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Ultimo aggiornamento: 30 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Perché due CU possono cambiare il risultato della dichiarazione

Avere due o più Certificazioni Uniche non significa fare qualcosa di strano: capita ogni volta che si cambia lavoro durante l’anno, si ha un secondo impiego, si percepisce una pensione e si lavora contemporaneamente, o si ricevono compensi da più soggetti che operano come sostituti d’imposta (cioè che trattengono le tasse direttamente dalla busta paga o dal compenso).

Il problema nasce perché ogni datore di lavoro calcola le ritenute guardando solo il reddito che paga lui, come se fosse l’unico. Se nel 2025 avete guadagnato 15.000 euro con il primo datore e 10.000 con il secondo, ognuno ha tassato il proprio pezzo applicando le aliquote IRPEF su quella cifra senza sapere dell’altro. Ma l’IRPEF è un’imposta progressiva: più il reddito totale è alto, più alta è l’aliquota che si applica. Sommando i 25.000 euro totali, l’imposta dovuta può essere diversa (spesso superiore) rispetto alla somma delle due ritenute.

Il Modello 730 risolve esattamente questo: raccoglie tutti i redditi, li somma, ricalcola l’imposta sull’importo complessivo e confronta il risultato con le ritenute già versate. La differenza positiva è il conguaglio a debito (dovete pagare ancora); quella negativa è il conguaglio a credito (avete diritto a un rimborso).

Nella pratica, chi presenta il 730 deve inserire i dati di tutte le CU ricevute, non solo dell’ultima. Nel frontespizio va indicato il datore di lavoro attuale (o quello scelto) che effettuerà le operazioni di conguaglio: sarà lui a trattenere in busta paga o a rimborsare l’importo risultante dalla liquidazione.

Schema del conguaglio con due CU
Voce Importo (esempio)
Reddito CU primo datore (gennaio-giugno) 15.000 euro
Reddito CU secondo datore (luglio-dicembre) 10.000 euro
Reddito complessivo da dichiarare nel 730 25.000 euro
Ritenute già versate (somma delle due CU) X euro
Imposta ricalcolata sul totale 25.000 euro Y euro
Conguaglio = Y meno X (a debito se positivo, a credito se negativo) Differenza

Esempio pratico

  • Esempio: Tizio ha lavorato da gennaio a giugno 2025 per la ditta Alfa (reddito 12.000 euro, ritenute 1.800 euro) e da luglio a dicembre per la ditta Beta (reddito 13.000 euro, ritenute 1.950 euro). Ciascuna azienda ha tassato solo il proprio pezzo. Nel 730, Tizio dichiara il reddito complessivo di 25.000 euro. L’imposta ricalcolata su 25.000 euro risulta superiore alla somma delle due ritenute (1.800 + 1.950 = 3.750 euro) perché su 25.000 euro si applica un’aliquota media più alta. La differenza emerge come conguaglio a debito, che verrà trattenuta in busta paga da Beta a partire da luglio 2026. Se Tizio avesse anche detrazioni (spese mediche, interessi sul mutuo), queste riducono l’imposta finale e possono trasformare il debito in credito o ridurne l’importo.

Documenti necessari

  • Tutte le Certificazioni Uniche (CU) 2026 ricevute dai diversi sostituti d’imposta
  • Documentazione delle spese detraibili sostenute nel 2025 (scontrini, fatture, ricevute)
  • Eventuale CU rilasciata prima della fine del rapporto (CU 2025 anticipata), se il sostituto l’ha emessa prima di dicembre
  • Dati del sostituto d’imposta attuale per le operazioni di conguaglio
  • Documentazione di eventuali acconti già versati con modello F24

Cambio di lavoro a metà anno: conguaglio a debito in busta paga

Scenario. Caio ha lavorato sei mesi per un primo datore di lavoro, poi ne ha trovato uno nuovo. Entrambi gli hanno rilasciato una CU. Quando porta il 730 al Caf, il commercialista gli dice che c’è un conguaglio a debito.

Come si applica. Questo accade perché ogni datore ha applicato le aliquote IRPEF al solo reddito che lui ha corrisposto. Il reddito totale annuo, sommando le due CU, ricade in uno scaglione più alto, e l’imposta ricalcolata è superiore alla somma delle ritenute già operate. Il conguaglio a debito viene trattenuto in busta paga dal nuovo datore di lavoro (il sostituto indicato nel frontespizio) a partire dalla prima retribuzione utile successiva al ricevimento del prospetto di liquidazione, generalmente da luglio. Caio può chiedere la rateizzazione se l’importo è elevato.

In pratica

  • Portate al Caf tutte le CU ricevute nel 2025, non solo l’ultima.
  • Il conguaglio a debito sarà trattenuto direttamente in busta paga a partire da luglio.
  • Potete chiedere la rateizzazione dell’importo dovuto.
  • Le detrazioni (spese mediche, mutuo, ecc.) riducono il conguaglio a debito.

Pensione e lavoro part-time: due CU e un possibile credito

Scenario. Sempronia è in pensione e nel 2025 ha anche lavorato part-time per qualche mese come collaboratrice. Ha ricevuto due CU: una dall’INPS e una dal datore di lavoro. Si aspetta un rimborso.

