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Ultimo aggiornamento: 17 Giugno 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Chi compra un’azienda eredita anche i suoi debiti? La risposta non è un sì o un no secco: dipende dal tipo di debito e da dove risulta. L’art. 2560 c.c. fissa una regola severa per il compratore, e sul fronte fiscale opera una responsabilità ancora più insidiosa. Ecco come difendersi.

La regola dell’art. 2560

L’art. 2560 c.c. dispone due cose. Primo: il cedente non è liberato dai debiti inerenti all’azienda ceduta anteriori al trasferimento, se non risulta che i creditori vi hanno consentito (comma 1). Secondo, e è il punto chiave: nel trasferimento di un’azienda commerciale risponde dei debiti suddetti anche l’acquirente, se essi risultano dai libri contabili obbligatori (comma 2).

Il limite dei libri contabili obbligatori

La responsabilità del compratore non è illimitata: scatta solo per i debiti che risultano dalle scritture contabili obbligatorie. È una condizione costitutiva della responsabilità, non una semplice prova: secondo la giurisprudenza, il debito che non emerge dai libri obbligatori non si trasferisce all’acquirente (resta solo del cedente). Questo rende la due diligence contabile non un di più, ma una difesa essenziale.

Tipo di debito Risponde il cedente? Risponde l’acquirente?
Debito da libri contabili obbligatori Sì (salvo liberazione) Sì (art. 2560, c. 2)
Debito non risultante dai libri No
Debiti di lavoro Sì, in solido Sì, in solido (art. 2112)
Debiti tributari Sì, sussidiaria e limitata (art. 14 d.lgs. 472/1997)

I debiti di lavoro: regola speciale

Per i crediti dei lavoratori vale l’art. 2112 c.c.: cedente e cessionario sono obbligati in solido per tutti i crediti che il dipendente aveva al momento del trasferimento, a prescindere dalla loro annotazione nei libri. È una tutela rafforzata che opera anche oltre l’art. 2560.

I debiti tributari (art. 14 d.lgs. 472/1997)

Sul piano fiscale, il cessionario è responsabile in solido, ma in via sussidiaria (col beneficio della previa escussione del cedente) e limitata, per le imposte e le sanzioni riferibili all’anno della cessione e ai due precedenti (art. 14 d.lgs. 472/1997). La responsabilità è circoscritta al valore dell’azienda e a quanto risulta dal certificato dei carichi pendenti che l’Agenzia delle Entrate rilascia su richiesta: un certificato negativo (o la sua mancata emissione entro 40 giorni) libera l’acquirente.

Spunti pratici

Esempio pratico

Tizio compra l’azienda di Caio. Dai libri contabili obbligatori risulta un debito verso un fornitore di 30.000 euro: Tizio ne risponde in solido con Caio (art. 2560). Emerge poi un debito “fuori contabilità” verso un altro fornitore: di quello risponde solo Caio. Avendo chiesto il certificato dei carichi pendenti risultato negativo, Tizio è al riparo dai debiti tributari del triennio (art. 14 d.lgs. 472/1997).

Serve un parere sul tuo caso concreto?

Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.

Domande frequenti

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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