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Ultimo aggiornamento: 13 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Disposizione transitoria XIV — Costituzione

Disposizioni transitorie e finali — in vigore dal 1° gennaio 1948

I titoli nobiliari non sono riconosciuti.

I predicati di quelli esistenti prima del 28 ottobre 1922 valgono come parte del nome.

L’Ordine mauriziano è conservato come ente ospedaliero e funziona nei modi stabiliti dalla legge.

La legge regola la soppressione della Consulta araldica.

In sintesi

  • I titoli nobiliari (conte, marchese, principe, ecc.) non hanno riconoscimento giuridico nella Repubblica italiana.
  • I predicati nobiliari anteriori al 28 ottobre 1922 valgono come parte del cognome anagrafico.
  • L'Ordine mauriziano sopravvive come ente ospedaliero.
  • La Consulta araldica è soppressa per legge (D.P.R. n. 1674/1951).

Abolisce i titoli nobiliari, conserva i predicati come parte del nome e mantiene l'Ordine mauriziano come ente ospedaliero.

Ratio

La Disposizione XIV chiude l'epoca monarchica e nobilare sancendo l'incompatibilità tra titoli nobiliari e Repubblica democratica. Al contempo, opera un compromesso: predicati esistenti prima del 1922 (Marcia su Roma) diventano parte del nome anagrafico, preservando identità storica senza riconoscimento giuridico di privilegi.

Analisi

Il primo capoverso dichiara non riconosciuti i titoli nobiliari: nessuno "duca di", "conte di" ha valore legale post-costituzionale, anche se portati prima. Il secondo capoverso ammette un'eccezione formale: predicati storici (pre-1922) declinano a nome, non titolo. Così "Giovanni de' Medici" è nominalmente valido, ma "Giovanni Medici, duca di" non è riconoscibile giuridicamente. Per l'Ordine mauriziano e la Consulta araldica, la norma fissa il principio: l'ente deve funzionare esclusivamente come istituzione ospedaliera e araldica, non come strumento di aristocrazia.

Quando si applica

Immediatamente e continuativamente. Documenti ufficiali (passaporti, anagrafe) non riportano titoli nobiliari come riconoscimenti. Predicati pre-1922 sono ammissibili come parte anagrafica. L'Ordine mauriziano opera sotto controllo legale come ente di beneficenza.

Connessioni

Si correla con l'art. 3 (eguaglianza sostanziale), art. 1 (principio democratico), art. 139 (forma Repubblica). La l. 1202/1948 ha concretizzato la disciplina anagrafica; il d.m. 1989 ha chiarito i criteri di ammissibilità dei predicati storici. La Corte ha confermato che ricchezza derivante da titoli nobiliari può essere redistribuita senza violazione della proprietà privata.

Domande frequenti

Posso essere chiamato ufficialmente «Conte» o «Marchese» in Italia?

No. I titoli nobiliari non sono riconosciuti dall'ordinamento repubblicano. Il titolo non può comparire in documenti pubblici, atti notarili o giudiziari e non attribuisce alcun diritto. L'uso in ambito strettamente privato o mondano è lecito ma giuridicamente irrilevante.

Cos'è un predicato nobiliare e come si distingue dal titolo?

Il predicato è la denominazione territoriale o la particella annessa al titolo nobiliare (es. «della Rovere», «dal Verme»). A differenza del titolo, il predicato dei casati esistenti prima del 28 ottobre 1922 è tutelato dalla XIV disposizione transitoria come parte del nome anagrafico, senza alcuna valenza nobiliare.

Come faccio sapere se il predicato della mia famiglia ha rilevanza anagrafica?

Occorre verificare che il titolo, cui il predicato era annesso, esistesse anteriormente al 28 ottobre 1922 (data della marcia su Roma). La prova si ricava da documenti storici, atti di stato civile o registri araldici. È opportuno rivolgersi a un avvocato o a un notaio per regolarizzare l'iscrizione anagrafica, se necessario.

Cosa è diventato l'Ordine mauriziano dopo la Costituzione?

L'Ordine mauriziano, fondato nel 1572 dai Savoia come ordine cavalleresco, è sopravvissuto alla caduta della monarchia come ente pubblico ospedaliero. Ha sede a Torino e gestisce strutture sanitarie. La sua natura è oggi esclusivamente assistenziale e sanitaria, disciplinata dalla legge ordinaria.

Cos'era la Consulta araldica e quando è stata soppressa?

La Consulta araldica era l'organo statale preposto al riconoscimento e alla catalogazione dei titoli e degli stemmi nobiliari. La XIV disposizione transitoria ne disponeva la soppressione, che è avvenuta con D.P.R. 2 dicembre 1951, n. 1674, circa tre anni dopo l'entrata in vigore della Costituzione.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-08
Fonti consultate: 1 fonte verificate
A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i principali codici italiani (C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., Costituzione, C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B.). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione.
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