Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • Art. 99 SIC – Notifica preliminare

    Art. 99 SIC – Notifica preliminare

    Art. 99 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Notifica preliminare

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Il committente o il responsabile dei lavori, prima dell’inizio dei lavori, trasmette all’azienda unità sanitaria locale e alla direzione provinciale del lavoro nonché, limitatamente ai lavori pubblici, al prefetto territorialmente competenti la notifica preliminare elaborata conformemente all’allegato XII, nonché gli eventuali aggiornamenti nei seguenti casi: a) cantieri di cui all’articolo 90, comma 3; b) cantieri che, inizialmente non soggetti all’obbligo di notifica, ricadono nelle categorie di cui alla lettera a) per effetto di varianti sopravvenute in corso d’opera; c) cantieri in cui opera un’unica impresa la cui entità presunta di lavoro non sia inferiore a duecento uomini-giorno. 1.1. I soggetti destinatari della notifica preliminare di cui al comma 1 la trasmettono alla cassa edile territorialmente competente.

    1-bis. Le comunicazioni di cui al comma 1 alimentano una apposita banca dati istituita presso l’Ispettorato nazionale del lavoro, ferma l’interoperabilità con le banche dati esistenti. Con decreto del direttore dell’Ispettorato nazionale del lavoro sono individuate le modalità tecniche, la data di effettivo avvio dell’alimentazione della banca dati e le modalità di condivisione delle informazioni con le Pubbliche Amministrazioni interessate.

    2. Copia della notifica deve essere affissa in maniera visibile presso il cantiere e custodita a disposizione dell’organo di vigilanza territorialmente competente.

    3. Gli organismi paritetici istituiti nel settore delle costruzioni in attuazione dell’articolo 51 possono chiedere copia dei dati relativi alle notifiche preliminari presso gli organi di vigilanza.

  • Art. 98 SIC – Requisiti professionali del coordinatore per la progettazione del coordinatore per l’esecuzione dei lavori

    Art. 98 SIC – Requisiti professionali del coordinatore per la progettazione del coordinatore per l’esecuzione dei lavori

    Art. 98 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Requisiti professionali del coordinatore per la progettazione del coordinatore per l’esecuzione dei lavori

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Il coordinatore per la progettazione e il coordinatore per l’esecuzione dei lavori devono essere in possesso di uno dei seguenti requisiti: a) laurea magistrale conseguita in una delle seguenti classi: LM-4, da LM-20 a LM-35, LM-69, LM-73, LM-74, di cui al decreto del Ministro dell’università e della ricerca in data 16 marzo 2007, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 157 del 9 luglio 2007, ovvero laurea specialistica conseguita nelle seguenti classi: 4/S, da 25/S a 38/S, 77/S, 74/S, 86/S, di cui al decreto del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica in data 28 novembre 2000, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 18 del 23 gennaio 2001, ovvero corrispondente diploma di laurea ai sensi del decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca in data 5 maggio 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 196 del 21 agosto 2004, nonché attestazione, da parte di datori di lavoro o committenti, comprovante l’espletamento di attività lavorativa nel settore delle costruzioni per almeno un anno; b) laurea conseguita nelle seguenti classi L7, L8, L9, L17, L23, di cui al predetto decreto ministeriale in data 16 marzo 2007, ovvero laurea conseguita nelle classi 8, 9, 10, 4, di cui al decreto del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica in data 4 agosto 2000, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 245 del 19 ottobre 2000, ovvero laurea conseguita in Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, della classe L/SNT/4, ai sensi del regolamento di cui al decreto del Ministro della sanità 17 gennaio 1997, n. 58, e del decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 19 febbraio 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 119 del 25 maggio 2009, nonché attestazione, da parte di datori di lavoro o committenti, comprovante l’espletamento di attività lavorative nel settore delle costruzioni per almeno due anni; c) diploma di geometra o perito industriale o perito agrario o agrotecnico, nonché attestazione, da parte di datori di lavoro o committenti, comprovante l’espletamento di attività lavorativa nel settore delle costruzioni per almeno tre anni.

    2. I soggetti di cui al comma 1, devono essere, altresì, in possesso di attestato di frequenza, con verifica dell’apprendimento finale, a specifico corso in materia di sicurezza organizzato dalle regioni, mediante le strutture tecniche operanti nel settore della prevenzione e della formazione professionale, o, in via alternativa, dall’ISPESL, dall’INAIL, dall’Istituto italiano di medicina sociale, dagli ordini o collegi professionali, dalle università, dalle associazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori o dagli organismi paritetici istituiti nel settore dell’edilizia. Fermo restando l’obbligo di aggiornamento di cui all’allegato XIV, sono fatti salvi gli attestati rilasciati nel rispetto della previgente normativa a conclusione di corsi avviati prima della data di entrata in vigore del presente decreto.

