312 — l’impianto: definizioni, oggetto, ambito applicativo, entità escluse, criteri di localizzazione dell’impresa;
- artt. 313-321 — le tre imposte e la loro attribuzione: imposta minima integrativa applicata alla controllante capogruppo, alle partecipanti intermedie e alle parzialmente partecipate, imposta minima nazionale, imposta minima suppletiva, con le regole di attribuzione e di scomputo;
- artt. 322 e seguenti — il calcolo: reddito o perdita rilevante, variazioni, imputazione alle stabili organizzazioni e alle entità trasparenti, imposte rilevanti;
- artt. 355-359 — il regime transitorio: riduzione da attività economica sostanziale, fase iniziale di esclusione, differimento delle imposte, esenzione transitoria dagli obblighi di comunicazione, prevenzione delle controversie.
Perché questo caso è il più istruttivo di tutta la riforma
Il testo unico dei redditi ha 378 articoli, quasi il doppio dei 191 del TUIR. La differenza non viene da nuove regole scritte adesso: viene da materie come questa, che oggi vivono in decreti separati e che il riordino porta dentro il codice. Il blocco della minimum tax da solo vale un settimo del nuovo testo unico.
È anche il caso che mostra il limite di leggere la riforma come una rinumerazione. Per gli articoli del TUIR si può costruire una tavola «vecchio numero → nuovo numero»; per queste cinquantatré disposizioni la tavola non serve, perché non avevano un numero nel TUIR. Chi le applica deve invece sapere che la loro sede cambia del tutto: dal D.Lgs. 209/2023 al testo unico.
Che cosa non cambia
La trasposizione in un testo unico è un’operazione di riordino: non è la sede in cui si modificano le soglie o i meccanismi di calcolo. Le regole sostanziali della minimum tax — la soglia di ricavi consolidati, l’aliquota minima effettiva, il meccanismo dell’imposta integrativa — restano quelle della disciplina attuale. Ciò che cambia è il riferimento normativo da citare negli atti e nelle comunicazioni a partire dal 2027.
Resta invece vero, e va tenuto presente, che il testo unico dei redditi ha già subito modifiche dopo la pubblicazione, per effetto di due decreti dell’agosto 2026. Una copia di lavoro congelata a giugno 2026 non è affidabile.
Errori frequenti
- Citare gli articoli del testo unico per periodi anteriori al 2027. Per gli esercizi fino al 2026 la base normativa resta il D.Lgs. 209/2023.
- Cercare la minimum tax fra gli articoli sul reddito d’impresa. Non sta lì: è un blocco autonomo nella parte finale del testo unico, dopo la disciplina delle imposte sostitutive.
- Confondere l’art. 225 con il blocco. Deriva dallo stesso decreto ma riguarda i lavoratori impatriati, materia del tutto diversa: il D.Lgs. 209/2023 conteneva sia la fiscalità internazionale sia la minimum tax.
Domande frequenti
Dove sarà disciplinata la global minimum tax dal 2027?
Negli artt. 308-360 del testo unico delle imposte sui redditi (D.Lgs. 117/2026), un blocco di 53 articoli consecutivi che trasfonde la disciplina del D.Lgs. 209/2023, attuativo della direttiva UE 2022/2523.
Le regole di calcolo cambiano?
La trasposizione in un testo unico è un'operazione di riordino: soglie, aliquota minima effettiva e meccanismi dell'imposta integrativa restano quelli della disciplina vigente. Cambia il riferimento normativo da citare.
Da quando si applicano le disposizioni del blocco?
Il testo unico si applica dal 1° gennaio 2027, ma la disciplina conserva le decorrenze originarie: l'art. 360 prevede l'applicazione dagli esercizi che decorrono dal 31 dicembre 2023, e per gli artt. 319-321 sull'imposta minima suppletiva dagli esercizi dal 31 dicembre 2024.
Come è organizzato il blocco?
Gli artt. 308-312 contengono definizioni, oggetto, ambito applicativo, entità escluse e criteri di localizzazione; gli artt. 313-321 le tre imposte (minima integrativa, minima nazionale, minima suppletiva) con attribuzione e scomputo; gli articoli successivi il calcolo del reddito rilevante; gli artt. 355-359 il regime transitorio.
Il regime degli impatriati fa parte dello stesso blocco?
No. Deriva dallo stesso D.Lgs. 209/2023 ma sta nell'art. 225 del testo unico: il decreto del 2023 conteneva sia la fiscalità internazionale sia l'imposizione minima globale.