← Torna a Codice di Procedura Penale
Ultimo aggiornamento: 10 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 8 c.p.p. – Regole generali

In vigore dal 24 ottobre 1989 (D.P.R. 447/1988)

1. La competenza per territorio è determinata dal luogo in cui il reato è stato consumato.

2. Se si tratta di fatto dal quale è derivata la morte di una o più persone, è competente il giudice del luogo in cui è avvenuta l’azione o l’omissione.

3. Se si tratta di reato permanente, è competente il giudice del luogo in cui ha avuto inizio la consumazione, anche se dal fatto è derivata la morte di una o più persone.

4. Se si tratta di delitto tentato, è competente il giudice del luogo in cui è stato compiuto l’ultimo atto diretto a commettere il delitto.

Contenuto elaborato con il supporto di sistemi di intelligenza artificiale e revisionato dalla Redazione di La Legge in Chiaro sotto la responsabilità editoriale del Dott. Andrea Marton, Tax Advisor — Consulente Fiscale. Fonti verificate: Normattiva, Italgiure, Corte Costituzionale, Agenzia delle Entrate.

In sintesi

  • Regola generale: competente il giudice del luogo di consumazione del reato
  • Reati con evento mortale: competente il luogo dell'azione od omissione (non del decesso)
  • Reati permanenti: competente il luogo di inizio della consumazione
  • Delitto tentato: competente il luogo dell'ultimo atto diretto a commettere il reato
  • La competenza territoriale è criterio di garanzia del giudice naturale (art. 25 Cost.)

La competenza per territorio del giudice penale è determinata dal luogo di consumazione del reato; per i reati con evento mortale rileva il luogo dell'azione od omissione, per i reati permanenti il luogo di inizio della consumazione.

Ratio della norma

L'art. 8 c.p.p. fissa il criterio territoriale generale per individuare il giudice penale competente: il luogo di consumazione del reato. La ratio è duplice: (a) collegare il giudizio al territorio in cui il fatto si è realizzato, dove sono più facilmente reperibili prove e testimoni; (b) garantire al cittadino il giudice naturale precostituito per legge (art. 25 Cost.), ancorando la competenza a un dato oggettivo e prevedibile. Le regole speciali per i reati con evento mortale, permanenti e tentati rispondono all'esigenza di scegliere un criterio univoco anche in fattispecie complesse, evitando incertezze interpretative.

Analisi del testo

Comma 1 — regola generale: «la competenza per territorio è determinata dal luogo in cui il reato è stato consumato». La consumazione coincide, per i reati di mero comportamento, con la condotta; per i reati di evento, con il verificarsi dell'evento (per esempio per il furto, l'apprensione del bene; per la truffa, il conseguimento del profitto). Comma 2 — reati con evento mortale: rileva il luogo dell'azione od omissione, non quello del decesso. La regola supera l'inconveniente del trasferimento della vittima in altro luogo (per esempio in ospedale): si guarda al luogo della condotta lesiva, che è il dato qualificante. Comma 3 — reati permanenti: rileva il luogo di inizio della consumazione. Per i reati permanenti (sequestro, associazione per delinquere) la condotta si protrae nel tempo: il legislatore sceglie come criterio il momento iniziale per evitare arbitrarietà. Comma 4 — delitto tentato: rileva il luogo del compimento dell'ultimo atto, che chiude la sequenza esecutiva interrotta.

Quando si applica

L'art. 8 si applica come regola generale, salvo le ipotesi in cui operano i criteri sussidiari degli artt. 9 (residenza, dimora dell'imputato; ultima residenza in caso di reato all'estero) e 10 c.p.p. (reati commessi all'estero). La regola della consumazione richiede di accertare il luogo concreto in cui il reato si è perfezionato, talvolta tema delicato (per esempio per i reati informatici, dove rileva il luogo dell'evento dannoso) o per le truffe a distanza (dove rileva il luogo del conseguimento del profitto). La competenza si determina al momento dell'esercizio dell'azione penale, con eventuale rilievo officioso o eccezione delle parti. Le questioni si decidono in via incidentale, e in caso di contrasto tra giudici è competente la Cassazione (art. 32 c.p.p.).

Connessioni con altre norme

L'art. 8 si combina con: gli artt. 9-11 c.p.p. (criteri sussidiari di competenza territoriale e reati all'estero); gli artt. 12-17 c.p.p. (connessione e riunione di procedimenti); l'art. 21 c.p.p. (rilievo dell'incompetenza); l'art. 22 c.p.p. (sentenza di incompetenza territoriale). Sul piano sostanziale, opera con la disciplina del reato consumato e tentato (art. 56 c.p.) e dei reati permanenti. Per i reati informatici trova applicazione l'art. 9, comma 2 c.p.p. quando il luogo di consumazione non è determinabile con certezza. La regola del giudice naturale (art. 25 Cost.) costituisce il fondamento costituzionale del sistema.

Domande frequenti

Qual è il criterio generale di competenza territoriale nel processo penale?

Il luogo di consumazione del reato. Il giudice del luogo dove il reato si è perfezionato è il giudice competente in via ordinaria. Per i reati di mero comportamento la consumazione coincide con la condotta; per i reati di evento, con il verificarsi dell'evento (per esempio l'apprensione nel furto, il profitto nella truffa, la morte nell'omicidio doloso istantaneo).

Per un omicidio, dove si celebra il processo?

Nel luogo dove è avvenuta l'azione o l'omissione lesiva, non nel luogo del decesso. La regola dell'art. 8, comma 2 c.p.p. evita che la competenza dipenda dal trasporto della vittima in ospedali distanti. Vale anche per i reati colposi con evento mortale (omicidio stradale, lesioni personali colpose con morte). La condotta è il dato qualificante.

Per i reati permanenti, qual è il giudice competente?

Il giudice del luogo di inizio della consumazione. Per esempio, in un sequestro di persona iniziato a Milano e proseguito in altre regioni, la competenza è del Tribunale di Milano. La regola tutela la prevedibilità del giudice e ancora il processo al primo segmento territoriale della condotta. Lo stesso principio vale per i reati associativi (es. art. 416 c.p.) e per il reato di stalking se ha natura permanente.

Per il tentativo di reato, quale criterio si applica?

Il luogo del compimento dell'ultimo atto diretto a commettere il delitto. La regola dell'art. 8, comma 4 c.p.p. fissa come riferimento il momento finale della sequenza esecutiva interrotta dall'evento esterno. Per esempio, in un tentato omicidio in cui l'autore esplode i colpi a Bologna ma la vittima viene salvata, la competenza è del Tribunale di Bologna, dove è stato compiuto l'ultimo atto della condotta.

Cosa succede se il luogo di consumazione non è certo?

Si applicano i criteri sussidiari dell'art. 9 c.p.p.: in difetto di certezza sul luogo di consumazione, è competente il giudice del luogo in cui è avvenuta una parte dell'azione od omissione; in via residuale, il giudice del luogo di residenza, dimora o domicilio dell'imputato. La regola garantisce comunque l'individuazione di un giudice competente, evitando lacune giurisdizionali.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-08
Fonti consultate: 1 fonte verificate
Le informazioni in questa pagina hanno valore informativo e divulgativo. Non costituiscono consulenza legale. Per la tua situazione specifica consulta un avvocato.
A cura di
Redazione Legge in Chiaro
La Redazione pubblica articolo per articolo i principali codici italiani (C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., Costituzione, C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B.) con linguaggio chiaro e fonti ufficiali aggiornate.
Avvertenza: il testo è pubblicato a fini informativi e divulgativi. Per casi specifici è sempre consigliato rivolgersi a un professionista abilitato.