    3. I contenuti, le modalità e la durata dei corsi di cui al comma 2 devono rispettare almeno le prescrizioni di cui all’allegato XIV. L’allegato XIV è aggiornato con accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. I corsi di cui all’allegato XIV, solo per il modulo giuridico (28 ore), e i corsi di aggiornamento possono svolgersi in modalità e-learning nel rispetto di quanto previsto dall’allegato I dell’Accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano del 21 dicembre 2011 emanato per la formazione dei lavoratori ai sensi dell’articolo 37, comma

    2. 4. L’attestato di cui al comma 2 non è richiesto per coloro che, non più in servizio, abbiano svolto attività tecnica in materia di sicurezza nelle costruzioni, per almeno cinque anni, in qualità di pubblici ufficiali o di incaricati di pubblico servizio e per coloro che producano un certificato universitario attestante il superamento di un esame relativo ad uno specifico insegnamento del corso di laurea nel cui programma siano presenti i contenuti minimi di cui all’allegato XIV, o l’attestato di partecipazione ad un corso di perfezionamento universitario i cui programmi e le relative modalità di svolgimento siano conformi all’allegato XIV. L’attestato di cui al comma 2 non è richiesto per coloro che sono in possesso della laurea magistrale LM-26.

    5. Le spese connesse all’espletamento dei corsi di cui al comma 2 sono a totale carico dei partecipanti.

    6. Le regioni determinano la misura degli oneri per il funzionamento dei corsi di cui al comma 2, da esse organizzati, da porsi a carico dei partecipanti.

  • Art. 1184 Codice della Navigazione – Inosservanze relative all’iscrizione di nave in registro straniero e alla perdita dei requisiti di nazionalità dell’aeromobile

    Art. 1184 Codice della Navigazione – Inosservanze relative all’iscrizione di nave in registro straniero e alla perdita dei requisiti di nazionalità dell’aeromobile

    R.D. 30 marzo 1942, n. 327 – Codice della navigazione

    1. Chiunque alieni la nave o l'aeromobile o iscriva la nave in un registro straniero senza ottemperare agli adempimenti prescritti negli articoli 156 e 760 o senza attendere la conclusione dei relativi procedimenti amministrativi è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire trenta milioni a lire sessanta milioni. Non è ammesso il pagamento in misura ridotta ai sensi dell'articolo 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689. 2. Alla stessa sanzione di cui al comma 1 soggiace chiunque ometta le denunce prescritte dagli articoli 157 e 758 .

  • CCNL Dirigenti Industria: maternita, paternita e congedi parentali

    CCNL Dirigenti Industria

    In sintesi

    Il dirigente (e la dirigente) industriale fruisce delle tutele del D.Lgs. 151/2001 integrate dal CCNL: per i congedi di maternità e di paternità l’azienda anticipa l’indennità INPS e la integra fino all’intera retribuzione mensile netta (art. 11, c. 5); per congedi parentali, riposi e permessi anticipa l’indennità INPS senza integrarla (c. 6). Il congedo di paternità obbligatorio è di 10 giorni lavorativi (20 per parto plurimo), da due mesi prima a cinque mesi dopo il parto (art. 27-bis). Il congedo parentale si può usare fino ai 14 anni del figlio.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Confindustria · Federmanager
    Ultimo rinnovo
    13 novembre 2024 (Confindustria-Federmanager, vigenza 2025-2027)
    Vigenza
    1° gennaio 2025 – 31 dicembre 2027
    Platea
    Dirigenti di aziende industriali produttrici di beni e servizi

