Indice
  1. La guida
  2. Domande frequenti

La guida

Il regime del margine è la disciplina IVA di chi rivende beni usati, oggetti d’arte, d’antiquariato e da collezione. Chi lo applica lo cerca da trent’anni in un decreto-legge del 1995 sul risanamento della finanza pubblica: gli artt. 36-40 del D.L. 41/1995. Dal 1° gennaio 2027 quella disciplina si legge nel testo unico dell’IVA, negli artt. 143-148 del D.Lgs. 10/2026.

In sintesi

La corrispondenza, articolo per articolo

Oggi (D.L. 41/1995) Dal 2027 (T.U. IVA) Materia
art. 36 143 Base imponibile
art. 37 144 Operazioni con l’estero e volume d’affari
art. 38, commi 1-4 145 Fatturazione e registrazione
art. 38, comma 5 146 Sanzioni per omissioni o inesattezze nelle annotazioni dei registri
art. 40, comma 2 147 Disposizioni applicabili
art. 40-bis 148 Regime speciale per gli esercenti agenzie di vendita all’asta

Una nota sulla lettura: la disciplina del margine non si esaurisce in questi sei articoli. L’art. 27 del testo unico, che tratta la base imponibile in generale, deriva insieme dall’art. 13 del D.P.R. 633 e dall’art. 16 del D.L. 41/1995; e gli obblighi connessi agli scambi intraunionali dell’art. 101 raccolgono anche l’art. 34 dello stesso decreto del 1995. Il riordino non ricopia blocchi: li ricolloca per materia.

Perché lo spostamento è una buona notizia

Il regime del margine è un caso di scuola di norma difficile da trovare. Oggi vive in un decreto il cui titolo non contiene la parola IVA, in una numerazione (36-40) che non ha alcuna relazione con quella del D.P.R. 633, e con l’art. 38 che contiene due cose diverse — gli obblighi di fatturazione e registrazione ai commi 1-4, le sanzioni al comma 5. Nel testo unico quelle due parti diventano due articoli distinti, il 145 e il 146, e il secondo porta nella rubrica l’indicazione del registro a cui si riferisce.

Lo stesso vale per le agenzie di vendita all’asta, oggi in un articolo aggiunto (40-bis) e domani in un articolo proprio con la sua rubrica.

Due dettagli del nuovo art. 143 da segnare

Il primo riguarda dove si cercano i beni agevolati. L’art. 143 individua gli oggetti d’arte, d’antiquariato e da collezione in una tabella D allegata al testo unico, non più nella tabella allegata al D.L. 41/1995. Chi ha note interne o listini che rinviano «alla tabella allegata al D.L. 41/1995» ha un riferimento da aggiornare, e non è un dettaglio formale: è il perimetro dei beni ammessi al regime.

Il secondo riguarda l’equiparazione ai privati. L’art. 143 conferma che si considerano acquistati da privati anche i beni per i quali il cedente non ha potuto detrarre l’imposta, e aggiunge esplicitamente i beni ceduti da un soggetto passivo unionale in regime di franchigia e quelli ceduti da chi ha già assoggettato l’operazione al regime del margine. È il raccordo con il regime di franchigia per le piccole imprese, che dal 2027 sta negli artt. 157-167 dello stesso testo unico: due discipline che oggi vivono in decreti diversi e che si leggeranno nello stesso codice.

Resta l’opzione del comma 2 per le cessioni di oggetti d’arte, d’antiquariato o da collezione importati e per la rivendita di oggetti d’arte ceduti dall’autore o dai suoi eredi, a condizione che a quegli oggetti non sia stata applicata un’aliquota ridotta all’atto della cessione al rivenditore.

Che cosa resta da verificare caso per caso

Un’operazione di riordino trasfonde il testo, ma non garantisce che ogni comma sia identico: il coordinamento formale può portare a riformulazioni. Per le posizioni in cui il margine incide su importi rilevanti — commercio di veicoli usati, arte, antiquariato — vale la pena, quando si arriverà al 2027, confrontare il testo del nuovo articolo con quello che si applicava, invece di dare per scontata la coincidenza.

Errori frequenti

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Domande frequenti

Dove sarà disciplinato il regime del margine dal 2027?

Negli artt. 143-148 del testo unico dell'IVA (D.Lgs. 10/2026). Oggi la disciplina è negli artt. 36-40 e 40-bis del D.L. 41/1995, convertito dalla legge 85/1995.

Qual è la corrispondenza fra i vecchi e i nuovi articoli?

Art. 36 → art. 143 (base imponibile); art. 37 → art. 144 (operazioni con l'estero e volume d'affari); art. 38, commi 1-4 → art. 145 (fatturazione e registrazione); art. 38, comma 5 → art. 146 (sanzioni); art. 40, comma 2 → art. 147; art. 40-bis → art. 148 (agenzie di vendita all'asta).

La disciplina del margine si esaurisce in quei sei articoli?

No. L'art. 27 del testo unico, sulla base imponibile in generale, deriva anche dall'art. 16 del D.L. 41/1995, e l'art. 101 sugli obblighi connessi agli scambi intraunionali raccoglie l'art. 34 dello stesso decreto.

Il testo dei nuovi articoli è identico a quello attuale?

Il riordino trasfonde la disciplina, ma il coordinamento formale può comportare riformulazioni. Per le posizioni in cui il margine incide su importi rilevanti conviene confrontare i due testi quando si arriverà al 2027, invece di presumere la coincidenza.

Dove si cercano i beni ammessi al regime dal 2027?

Nella tabella D allegata al testo unico dell'IVA, che individua gli oggetti d'arte, d'antiquariato e da collezione. Oggi il riferimento è alla tabella allegata al D.L. 41/1995: chi ha listini o note interne che la citano ha un rinvio da aggiornare.

Perché il margine non era nel D.P.R. 633?

Perché è stato introdotto nel 1995 con un decreto-legge sul risanamento della finanza pubblica, e da allora è rimasto in quella sede. È il motivo per cui, in questo caso, il riordino cambia concretamente la reperibilità della norma.

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. È un progetto individuale: la selezione delle fonti, la stesura dei commenti e la revisione sono curate direttamente dall’autore. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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