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Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 774 c.p.c. – Rinvio delle operazioni

In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

Quando l’inventario non può essere ultimato nel giorno del suo inizio, l’ufficiale che vi procede ne rinvia la continuazione a un giorno prossimo, avvertendone verbalmente le parti presenti.

In sintesi

  • L'inventario può essere rinviato se non è possibile completarlo nel giorno di inizio.
  • Il rinvio deve essere effettuato a un giorno prossimo, senza interruzioni eccessive.
  • Le parti presenti vengono avvertite verbalmente della nuova data.
  • Non è necessario un nuovo avviso formale per i soggetti già presenti al primo giorno.

Se l'inventario non si conclude in un giorno, l'ufficiale rinvia le operazioni a data prossima avvertendo verbalmente le parti presenti.

Ratio

L'articolo 774 c.p.c. riconosce la realtà operativa degli inventari su patrimoni complessi: la descrizione e la stima di tutti i beni, specialmente in successioni con ingenti patrimoni mobiliari e immobiliari, può richiedere più giorni di lavoro. La norma offre una soluzione pratica che garantisce la continuità delle operazioni senza dover ricominciare da capo ogni volta, e senza dover rispettare nuovamente il termine di avviso di tre giorni ex art. 772 c.p.c. per le parti già presenti.

Il requisito della «data prossima» mira a impedire che l'inventario si prolunghi indefinitamente, il che potrebbe pregiudicare la conservazione dei beni, l'interesse dei creditori alla definizione dell'attivo ereditario e la celerità della procedura successoria nel suo complesso.

Analisi

La norma è sintetica ma contiene elementi normativi precisi. Il presupposto è che l'inventario non possa essere «ultimato» nel giorno di inizio: quindi il rinvio non è ammissibile per mera convenienza organizzativa, ma solo quando le operazioni siano obiettivamente incomplete. La disposizione impone all'ufficiale di fissare un giorno «prossimo», espressione che non definisce un termine tassativo ma impone comunque vicinanza temporale, non si può rinviare di settimane. L'avvertimento alle «parti presenti» è verbale, il che significa che viene dato nell'immediatezza e registrato nel verbale d'inventario.

Il meccanismo dell'avviso verbale esclude la necessità di ripetere la comunicazione formale ex art. 772 c.p.c. per le parti presenti, che hanno avuto immediata conoscenza del rinvio. Per i soggetti assenti alla prima giornata, invece, potrebbe porsi la questione se debbano essere avvisati della continuazione: la norma non lo prevede espressamente, ma la tutela del contraddittorio potrebbe imporlo in certi casi.

Quando si applica

La norma si applica ogni volta che l'inventario giudiziale non possa essere completato in un'unica sessione. È particolarmente frequente per: successioni con numerosi beni mobili da descrivere e stimare, patrimoni con più immobili da censire, aziende o rami aziendali compresi nell'asse ereditario, e situazioni in cui emergano contestazioni tra i presenti che richiedano tempo per essere verbalizzate.

Il rinvio può avvenire più volte, purché ogni volta si fissino date prossime e le parti presenti vengano regolarmente avvertite. L'inventario si considera formato quando tutte le operazioni di descrizione e stima sono completate e il verbale è chiuso e sottoscritto.

Connessioni

L'art. 774 è coordinato con l'art. 772 c.p.c. (avviso iniziale delle operazioni) e con l'art. 775 c.p.c. (contenuto del verbale d'inventario, che deve registrare anche i rinvii). Sul piano pratico, il meccanismo del rinvio con avviso verbale è analogo a quello previsto in sede di udienza civile per il rinvio concordato tra parti presenti. La continuità dell'inventario è presupposto per la sua validità formale ai fini del beneficio d'inventario ex art. 490 c.c.

Domande frequenti

L'inventario deve essere completato in un solo giorno?

No. La legge prevede espressamente la possibilità di rinviare le operazioni a un giorno prossimo quando non sia possibile ultimarle nella prima giornata. Il rinvio è una facoltà ordinaria per inventari complessi.

Con quale preavviso si avvisano le parti del rinvio?

Le parti presenti vengono avvertite verbalmente nell'immediatezza, senza bisogno del preavviso di tre giorni richiesto per l'avviso iniziale. L'avvertimento verbale è sufficiente e viene registrato nel verbale.

Cosa succede a chi non era presente quando viene comunicato il rinvio?

La norma non lo prevede espressamente. In linea di principio il rischio è a carico di chi, pur avvisato dell'inizio, non si sia presentato. Tuttavia, per tutelare gli interessi degli assenti giustificati, l'ufficiale può valutare di darne comunicazione.

Quante volte può essere rinviato l'inventario?

La norma non fissa un numero massimo di rinvii. Tuttavia, ogni rinvio deve essere a una «data prossima», il che implica continuità temporale delle operazioni: rinvii eccessivamente lunghi o ripetuti potrebbero essere impugnati dagli interessati.

Il verbale d'inventario deve riportare i rinvii delle operazioni?

Sì. Il verbale deve essere un documento continuo che registra ogni sessione di lavoro, i rinvii disposti, le parti presenti a ogni ripresa e le operazioni compiute in ciascuna giornata, garantendo la trasparenza e la completezza della documentazione.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-11
A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i principali codici italiani (C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., Costituzione, C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B.). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione.
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