    Tabella riepilogativa

    Congedi di maternita e paternita – Dirigente Industria 2026
    Congedo Durata Retribuzione
    Maternità obbligatoria 5 mesi (2 prima e 3 dopo il parto, o flessibile) Indennità INPS 80%, anticipata e integrata dall’azienda fino all’intera retribuzione mensile netta (art. 11, c. 5)
    Paternità obbligatoria 10 giorni lavorativi, 20 per parto plurimo, da 2 mesi prima a 5 mesi dopo il parto (art. 27-bis D.Lgs. 151/2001) Indennità INPS 100%, anticipata dall’azienda
    Congedo parentale (ex facoltativo) Fino a 6 mesi per genitore, 10 mesi in tutto (11 se il padre ne usa almeno 3), fino ai 14 anni del figlio 3 mesi all’80% in alternativa tra i genitori fino ai 6 anni del bambino, gli altri mesi indennizzati al 30% fino a 9 in tutto (art. 34); l’azienda anticipa l’indennità (art. 11, c. 6)
    Astensione per figlio disabile 3 anni (art. 42 D.Lgs. 151/2001) Indennita INPS
    Permessi L. 104/1992 3 giorni lavorativi mensili 100% a carico INPS

    Congedo di maternita: retribuzione e integrazione aziendale

    Durante il congedo di maternita obbligatoria (5 mesi ex D.Lgs. 151/2001) la dirigente ha diritto all’indennita INPS pari all’80% della retribuzione. Il CCNL Dirigenti Industria prevede che l’azienda anticipi l’indennità e la integri in modo da corrispondere l’intera retribuzione mensile netta; la stessa regola vale per il congedo di paternità (art. 11, c. 5, del CCNL Dirigenti Industria (testo 25 novembre 2009), nella formulazione dell’accordo del 14 aprile 2006).

    Il periodo di congedo di maternita non si computa nel comporto per malattia. Il divieto di licenziamento opera dall’inizio della gravidanza fino al compimento di un anno di eta del figlio (art. 54 D.Lgs. 151/2001).

    Congedo parentale: durata e indennità

    Le regole sono quelle degli artt. 32 e 34 del D.Lgs. 151/2001:

    • ciascun genitore ha 3 mesi non trasferibili indennizzati al 30%; di questi, in alternativa tra i genitori, fino a 3 mesi sono pagati all’80% se usati entro i 6 anni del bambino;
    • altri 3 mesi, in alternativa tra i genitori, sono indennizzati al 30%; il totale è di 10 mesi (11 se il padre ne usa almeno 3);
    • Fruizione fino ai 14 anni del figlio dal 1° gennaio 2026 (12 anni fino al 2025, 8 prima della riforma del 2022)
    • Il congedo puo essere frazionato anche a ore

    Per i congedi parentali, i riposi e i permessi del D.Lgs. 151/2001 il CCNL prevede che l’azienda anticipi l’indennità INPS (art. 11, c. 6), ma non che la integri: a differenza di maternità e paternità, resta la sola indennità di legge, salvo accordi più favorevoli.

    Tutela dal licenziamento durante la gravidanza

    Il divieto di licenziamento della dirigente in stato di gravidanza e fino a un anno di eta del figlio (art. 54 D.Lgs. 151/2001) si applica integralmente anche alle dirigenti. Il licenziamento intimato in violazione del divieto e nullo.

    La dirigente in maternita conserva il posto, matura ferie e anzianita contrattuale. Se il rapporto e a tempo determinato, la scadenza contrattuale puo comunque estinguerlo, salvo proroga legale fino al termine del congedo obbligatorio.

    Casi pratici

    Tizio – Congedo paternita obbligatorio
    Tizio, direttore commerciale, diventa padre. Ha diritto a 10 giorni lavorativi di congedo di paternità obbligatorio (20 se nascono gemelli), da usare tra i due mesi prima della data presunta del parto e i cinque mesi dopo (art. 27-bis D.Lgs. 151/2001); l’azienda anticipa l’indennità INPS al 100% e la integra fino all’intera retribuzione netta (art. 11, c. 5). L’azienda non puo negare il congedo o condizionarne la fruizione.
    Caia – Integrazione aziendale congedo maternita
    Caia, dirigente, fruisce di 5 mesi di maternità. L’azienda le anticipa ogni mese l’indennità INPS (80% della retribuzione media giornaliera) e aggiunge la differenza necessaria perché riceva l’intera retribuzione mensile netta, come se lavorasse (art. 11, c. 5 del CCNL).
    Sempronio – Licenziamento durante la gravidanza della moglie dirigente
    La moglie dirigente di Sempronio viene licenziata durante la gravidanza per ‘riorganizzazione aziendale’. Il licenziamento e nullo ex art. 54 D.Lgs. 151/2001 indipendentemente dalla motivazione addotta. La dirigente impugna il licenziamento: ottiene la reintegrazione o, in alternativa, l’indennita prevista dal CCNL per licenziamento ingiustificato (preavviso + indennita supplementare).

