← Torna a Codice di Procedura Civile
Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 776 c.p.c. – Consegna delle cose mobili inventariate

In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

Le cose mobili e le carte inventariate sono consegnate alla persona indicata dalle parti interessate, o, in mancanza, nominata con decreto del pretore, su istanza di una delle parti, sentite le altre.

In sintesi

  • Dopo la formazione dell'inventario, i beni mobili e le carte vengono consegnati a un custode.
  • Le parti interessate possono indicare di comune accordo la persona a cui affidare i beni.
  • In mancanza di accordo, il custode viene nominato con decreto del pretore su istanza di una delle parti.
  • Il pretore sente le altre parti prima di provvedere alla nomina del custode.

I beni mobili e le carte inventariate vengono consegnati alla persona indicata dalle parti o nominata dal pretore su istanza di parte.

Ratio

L'articolo 776 c.p.c. risolve un problema pratico fondamentale che si pone a conclusione delle operazioni di inventario: una volta che i beni mobili e la documentazione del defunto sono stati descritti e stimati, devono essere affidati a qualcuno che li custodisca in modo sicuro fino alla definizione della procedura successoria. L'inventario senza la successiva custodia sarebbe inutile, perché i beni potrebbero deteriorarsi, disperdersi o essere occultati.

La norma privilegia l'accordo tra le parti, riservando l'intervento del pretore solo in caso di mancata intesa. Questo riflette il principio di sussidiarietà dell'intervento giudiziale: quando gli interessati trovano un accordo, il giudice non deve intervenire.

Analisi

La norma individua due ipotesi alternative. Nella prima ipotesi (accordo delle parti) le parti interessate, coniuge superstite, eredi, legatari, creditori opponenti, concordano su chi dovrà ricevere i beni in custodia. La persona indicata acquisisce la qualità di custode con gli obblighi e le responsabilità che ne derivano. Nella seconda ipotesi (mancanza di accordo) l'ufficiale non decide autonomamente: deve aspettare che una delle parti presenti istanza al pretore, il quale nomina il custode con decreto dopo aver sentito le altre parti.

Il custode nominato risponde della conservazione dei beni con le regole generali della custodia. Se è un terzo estraneo all'eredità, ha diritto a un compenso a carico del patrimonio ereditario. Se è uno degli eredi, si ritiene che la custodia non alteri i rapporti tra i coeredi ai fini della collazione.

Quando si applica

La norma trova applicazione al termine delle operazioni di inventario, come fase conclusiva naturale della procedura. Si applica a tutti i beni mobili inventariati e a tutte le «carte», termine che comprende documenti, libri contabili, corrispondenza, atti notarili, titoli di credito e qualsiasi altro documento di valore presente tra i beni del defunto. Non si applica agli immobili, che restano nel possesso di chi già li detiene (tipicamente il coniuge superstite o il coerede già convivente) fino alla divisione ereditaria.

Connessioni

L'art. 776 è la fase conclusiva della sequenza aperta dall'art. 769 c.p.c. (apposizione dei sigilli) e proseguita attraverso gli artt. 770-775 c.p.c. Sul piano del diritto civile, il custode nominato svolge funzioni analoghe al curatore dell'eredità giacente ex art. 528 c.c. Il regime della custodia giudiziale è disciplinato anche dagli artt. 520-522 c.p.c. (sequestro), applicabili in via analogica. La responsabilità del custode è quella del depositario ex art. 1766 c.c.

Domande frequenti

Chi può essere nominato custode dei beni mobili dopo l'inventario?

Qualsiasi persona su cui le parti siano d'accordo. In mancanza di accordo, il custode viene nominato dal pretore con decreto, sentite le parti. Può essere uno degli eredi, un professionista di fiducia o un terzo estraneo.

Cosa deve fare il custode con i beni che gli vengono affidati?

Deve conservarli con la diligenza del buon padre di famiglia, analogamente a un depositario. Non può alienarli, utilizzarli per scopi personali o deteriorarli. Risponde dei danni causati da cattiva custodia.

Il custode ha diritto a un compenso?

Sì, se è un terzo estraneo all'eredità ha diritto a un compenso commisurato all'impegno richiesto, che grava sul patrimonio ereditario. Gli eredi che svolgono la custodia di norma non ricevono compenso separato.

Cosa si intende per 'carte inventariate' che vengono consegnate al custode?

Tutti i documenti di valore appartenuti al defunto: atti notarili, titoli di credito, estratti conto, libri contabili, corrispondenza commerciale, polizze assicurative, contratti. Il termine è ampio e comprende qualsiasi documento che faccia parte del patrimonio documentale del defunto.

Cosa succede se nessuno chiede la nomina del custode e non c'è accordo tra le parti?

I beni rimangono in una situazione di custodia de facto da parte di chi li detiene materialmente, con rischi di deterioramento o dispersione. È nell'interesse di tutti gli aventi diritto presentare tempestivamente l'istanza al pretore per formalizzare la custodia.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-11
A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i principali codici italiani (C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., Costituzione, C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B.). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione.
Avvertenza: il testo è pubblicato a fini informativi e divulgativi. Per casi specifici è sempre consigliato rivolgersi a un professionista abilitato.