Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Il personale ATA della scuola (collaboratori scolastici, assistenti, DSGA) rientra nel CCNL Istruzione e Ricerca 2022-2024. Spieghiamo come si forma l’aumento per profilo e perché l’importo dipende dall’area di inquadramento.

Le specificità del personale ATA

Con il CCNL Istruzione e Ricerca 2022-2024 (sottoscritto in via definitiva il 23 dicembre 2025) l’aumento per gli ATA agisce sullo stipendio tabellare della propria area/profilo: collaboratore scolastico, assistente amministrativo o tecnico, fino al DSGA (direttore dei servizi generali e amministrativi), che ha un trattamento più elevato. L’incremento cresce con l’inquadramento e con la fascia di anzianità.

Come per i docenti, l’importo esatto si legge sulle tabelle allegate, distinte per profilo. Il salario accessorio dipende invece dal fondo dell’istituzione scolastica e dagli incarichi.

Come funziona l’aumento di stipendio nel pubblico impiego

Lo stipendio dei dipendenti pubblici non si rinnova automaticamente ogni anno: cresce quando viene sottoscritto un nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) di comparto. Il sistema è disciplinato dal D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165 (artt. 40–49), che affida la contrattazione collettiva nel settore pubblico all’ARAN (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni) da una parte e alle organizzazioni sindacali rappresentative dall’altra.

I contratti pubblici hanno durata triennale sia per la parte normativa sia per quella economica. Le risorse per gli aumenti non le decide il sindacato: vengono stanziate dallo Stato nella legge di bilancio di ogni anno, sotto forma di fondi destinati al rinnovo. Solo dopo che il Parlamento ha previsto le coperture, l’ARAN può firmare con un margine economico definito. Questo spiega perché l’entità dell’aumento dipende dalle risorse disponibili e non da una percentuale fissa garantita.

L’iter di un rinnovo, passo per passo

  1. Atto di indirizzo: il Comitato di settore e il Governo definiscono gli obiettivi e il tetto di risorse.
  2. Trattativa ARAN–sindacati: si negoziano aumenti tabellari, indennità e parte normativa.
  3. Ipotesi di accordo (preintesa): il testo viene siglato in via provvisoria.
  4. Certificazione: la Corte dei conti verifica la compatibilità economico-finanziaria.
  5. Sottoscrizione definitiva del CCNL.
  6. Cedolino: gli importi entrano in busta paga, di norma con il pagamento degli arretrati per il periodo già trascorso.

Per i comparti non contrattualizzati – come quello di Sicurezza-Difesa (forze armate e di polizia) – l’iter passa per un accordo sindacale recepito con D.P.R., ma la logica delle risorse stanziate in bilancio resta la stessa. Per il quadro completo vedi la guida Comparto Istruzione e Ricerca: il quadro completo.

Indennità di vacanza contrattuale e acconti

Nel periodo in cui il vecchio contratto è scaduto ma il nuovo non è ancora firmato, scatta l’indennità di vacanza contrattuale (IVC): un piccolo importo che anticipa parte dell’inflazione e attenua l’attesa. L’IVC matura mensilmente come quota dello stipendio tabellare ed è riassorbita dagli aumenti del nuovo CCNL quando questo viene sottoscritto. Non è quindi un’aggiunta definitiva, ma un acconto.

Per il triennio 2022-2024 il legislatore è intervenuto con un acconto straordinario in busta paga (introdotto dal D.L. 145/2023, erogato a dicembre 2023) pari a un multiplo del valore annuo dell’IVC, proprio per dare liquidità prima della firma. Anche questo anticipo viene conguagliato con il rinnovo.

Arretrati: cosa sono e come si calcolano

Poiché i CCNL pubblici si firmano spesso a triennio già iniziato (o concluso), al momento della sottoscrizione spetta una quota di arretrati: la differenza tra lo stipendio nuovo e quello vecchio, moltiplicata per i mesi già trascorsi dalla decorrenza economica. Gli arretrati sono erogati di norma in un’unica soluzione (una tantum) nel primo cedolino utile dopo la firma.

L’importo degli arretrati dipende da tre fattori: l’aumento tabellare spettante alla propria posizione, il numero di mesi coperti e l’eventuale anticipo IVC già ricevuto (che viene scomputato). Gli arretrati sono imponibili: subiscono contributi e IRPEF, spesso con tassazione del mese di erogazione.

Dal lordo al netto: perché in busta arriva meno

Gli aumenti dei CCNL sono sempre indicati al lordo. Tra il lordo e il netto che si vede sul cedolino c’è una distanza dovuta a:

Come regola pratica, dell’aumento lordo si traduce in netto, indicativamente, poco piò della metà o due terzi: la percentuale esatta dipende dallo scaglione personale. Un effetto positivo è che l’aumento è di norma strutturale e si riflette anche su tredicesima, TFR/TFS e base pensionistica.

Le voci che compongono l’aumento

Voce Cosa incide
Profilo Collaboratore, assistente, DSGA: tabellari diversi
Fasce di anzianità Lo stipendio cresce per scaglioni di anni
Salario accessorio Fondo d’istituto e incarichi
Arretrati Una tantum per il periodo pregresso

Spunti pratici

Un esempio concreto

Sempronio, collaboratore scolastico, e Tizia, DSGA, ricevono entrambi l’aumento tabellare del rinnovo, ma di importo diverso: il tabellare del DSGA è più alto, quindi anche l’incremento e gli arretrati lo sono.

Le altre schede della guida

Fonti

Avvertenza. Contenuto informativo e divulgativo, non costituisce consulenza legale o sindacale. Gli importi dei rinnovi contrattuali dipendono dalle risorse stanziate in legge di bilancio e dagli accordi ARAN–sindacati: vanno sempre verificati sul CCNL di comparto e sul cedolino, calati nella posizione concreta (area, fascia, anzianità, indennità).

Quanto incide sul netto?

Calcola lo stipendio netto dal lordo con IRPEF, addizionali e contributi, per vedere l'effetto reale in busta paga.

Apri il calcolatore stipendio netto →

Domande frequenti

Chi è il personale ATA?

Collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici e i DSGA: il personale non docente della scuola.

Di quanto aumenta lo stipendio ATA?

Dipende dal profilo e dalla fascia di anzianità, secondo le tabelle del CCNL Istruzione e Ricerca 2022-2024.

Il DSGA ha lo stesso aumento del collaboratore?

No, ha un trattamento e un incremento più elevati per via dell'inquadramento.

Quando arrivano gli arretrati?

Dopo la firma definitiva e i controlli, in un'unica soluzione per i mesi pregressi.

L'aumento incide su TFS/pensione?

Sì, la quota tabellare strutturale vi rientra.

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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