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Cos’è Fondoprofessioni
Fondoprofessioni è il Fondo Paritetico Interprofessionale e Nazionale per la formazione continua degli Studi Professionali e delle Aziende collegate. È stato costituito nel 2003, in attuazione dell’Accordo interconfederale del 7 novembre 2003 sottoscritto da Confprofessioni, Confedertecnica e Cipa insieme a Cgil, Cisl e Uil, ed è stato riconosciuto dal Ministero del Lavoro con il Decreto n. 408/03 del 29 dicembre 2003.
Come tutti i fondi interprofessionali, Fondoprofessioni non riceve finanziamenti pubblici a fondo perduto: raccoglie una quota già versata obbligatoriamente dai datori di lavoro all’INPS (lo 0,30% del monte salari, il cosiddetto contributo integrativo) e la restituisce agli studi aderenti sotto forma di risorse per la formazione del personale. Per una spiegazione generale del meccanismo dei fondi interprofessionali, si rimanda alla guida Fondi interprofessionali: come formare i dipendenti con lo 0,30% già versato.
Rispetto ai fondi generalisti come Fondimpresa o For.Te., Fondoprofessioni ha una vocazione specifica: è pensato per il mondo degli studi professionali (commercialisti, avvocati, consulenti del lavoro, notai, studi tecnici, medici e odontoiatrici) e per le aziende ad essi collegate, con avvisi e cataloghi formativi tarati su questo tipo di organizzazione, di norma di piccole dimensioni.
Per uno studio professionale la logica è semplice: il contributo integrativo dello 0,30% viene comunque versato ogni mese, a prescindere dalla scelta del fondo. Se lo studio non aderisce ad alcun fondo interprofessionale, quella quota resta nella gestione generica dell’INPS e non torna sotto forma di formazione. Se invece lo studio aderisce a Fondoprofessioni, la stessa somma diventa un potenziale credito da spendere in corsi per il personale, senza che il titolare debba stanziare risorse aggiuntive di tasca propria. È, in sostanza, denaro già pagato che rischia di restare inutilizzato se nessuno si occupa di destinarlo.
Chi può aderire
Possono aderire a Fondoprofessioni gli studi professionali e le aziende che hanno almeno un dipendente e che versano il contributo integrativo dello 0,30% all’INPS. Il fondo prevede anche una procedura dedicata per le aziende agricole, che aderiscono tramite la dichiarazione trimestrale Dmag Unico anziché tramite UniEmens.
Il caso più frequente è quello dello studio professionale con due, tre o cinque dipendenti: segreteria, praticanti, collaboratori tecnici. Non è richiesta l’applicazione di un CCNL specifico per poter aderire: quello che conta, ai fini dell’adesione al fondo, è il versamento del contributo obbligatorio per i dipendenti in forza. Naturalmente la maggior parte degli studi che aderiscono applica il CCNL Studi Professionali, ma l’adesione al fondo e l’inquadramento contrattuale dei dipendenti restano due piani distinti.
Adesione passo dopo passo
L’adesione è libera, gratuita e reversibile. Non comporta alcun costo aggiuntivo per lo studio: si limita a indirizzare verso Fondoprofessioni una quota che il datore di lavoro versa comunque per legge.
- Prima adesione: nella denuncia aziendale del flusso UniEmens, all’interno dell’elemento “FondoInterprof”, opzione “Adesione”, va indicato il codice FPRO seguito dal numero dei dipendenti. L’operazione si effettua una sola volta, non è necessario ripeterla ogni mese.
- Studio già aderente ad altro fondo (portabilità): occorre riportare nello stesso flusso UniEmens, opzione “Revoca”, la sigla REVO e contestualmente il codice FPRO in opzione “Adesione”, per il passaggio a Fondoprofessioni. Il fondo mette a disposizione anche un servizio di portabilità delle risorse maturate presso il fondo precedente.
- Aziende agricole: l’adesione avviene tramite la dichiarazione trimestrale Dmag Unico, nel menu “Gestioni speciali” > “Fondi interprofessionali” > “Nuova adesione”, selezionando Fondoprofessioni.