    Domande frequenti

    La dirigente in maternita prende il 100% dello stipendio?
    Sì: l’azienda anticipa l’indennità INPS dell’80% e la integra fino all’intera retribuzione mensile netta per tutto il congedo di maternità (art. 11, c. 5 del CCNL Dirigenti Industria).
    Il congedo parentale e retribuito al 100% per il dirigente?
    No: l’INPS indennizza fino a 3 mesi all’80% (in alternativa tra i genitori, entro i 6 anni del bambino) e gli altri al 30%, fino a 9 mesi (art. 34 D.Lgs. 151/2001). L’azienda anticipa l’indennità ma non la integra (art. 11, c. 6), salvo accordi più favorevoli.
    Il congedo di paternita e obbligatorio?
    Sì: 10 giorni lavorativi (20 per parto plurimo), da usare tra i due mesi prima della data presunta del parto e i cinque mesi dopo, con indennità INPS al 100% che il CCNL integra fino alla retribuzione netta. Il giorno facoltativo «in accordo con la madre» non esiste più.
    La maternita sospende il comporto?
    Si: il periodo di astensione obbligatoria per maternita non si computa nel comporto per malattia. La dirigente conserva il conteggio del comporto ‘congelato’ durante la maternita.
    Il divieto di licenziamento durante la gravidanza vale anche per i dirigenti?
    Si: il divieto di licenziamento dall’inizio della gravidanza fino a un anno di eta del figlio si applica integralmente alle dirigenti (art. 54 D.Lgs. 151/2001). Il licenziamento in violazione e nullo.

    Stesso CCNL: consulta anche TMCG, tabelle retributive e struttura RGA, preavviso, licenziamento e indennita supplementare, ferie, permessi e assenze retribuite, malattia, infortunio e periodo di comporto, TFR, calcolo e destinazione a Previndai e orario di lavoro, reperibilita e assenza di limiti legali.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Dirigenti Industria. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 97 SIC – Obblighi del datore di lavoro dell’impresa affidataria

    Art. 97 SIC – Obblighi del datore di lavoro dell’impresa affidataria

    Art. 97 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Obblighi del datore di lavoro dell’impresa affidataria

    In vigore dal 15/05/2008

    1. Il datore di lavoro dell’impresa affidataria verifica le condizioni di sicurezza dei lavori affidati e l’applicazione. delle disposizioni e delle prescrizioni del piano di sicurezza e coordinamento.

    2. Gli obblighi derivanti dall’articolo 26, fatte salve le disposizioni di cui all’articolo 96, comma 2, sono riferiti anche al datore di lavoro dell’impresa affidataria. Per la verifica dell’idoneità tecnico professionale si fa riferimento alle modalità di cui all’allegato XVII.

    3. Il datore di lavoro dell’impresa affidataria deve, inoltre: a) coordinare gli interventi di cui agli articoli 95 e 96; b) verificare la congruenza dei piani operativi di sicurezza (POS) delle imprese esecutrici rispetto al proprio, prima della trasmissione dei suddetti piani operativi di sicurezza al coordinatore per l’esecuzione.

    3-bis. In relazione ai lavori affidati in subappalto, ove gli apprestamenti, gli impianti e le altre attività di cui al punto 4 dell’allegato XV siano effettuati dalle imprese esecutrici, l’impresa affidataria corrisponde ad esse senza alcun ribasso i relativi oneri della sicurezza. 3-ter) Per lo svolgimento delle attività di cui al presente articolo, il datore di lavoro dell’impresa affidataria, i dirigenti e i preposti devono essere in possesso di adeguata formazione.

  • Art. 96 SIC – Obblighi dei datori di lavoro, dei dirigenti e dei preposti

    Art. 96 SIC – Obblighi dei datori di lavoro, dei dirigenti e dei preposti

    Art. 96 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Obblighi dei datori di lavoro, dei dirigenti e dei preposti

    In vigore dal 15/05/2008

    1. I datori di lavoro delle imprese affidatarie e delle imprese esecutrici, anche nel caso in cui nel cantiere operi una unica impresa, anche familiare o con meno di dieci addetti: a) adottano le misure conformi alle prescrizioni di cui all’allegato XIII; b) predispongono l’accesso e la recinzione del cantiere con modalità chiaramente visibili e individuabili; c) curano la disposizione o l’accatastamento di materiali o attrezzature in modo da evitarne il crollo o il ribaltamento; d) curano la protezione dei lavoratori contro le influenze atmosferiche che possono compromettere la loro sicurezza e la loro salute; e) curano le condizioni di rimozione dei materiali pericolosi, previo, se del caso, coordinamento con il committente o il responsabile dei lavori; f) curano che lo stoccaggio e l’evacuazione dei detriti e delle macerie avvengano correttamente; g) redigono il piano operativo di sicurezza di cui all’articolo 89, comma 1, lettera h).