Come si applica. La situazione è del tutto normale e gestibile con il Modello 730. L’INPS e il datore di lavoro hanno tassato separatamente i rispettivi redditi. Nel 730 i due importi vengono sommati. Se l’imposta complessiva risulta inferiore alla somma delle ritenute già operate (situazione possibile quando uno dei due redditi è basso e beneficia di detrazioni che il singolo sostituto non ha potuto applicare per intero), emerge un credito. Il rimborso viene erogato dall’ente pensionistico (l’INPS o la cassa pensionistica) a partire dal secondo mese successivo al ricevimento del prospetto di liquidazione, in genere da agosto o settembre.

In pratica

  • Indicate nel frontespizio l’ente pensionistico come sostituto per il conguaglio.
  • Il rimborso arriverà sulla pensione a partire da agosto o settembre.
  • Includete entrambe le CU nella dichiarazione.
  • Verificate che tutte le detrazioni spettanti siano inserite: riducono l’imposta finale.

Quando rivolgersi a un professionista

La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.

Fonti e approfondimenti

Domande frequenti

Devo portare al Caf tutte le CU che ho ricevuto?

Sì, assolutamente. La dichiarazione deve includere tutti i redditi percepiti nel 2025. Se omettete una CU, dichiarate un reddito inferiore al reale e rischiate sanzioni in caso di controllo.

Come faccio a sapere se avrò un conguaglio a debito o a credito?

Non è possibile saperlo in anticipo con certezza: dipende dalla somma dei redditi, dalle aliquote applicate dai singoli sostituti e dalle detrazioni spettanti. Il Caf o il 730 precompilato calcolano automaticamente il risultato nel prospetto di liquidazione (modello 730-3) che riceverete prima della presentazione.

Quando viene trattenuto il conguaglio a debito?

Il datore di lavoro o l’ente pensionistico effettua la trattenuta a partire dalla prima retribuzione utile successiva al momento in cui ha ricevuto il prospetto di liquidazione, generalmente dal mese di luglio. Per i pensionati, da agosto o settembre.

Posso rateizzare il conguaglio a debito?

Sì. Se il conguaglio a debito riguarda l’IRPEF e le altre imposte risultanti dal 730, potete chiedere la rateizzazione. Le rate mensili vengono trattenute in busta paga con una maggiorazione per interessi.

Il sostituto d'imposta non esegue il rimborso se l'importo è piccolo: perché?

Le istruzioni prevedono che il sostituto d’imposta non esegua il versamento del debito o il rimborso del credito di ogni singola imposta o addizionale se l’importo risultante dalla dichiarazione è uguale o inferiore a 12 euro.

Se non ho più un sostituto d'imposta al momento della presentazione, come avviene il conguaglio?

In assenza di un sostituto d’imposta, presentate il 730 con la modalità ‘senza sostituto’: indicate la lettera ‘A’ nell’apposita casella del frontespizio. Se emerge un credito, il rimborso arriva direttamente dall’Agenzia delle Entrate a partire da dicembre. Se emerge un debito, pagate tramite modello F24.

Domande frequenti

Devo portare al Caf tutte le CU che ho ricevuto?

Sì, assolutamente. La dichiarazione deve includere tutti i redditi percepiti nel 2025. Se omettete una CU, dichiarate un reddito inferiore al reale e rischiate sanzioni in caso di controllo.

Come faccio a sapere se avrò un conguaglio a debito o a credito?

Non è possibile saperlo in anticipo con certezza: dipende dalla somma dei redditi, dalle aliquote applicate dai singoli sostituti e dalle detrazioni spettanti. Il Caf o il 730 precompilato calcolano automaticamente il risultato nel prospetto di liquidazione (modello 730-3) che riceverete prima della presentazione.

Quando viene trattenuto il conguaglio a debito?

Il datore di lavoro o l'ente pensionistico effettua la trattenuta a partire dalla prima retribuzione utile successiva al momento in cui ha ricevuto il prospetto di liquidazione, generalmente dal mese di luglio. Per i pensionati, da agosto o settembre.

Posso rateizzare il conguaglio a debito?

Sì. Se il conguaglio a debito riguarda l'IRPEF e le altre imposte risultanti dal 730, potete chiedere la rateizzazione. Le rate mensili vengono trattenute in busta paga con una maggiorazione per interessi.

Il sostituto d'imposta non esegue il rimborso se l'importo è piccolo: perché?

Le istruzioni prevedono che il sostituto d'imposta non esegua il versamento del debito o il rimborso del credito di ogni singola imposta o addizionale se l'importo risultante dalla dichiarazione è uguale o inferiore a 12 euro.

Se non ho più un sostituto d'imposta al momento della presentazione, come avviene il conguaglio?

In assenza di un sostituto d'imposta, presentate il 730 con la modalità 'senza sostituto': indicate la lettera 'A' nell'apposita casella del frontespizio. Se emerge un credito, il rimborso arriva direttamente dall'Agenzia delle Entrate a partire da dicembre. Se emerge un debito, pagate tramite modello F24.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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