Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Guida pratica · Lavoro · Ferie e permessi

In sintesi

Il lavoratore dipendente che assiste un familiare con disabilità grave può fruire di un congedo straordinario fino a 2 anni complessivi nell’arco della vita lavorativa, indennizzato dall’INPS con la retribuzione convenzionale (pari all’ultima retribuzione, entro un massimale annuo). Il congedo può essere frazionato e deve essere richiesto con congruo preavviso.

Riferimento normativo

Art. 42, D.Lgs. 151/2001 (T.U. maternità e paternità)

Tabella riepilogativa

Congedo straordinario biennale – quadro normativo
Caratteristica Regola
Base normativa Art. 42 D.Lgs. 151/2001
Durata massima 2 anni nell’intera vita lavorativa (non per singolo familiare)
Indennizzo Pari all’ultima retribuzione; soggetto a massimale INPS annuo rivalutato
Contribuzione figurativa Sì, per tutta la durata
Ordine di priorità Coniuge/convivente > genitore > figlio > fratello/sorella > parente/affine entro 3°
Frazionabilità Sì, in periodi anche non continuativi
Destinatario assistito Familiare con disabilità grave (L. 104/1992, art. 3 co. 3)

Chi ha diritto al congedo e in quale ordine

Il congedo straordinario spetta ai lavoratori dipendenti (pubblici e privati) che assistono un familiare con disabilità grave ai sensi dell’art. 3, co. 3 della L. 104/1992. La legge stabilisce un ordine di priorità: coniuge o convivente, poi genitori, poi figli, poi fratelli/sorelle, infine altri parenti o affini entro il 3° grado. Il familiare di grado superiore deve essere impossibilitato a prestare assistenza perché deceduto, disabile grave, lontano o per altra causa grave.

Durata, indennizzo e contribuzione

La durata massima è di 2 anni complessivi nell’intera vita lavorativa, indipendentemente dal numero di familiari assistiti. Il limite si consuma anche se il congedo viene fruito in più periodi e per persone diverse.

Durante il congedo l’INPS eroga un’indennità pari all’ultima retribuzione, entro un massimale annuo rivalutato: per il 2026 il tetto complessivo è di 57.837 euro (Circolare INPS n. 6 del 30 gennaio 2026, +1,4% di rivalutazione ISTAT), di cui 43.380 euro di indennità massima e 14.460 euro di contribuzione figurativa massima (per gli anni successivi va riverificato sul sito INPS). Il periodo è coperto da contribuzione figurativa, utile ai fini pensionistici; non fa però maturare ferie né TFR (la quota di tredicesima è già inclusa nel calcolo dell’indennità sulle voci fisse e continuative, non si tratta quindi di un rateo aggiuntivo).

Come si richiede

Il lavoratore deve presentare domanda all’INPS (via portale o patronato) allegando il verbale di disabilità grave del familiare e la documentazione relativa all’ordine di priorità. Deve poi comunicare al datore di lavoro – con il preavviso stabilito dal CCNL o, in mancanza, con congruo anticipo – le date di inizio e fine del periodo di congedo. Il datore non può rifiutare il congedo ma può concordare la modulazione delle date.

Casi pratici

Tizio – fratello disabile, genitori ancora in vita

Tizio vorrebbe fruire del congedo biennale per assistere il fratello con disabilità grave, ma i genitori sono in buona salute e vivono nella stessa città. Poiché i genitori non sono impossibilitati, Tizio non ha ancora diritto al congedo: devono prima risultare impossibilitati per causa grave.

Caia – coniuge disabile, secondo anno di congedo

Caia ha già fruito di 12 mesi di congedo straordinario. Può richiedere altri 12 mesi (per un totale di 2 anni nell’arco della vita lavorativa). Superati i 24 mesi cumulativi, il congedo straordinario è esaurito per sempre.

Sempronio – frazionamento in periodi brevi

Sempronio assiste il padre disabile grave e preferisce fruire del congedo in blocchi di una settimana nei momenti di picco assistenziale. La legge consente il frazionamento; ogni periodo scalerà dal monte dei 2 anni disponibili.

Domande frequenti

Il limite di 2 anni vale per ogni familiare assistito o in totale?

In totale nell’intera vita lavorativa, indipendentemente dal numero di familiari per cui si è fruito del congedo.

L'indennizzo è uguale allo stipendio pieno?

L’indennizzo è pari all’ultima retribuzione, ma soggetto a un massimale annuo stabilito dall’INPS (rivalutato ogni anno). Chi ha retribuzioni elevate potrebbe ricevere meno dello stipendio effettivo.

Il congedo straordinario si cumula con i permessi L. 104?

Sì. Sono istituti distinti: durante il congedo straordinario non si maturano i permessi L. 104 mensili, ma i due istituti possono alternarsi.

Si accumula anzianità durante il congedo?

Sì. Il periodo di congedo è coperto da contribuzione figurativa, utile ai fini pensionistici; non fa invece maturare ferie né TFR.

Un lavoratore autonomo può fruirne?