    1-bis. La previsione di cui al comma 1, lettera g), non si applica alle mere forniture di materiali o attrezzature. In tali casi trovano comunque applicazione le disposizioni di cui all’articolo

    26. 2. L’accettazione da parte di ciascun datore di lavoro delle imprese del piano di sicurezza e di coordinamento di cui all’articolo 100, nonché la redazione del piano operativo di sicurezza costituiscono, limitatamente al singolo cantiere interessato, adempimento alle disposizioni di cui all’articolo 17 comma 1, lettera a), all’articolo 26, commi 1, lettera b), 2, 3, e 5, e all’articolo 29, comma

    3.

  • Art. 126 Codice del Processo Amministrativo – Ambito della giurisdizione sul contenzioso elettorale

    Art. 126 Codice del Processo Amministrativo – Ambito della giurisdizione sul contenzioso elettorale

    D.Lgs. 2 luglio 2010, n. 104 – Codice del processo amministrativo

    1. Il giudice amministrativo ha giurisdizione in materia di operazioni elettorali relative al rinnovo degli organi elettivi dei comuni, delle province, delle regioni e all’elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia.

  • Art. 95 SIC – Misure generali di tutela

    Art. 95 SIC – Misure generali di tutela

    Art. 95 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Misure generali di tutela

    In vigore dal 15/05/2008

    1. I datori di lavoro delle imprese esecutrici, durante l’esecuzione dell’opera osservano le misure generali di tutela di cui all’articolo 15 e curano, ciascuno per la parte di competenza, in particolare: a) il mantenimento del cantiere in condizioni ordinate e di soddisfacente salubrità; b) la scelta dell’ubicazione di posti di lavoro tenendo conto delle condizioni di accesso a tali posti, definendo vie o zone di spostamento o di circolazione; c) le condizioni di movimentazione dei vari materiali; d) la manutenzione, il controllo prima dell’entrata in servizio e il controllo periodico degli apprestamenti, delle attrezzature di lavoro degli impianti e dei dispositivi al fine di eliminare i difetti che possono pregiudicare la sicurezza e la salute dei lavoratori; e) la delimitazione e l’allestimento delle zone di stoccaggio e di deposito dei vari materiali, in particolare quando si tratta di materie e di sostanze pericolose; f) l’adeguamento, in funzione dell’evoluzione del cantiere, della durata effettiva da attribuire ai vari tipi di lavoro o fasi di lavoro; g) la cooperazione e il coordinamento tra datori di lavoro e lavoratori autonomi; h) le interazioni con le attività che avvengono sul luogo, all’interno o in prossimità del cantiere.

  • Art. 57 D.Lgs. 504/1995 – Privilegi e prescrizione

    Art. 57 D.Lgs. 504/1995 – Privilegi e prescrizione

    Testo unico delle accise (D.Lgs. 26 ottobre 1995, n. 504)

    1. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 2 FEBBRAIO 2007, N. 26.

    2. Il credito dell’amministrazione finanziaria per l’imposta ha privilegio, a preferenza di ogni altro, sulle somme dovute dagli utenti per i consumi soggetti ad imposta.

    3. Il termine di prescrizione per il recupero dell’imposta è di cinque anni dalla data in cui è avvenuto il consumo. In caso di comportamenti omissivi la prescrizione opera dal momento della scoperta del fatto illecito.

    4. La prescrizione del credito d’imposta è interrotta quando viene constatata la violazione e ricomincia a decorrere dal giorno in cui diventa definitivo l’atto che conclude il procedimento penale o amministrativo intrapreso per la violazione accertata.

  • Art. 32 DPR 487/1994 – Modalità di assunzione

    Art. 32 DPR 487/1994 – Modalità di assunzione

    Decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487 – Regolamento sull’accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni e le modalità di svolgimento dei concorsi

    1. Le richieste di avviamento da parte di amministrazioni ed enti pubblici, anche a carattere nazionale e regionale, devono essere rivolte alla centro per l’impiego competente nella sede presso la quale il lavoratore dovrà prestare servizio. Tali richieste sono rese pubbliche mediante le modalità di cui all’articolo 4, comma 7, del presente regolamento.