- Revoca: l’adesione resta valida fino a diversa comunicazione; lo studio può in qualsiasi momento revocarla e destinare il contributo integrativo a un altro fondo, con la stessa procedura UniEmens.
Non essendoci un costo di iscrizione né un canone periodico, l’adesione conviene a prescindere dal numero di dipendenti: l’unica condizione è avere personale dipendente per cui viene versato il contributo integrativo.
Nella pratica quotidiana dello studio, l’operazione tecnica sul flusso UniEmens viene di norma gestita dal consulente del lavoro o dal software paghe utilizzato, che inserisce il codice FPRO nella prima denuncia utile. Non è quindi richiesto un adempimento amministrativo aggiuntivo a carico del titolare, ma soltanto un’indicazione da dare a chi elabora le buste paga dello studio.
Come Fondoprofessioni finanzia la formazione
Il fondo mette a disposizione degli studi aderenti diversi canali, attivati periodicamente tramite avvisi pubblici approvati dal Consiglio di Amministrazione:
| Canale | Come funziona |
|---|---|
| Voucher a catalogo | Lo studio sceglie un corso già validato e inserito nel catalogo approvato dal Fondo; la domanda si carica direttamente in piattaforma. Ad esempio l’Avviso 2/2026 “Training Voucher”, approvato dal CdA il 17 novembre 2025 e aperto dall’8 gennaio 2026, riconosce un contributo pari all’80% del costo imponibile del corso, fino a un massimo di 1.000 euro per Ente proponente, con istruttoria a sportello fino a esaurimento della dotazione stanziata. |
| Conto Formazione Individuale (A.F.A.) | Un conto formativo alimentato dall’80% dei versamenti effettuati dallo studio, utilizzabile per percorsi individuali o per piccoli gruppi di dipendenti. |
| Piani formativi aziendali e interaziendali | Progetti su misura, gestiti con il supporto di enti di formazione accreditati, pensati per studi e reti di studi con esigenze formative più strutturate o per più realtà che si mettono insieme per condividere un percorso. |
Gli avvisi non sono permanenti: si aprono, restano attivi fino a esaurimento delle risorse stanziate (come nel caso dell’Avviso 2/2026, gestito “a sportello” in ordine cronologico di arrivo delle domande) e vengono poi sostituiti da nuove edizioni. È quindi opportuno verificare periodicamente sul sito ufficiale del fondo lo stato di apertura dell’avviso in corso prima di pianificare un percorso formativo.
Cosa si può finanziare con i voucher
I corsi a catalogo coperti dagli avvisi di Fondoprofessioni riguardano, in particolare, l’aggiornamento professionale in ambito fiscale, contabile, lavoristico, sanitario, legale e organizzativo: le materie tipiche dell’attività quotidiana di uno studio professionale. Secondo quanto chiarito dal fondo stesso nelle proprie FAQ, rientrano tra le formazioni finanziabili anche i corsi obbligatori per legge, come sicurezza sul lavoro, privacy e antiriciclaggio, purché rientranti nelle previsioni del singolo avviso attivo.
Per uno studio professionale, questo significa poter coprire senza esborsi aggiuntivi non solo l’aggiornamento tecnico-specialistico dei collaboratori, ma anche gli adempimenti formativi che il datore di lavoro è comunque tenuto a garantire per obbligo normativo.
Fondoprofessioni e il CCNL Studi Professionali
Fondoprofessioni nasce nell’ambito della contrattazione collettiva del settore ed è quindi naturalmente collegato al mondo del CCNL Studi Professionali, il contratto che regola inquadramenti, livelli e retribuzioni della maggior parte dei dipendenti di studi di commercialisti, avvocati, consulenti del lavoro e studi tecnici. Per verificare in quale livello contrattuale rientra il dipendente che si intende formare, e quale sia il relativo minimo retributivo, si può consultare la guida CCNL Studi Professionali: tabelle retributive e minimi per livello.
