Indice
La guida
Nel 2026 le detrazioni da lavoro dipendente restano strutturate per scaglioni di reddito con meccanismo di decrescenza. Il trattamento integrativo (redditi fino a 28.000 euro), la somma esentasse per i redditi fino a 20.000 euro e l’ulteriore detrazione tra 20.000 e 40.000 euro (L. 207/2024) spettano ai lavoratori con reddito entro queste soglie. Gli importi e le soglie possono essere rivisti dalla legge di bilancio: verificare sempre le istruzioni del sostituto d’imposta per l’anno in corso.
Tabella riepilogativa
| Voce | A chi spetta | Note |
|---|---|---|
| Detrazione da lavoro dipendente (art. 13 TUIR) | Tutti i lavoratori dipendenti | Importo decrescente all’aumentare del reddito; azzerata oltre la soglia massima prevista dalla legge |
| Trattamento integrativo (ex bonus 80 €) | Reddito fino a 15.000 euro con imposta lorda > detrazione art. 13 diminuita di 75 euro; tra 15.000 e 28.000 euro solo se alcune detrazioni superano l’imposta lorda | Importo annuo stabilito dalla normativa vigente; erogato mensilmente in busta paga |
| Bonus IRPEF (ulteriore detrazione) | Reddito complessivo oltre 20.000 e fino a 40.000 euro (art. 1, c. 6, L. 207/2024) | 1.000 euro fino a 32.000 euro di reddito, poi decrescente fino a zero a 40.000 euro |
| Detrazioni carichi familiari | Figli a carico, altri familiari a carico | Riforma 2022: figli sotto i 21 anni → assegno unico INPS; detrazione residua per over 21 e altri familiari |
| Detrazione per canone di locazione | Lavoratori dipendenti con reddito entro soglia; trasferiti per lavoro | Importo e condizioni stabiliti dall’art. 16 TUIR |
La detrazione da lavoro dipendente e il meccanismo di decrescenza
L’art. 13 TUIR riconosce a tutti i lavoratori dipendenti una detrazione IRPEF commisurata al reddito da lavoro dipendente dichiarato. L’importo è decrescente: diminuisce all’aumentare del reddito fino ad azzerarsi oltre la soglia massima prevista dalla norma. Il sostituto d’imposta (il datore) la applica automaticamente ogni mese in busta paga, riparametrandola in dodicesimi, e la ricalcola nel conguaglio di fine anno. Le soglie e gli importi possono essere modificati dalla legge di bilancio annuale: verificare sempre le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per l’anno in corso.
Trattamento integrativo e bonus IRPEF
Il trattamento integrativo (D.L. 3/2020, convertito dalla L. 21/2020, che ha sostituito il bonus 80 euro) vale fino a 1.200 euro l’anno ed è erogato mensilmente in busta paga come somma non imponibile. Con reddito complessivo fino a 15.000 euro spetta se l’imposta lorda supera la detrazione ex art. 13 TUIR diminuita di 75 euro, rapportati al periodo di lavoro. Tra 15.000 e 28.000 euro spetta solo se la somma di alcune detrazioni (carichi di famiglia, lavoro dipendente, interessi e rate di spese sostenute fino al 2021) supera l’imposta lorda, e vale la differenza: i dettagli nella guida al trattamento integrativo. Dal 2025 la legge di bilancio (L. 207/2024) ha aggiunto due misure distinte: per i redditi complessivi fino a 20.000 euro una somma esentasse (art. 1, c. 4), calcolata in percentuale sul reddito di lavoro dipendente; tra 20.000 e 40.000 euro un’ulteriore detrazione (art. 1, c. 6) di 1.000 euro fino a 32.000 euro, che poi decresce fino ad azzerarsi a 40.000. Il datore le riconosce in automatico in busta paga e ne verifica la spettanza nel conguaglio finale.
Detrazioni per carichi familiari: la riforma dell'assegno unico
Dal 2022 le detrazioni per figli a carico fino a 21 anni sono state assorbite dall’Assegno Unico Universale, erogato direttamente dall’INPS su domanda e non più dal datore in busta paga. Restano in busta paga le detrazioni per figli over 21 ancora a carico, per il coniuge a carico e per altri familiari a carico, secondo le soglie dell’art. 12 TUIR. Il lavoratore deve comunicare tempestivamente al datore variazioni nei carichi familiari per evitare conguagli a debito.
Casi pratici
Tizio ha un reddito complessivo non superiore a 15.000 euro e la sua imposta lorda supera la detrazione art. 13 diminuita di 75 euro. Il datore gli eroga automaticamente mensilmente il trattamento integrativo in busta paga come voce non imponibile, con eventuale ricalcolo nel conguaglio di dicembre.
Caia aveva dichiarato il coniuge a carico, ma il coniuge ha trovato lavoro a maggio con reddito superiore alla soglia. Caia non comunica tempestivamente la variazione al datore: a dicembre il conguaglio evidenzierà un debito IRPEF per le detrazioni godute indebitamente nei mesi successivi a maggio.
Sempronio ha un reddito da lavoro dipendente superiore alla soglia oltre la quale la detrazione art. 13 TUIR si azzera. In busta paga non riceve alcuna detrazione da lavoro e non ha diritto al trattamento integrativo; paga l’IRPEF piena calcolata sui propri scaglioni di reddito.
Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Domande frequenti
Le detrazioni in busta paga sono automatiche?
Sì: il sostituto d'imposta le applica d'ufficio sul reddito presunto, salvo che il lavoratore chieda espressamente di non applicarle. È una facoltà utile a chi ha altri redditi e vuole evitare conguagli a debito a fine anno.
Cosa cambia per i figli a carico dopo la riforma?
Per i figli under 21 le detrazioni sono state assorbite dall'Assegno Unico INPS, che si richiede all'INPS tramite patronato o portale. Restano in busta paga, ex art. 12 TUIR, le detrazioni per figli over 21 ancora a carico, coniuge e altri familiari a carico.
Dove verifico gli importi aggiornati per l'anno in corso?
Gli importi e le soglie sono fissati dalla legge di bilancio e dettagliati nelle circolari dell'Agenzia delle Entrate pubblicate a inizio anno. In caso di dubbio si può richiedere al datore il prospetto di calcolo delle ritenute.
Perché a fine anno mi arriva un conguaglio a debito?
Tipicamente perché in corso d'anno sono state applicate detrazioni poi rivelatesi non spettanti, ad esempio per un familiare che ha superato la soglia di reddito. Comunicare tempestivamente le variazioni al datore riduce il rischio.
Posso chiedere di non applicare le detrazioni?
Sì. Il lavoratore che prevede altri redditi può chiedere per iscritto al sostituto d'imposta di non applicare le detrazioni in corso d'anno, così da evitare un conguaglio a debito elevato a dicembre. Non si tratta di rinunciarvi, ma di spostare il prelievo.