No. Il congedo straordinario ex art. 42 D.Lgs. 151/2001 è riservato ai soli lavoratori dipendenti. I lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata INPS hanno un istituto diverso e meno esteso.

Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Serve un parere sul tuo caso concreto?

Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.

In sintesi

  • Il congedo straordinario (art. 42 D.Lgs. 151/2001) consente di assistere un familiare con disabilita grave per un massimo di 2 anni nell'intera vita lavorativa.
  • Il limite e complessivo: si consuma anche fruendolo in piu periodi e per familiari diversi.
  • L'INPS eroga un'indennita pari all'ultima retribuzione, entro un massimale annuo rivalutato.
  • La legge fissa un ordine di priorita tra gli aventi diritto, dal coniuge ai parenti entro il terzo grado.
  • Il periodo e coperto da contribuzione figurativa ed e frazionabile; e riservato ai soli lavoratori dipendenti.
Indice dei contenuti

Il congedo straordinario per assistenza a un familiare con disabilita grave e una delle misure piu rilevanti di conciliazione tra lavoro e cura, perche consente un'astensione prolungata dal lavoro mantenendo un'indennita e la copertura previdenziale. La disciplina dell'art. 42 del D.Lgs. 151/2001 e pero costruita su requisiti rigorosi, a partire dall'ordine di priorita tra i possibili beneficiari.

Chi ne ha diritto e in quale ordine

Il congedo spetta ai lavoratori dipendenti, pubblici e privati, che assistono un familiare con disabilita grave riconosciuta ai sensi dell'art. 3, comma 3, della L. 104/1992. La legge stabilisce un ordine di priorita: coniuge o convivente, poi i genitori, poi i figli, poi i fratelli o le sorelle e infine altri parenti o affini entro il terzo grado. Chi precede nell'ordine deve risultare mancante o impossibilitato perche il successivo possa subentrare.

Il presupposto dell'impossibilita di chi precede

Il punto piu frainteso e proprio questo: non basta essere parente del disabile grave. Occorre che chi precede nell'ordine di priorita sia deceduto, a sua volta disabile grave, oppure impossibilitato ad assistere per causa grave e documentata. Un fratello, ad esempio, non puo accedere al congedo se i genitori sono in buona salute e nelle condizioni di prestare assistenza.

Durata e carattere complessivo del limite

La durata massima e di due anni nell'intera vita lavorativa. E un limite complessivo, non per singolo familiare: si consuma anche se il congedo viene fruito in piu periodi distinti e per persone diverse. Una volta raggiunti i ventiquattro mesi cumulativi, il congedo straordinario e esaurito in via definitiva, a prescindere da nuove situazioni assistenziali.

Indennita e contribuzione figurativa

Durante il congedo l'INPS eroga un'indennita pari all'ultima retribuzione, ma entro un massimale annuo rivalutato periodicamente. Chi percepisce retribuzioni elevate puo quindi ricevere meno dello stipendio effettivo, perche l'indennita e tetto. Il periodo e coperto da contribuzione figurativa e vale ai fini dell'anzianita, dei ratei di ferie e del TFR. Per il valore aggiornato del massimale si rinvia alle circolari INPS vigenti.

Frazionabilita e modalita di fruizione

Il congedo puo essere fruito in modo continuativo oppure frazionato in periodi anche non consecutivi, utile quando l'esigenza assistenziale e concentrata in determinati momenti. Ogni periodo fruito scala dal monte complessivo dei due anni. La flessibilita consente di calibrare l'astensione sulle effettive necessita di cura, senza dover esaurire il diritto in un'unica soluzione.

Domanda e rapporto con gli altri istituti

La domanda si presenta all'INPS, con il verbale di disabilita grave e la documentazione sull'ordine di priorita, e va poi comunicata al datore con congruo preavviso; il datore non puo rifiutare il congedo ma puo concordarne la modulazione. Il congedo straordinario e distinto dai permessi mensili della L. 104: durante il congedo non si maturano quei permessi, ma i due istituti possono alternarsi. Il beneficio e riservato ai dipendenti e non spetta ai lavoratori autonomi.

Domande frequenti

Il limite di 2 anni vale per ogni familiare o in totale?

In totale nell'intera vita lavorativa, indipendentemente dal numero di familiari assistiti. Il limite si consuma anche fruendolo in piu periodi e per persone diverse.

L'indennita e pari allo stipendio pieno?

E pari all'ultima retribuzione ma entro un massimale annuo rivalutato dall'INPS. Chi ha retribuzioni elevate puo ricevere meno dello stipendio effettivo. Il valore aggiornato e nelle circolari INPS vigenti.

Il congedo si cumula con i permessi L. 104?

Sono istituti distinti: durante il congedo straordinario non si maturano i permessi mensili 104, ma i due strumenti possono alternarsi nel tempo.

Si accumula anzianita durante il congedo?

Si. Il periodo e coperto da contribuzione figurativa e vale ai fini dell'anzianita, dei ratei di ferie e del TFR.

Un lavoratore autonomo puo fruirne?

No. Il congedo straordinario ex art. 42 D.Lgs. 151/2001 e riservato ai soli lavoratori dipendenti, pubblici e privati.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-20
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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