Un dettaglio da non trascurare: per gli studi professionali che, oltre alla formazione finanziata, ricevono anche altre agevolazioni pubbliche (crediti d’imposta, contributi regionali, bandi), può diventare rilevante il tema del cumulo degli aiuti di Stato e del plafond de minimis. La guida Aiuti de minimis 2026: plafond 300.000 euro, impresa unica e Registro Nazionale Aiuti spiega come funziona il tetto complessivo e quando serve fare attenzione al cumulo.
Domande frequenti
Lo studio ha solo un dipendente part-time: conviene aderire?
Sì. L’adesione a Fondoprofessioni è gratuita e non richiede una soglia minima di dipendenti: si limita a destinare al fondo un contributo che lo studio versa comunque per obbligo di legge. Anche uno studio con un solo dipendente, part-time o full-time, può aderire senza alcun costo e valutare, quando necessario, l’utilizzo di un voucher o del conto formativo individuale.
L’adesione costa qualcosa allo studio?
No. L’adesione è gratuita: non comporta un contributo aggiuntivo rispetto a quanto già versato all’INPS a titolo di contributo integrativo dello 0,30%. Cambia soltanto la destinazione di quella quota, che anziché confluire nella gestione generica INPS viene accantonata a favore del fondo scelto.
Il titolare dello studio o i professionisti associati possono formarsi con questi fondi?
La documentazione ufficiale di Fondoprofessioni descrive gli strumenti disponibili (voucher, Conto Formazione Individuale, piani aziendali) come rivolti alla formazione del personale dipendente. Non risulta pubblicata una previsione esplicita che estenda l’utilizzo diretto di questi strumenti al titolare dello studio o ai professionisti soci/associati, che tipicamente non hanno un rapporto di lavoro dipendente. Per un caso specifico è opportuno verificare direttamente con il fondo o con un consulente della formazione finanziata, poiché la platea dei beneficiari può variare da un avviso all’altro.
I corsi obbligatori, come sicurezza sul lavoro e privacy, sono finanziabili?
Sì. Fondoprofessioni chiarisce nelle proprie FAQ che le aziende e gli studi aderenti possono finanziare anche la formazione su sicurezza, privacy e antiriciclaggio, nei limiti e secondo le modalità previste dagli avvisi via via attivi. È quindi possibile far coincidere un obbligo formativo già dovuto per legge con una spesa a costo zero per lo studio.
Come si presenta la domanda di finanziamento?
Per i voucher a catalogo, la domanda relativa al corso scelto va caricata direttamente sulla piattaforma di Fondoprofessioni a cura dello studio (Ente proponente). Per i piani formativi aziendali o interaziendali, invece, la richiesta viene normalmente predisposta e presentata con il supporto di un ente di formazione accreditato, che si occupa anche della progettazione del percorso e della rendicontazione.
Quanto tempo passa dall’adesione alla possibilità di usare i fondi?
L’adesione tramite UniEmens è un’operazione singola ed efficace da subito, ma l’utilizzo concreto delle risorse dipende dall’apertura degli avvisi del fondo, che si succedono nel tempo e restano attivi fino a esaurimento della dotazione stanziata (è il caso, ad esempio, dell’Avviso 2/2026 gestito a sportello). Fondoprofessioni non pubblica un termine standard e uguale per tutti tra adesione e primo utilizzo: conviene verificare sul sito ufficiale quali avvisi sono aperti al momento dell’adesione, in modo da poter presentare la domanda non appena lo studio risulta regolarmente iscritto.
Per uno studio che aderisce oggi, la sequenza pratica è quindi: prima adesione via UniEmens con codice FPRO; verifica sul sito del fondo degli avvisi in corso e delle scadenze; scelta del canale più adatto (voucher a catalogo per un singolo corso, conto individuale per percorsi più mirati, piano aziendale per esigenze più ampie); presentazione della domanda tramite piattaforma o tramite l’ente di formazione accreditato scelto per il percorso.
Serve un parere sul tuo caso concreto?
Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.