    2. Le direzioni provinciali del lavoro, in conformità alla disciplina attuativa dell’ articolo 16 della legge 28 febbraio 1987, n. 56, in quanto applicabile, avviano i soggetti aventi titolo all’assunzione obbligatoria alla prova tendente ad accertare l’idoneità a svolgere le mansioni, secondo l’ordine di graduatoria di ciascuna categoria, in misura pari ai posti da ricoprire.

    3. Le prove selettive devono essere espletate, dall’amministrazione o ente interessati, entro quarantacinque giorni dalla data di avviamento a selezione ed il loro esito deve essere comunicato anche alla centro per l’impiego entro cinque giorni dalla conclusione della prova. Il lavoratore può essere avviato ad altra selezione soltanto dopo che è trascorso il suddetto periodo di cinquanta giorni, anche se la precedente selezione non è stata ancora espletata.

    4. Le prove non comportano valutazione comparativa e sono preordinate ad accertare l’idoneità a svolgere le mansioni del profilo nel quale avviene l’assunzione.

    5. In mancanza di iscritti appartenenti alla categoria richiesta, la centro per l’impiego, d’intesa con l’amministrazione o ente richiedente, avvia a selezione proporzionalmente i riservatari di altre categorie.

    6. Qualora non vi siano iscritti in possesso della professionalità richiesta, la centro per l’impiego concorda con l’ente interessato l’avviamento a selezione di lavoratori in possesso di diverse professionalità di livello corrispondente.

    7. La visita di controllo della permanenza dello stato invalidante di cui all’ articolo 1, comma 4, della legge 12 marzo 1999, n. 68, deve essere richiesta direttamente dall’amministrazione o ente pubblico interessati, prima di procedere all’assunzione, nei confronti di tutti i lavoratori invalidi, qualunque sia il tipo e il grado di invalidità. Copia del certificato sanitario deve essere trasmessa entro trenta giorni alla centro per l’impiego a cura dell’ente che ha richiesto l’accertamento. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma, addì 9 maggio 1994 SCALFARO CIAMPI, Presidente del Consiglio dei Ministri CASSESE, Ministro per la funzione pubblica BARUCCI, Ministro del tesoro Visto, il Guardasigilli: BIONDI Registrato alla Corte dei conti il 23 luglio 1994 Atti di Governo, registro n. 93, foglio n. 9. articolo precedente articolo successivo

  • Art. 94 SIC – Obblighi dei lavoratori autonomi

    Art. 94 SIC – Obblighi dei lavoratori autonomi

    Art. 94 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Obblighi dei lavoratori autonomi

    In vigore dal 15/05/2008

    1. I lavoratori autonomi che esercitano la propria attività nei cantieri, fermo restando gli obblighi di cui al presente decreto legislativo, si adeguano alle indicazioni fornite dal coordinatore per l’esecuzione dei lavori, ai fini della sicurezza.

  • Art. 194 D.Lgs. 259/2003 – Impianto ed esercizio di stazioni radioelettriche a bordo di navi da diporto

    Art. 194 D.Lgs. 259/2003 – Impianto ed esercizio di stazioni radioelettriche a bordo di navi da diporto

    Codice delle comunicazioni elettroniche (D.Lgs. 1 agosto 2003, n. 259)

    1. Per le stazioni radioelettriche a bordo di navi da diporto, l’autorizzazione all’esercizio è rilasciata dal Ministero, previo esito favorevole del collaudo di cui all’articolo 196 ai fini del servizio di corrispondenza pubblica. Tutti gli apparati di radiocomunicazione o di ausilio alle radiocomunicazioni, siano essi obbligatori o facoltativi, devono essere elencati nella licenza di esercizio di cui all’articolo 160.

    2. Per determinate classi di navi da diporto, nel rispetto delle normative internazionali e nazionali per la salvaguardia della vita umana in mare, l’impianto e l’esercizio, anche contabile, delle stazioni radioelettriche è affidato ad imprese titolari di apposita autorizzazione generale, rilasciata dal Ministero, sentito il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, e nella quale sono definiti i requisiti per l’espletamento del servizio.

    3. Per le classi di navi da diporto che non rientrano nel comma 2, e che non effettuano servizio di corrispondenza pubblica, l’impianto e l’esercizio delle stazioni radioelettriche è affidato all’armatore. articolo precedente articolo successivo

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