Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Massime giurisprudenziali
  4. Pronunce Corte Costituzionale
  5. Prassi e linee guida
  6. Casi pratici
  7. Domande frequenti
  8. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 64 Cod. Consumo – Esercizio del diritto di recesso

In vigore dal 23 ottobre 2005 (D.Lgs. 206/2005)

*1. Per i contratti e per le proposte contrattuali a distanza ovvero negoziati fuori dai locali commerciali, il consumatore ha diritto di recedere senza alcuna penalità e senza specificarne il motivo, entro il termine di dieci giorni lavorativi, salvo quanto stabilito dall’articolo 65, commi 3, 4 e 5.

*2. Il diritto di recesso si esercita con l’invio, entro i termini previsti dal comma 1, di una comunicazione scritta alla sede del professionista mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento. La comunicazione può essere inviata, entro lo stesso termine, anche mediante telegramma, telex, posta elettronica e fax, a condizione che sia confermata mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento entro le quarantotto ore successive; la raccomandata si intende spedita in tempo utile se consegnata all’ufficio postale accettante entro i termini previsti dal codice o dal contratto, ove diversi. L’avviso di ricevimento non è, comunque, condizione essenziale per provare l’esercizio del diritto di recesso.

*3. Qualora espressamente previsto nell’offerta o nell’informazione concernente il diritto di recesso, in luogo di una specifica comunicazione è sufficiente la restituzione, entro il termine di cui al comma 1, della merce ricevuta.

In sintesi

  • Diritto di recesso gratuito entro 10 giorni lavorativi per contratti a distanza o fuori dai locali commerciali
  • Nessun obbligo di motivazione o penalità
  • Esercitato con comunicazione scritta via raccomandata, telegramma, posta elettronica o fax (quest'ultimo confermato in 48 ore via raccomandata)
  • Restituzione merce: in luogo della comunicazione, il contratto può prevedere la semplice restituzione del bene entro i termini
Indice dei contenuti

Art. 64: consumatore può recedere senza penalità entro 10 giorni lavorativi da contratti a distanza o fuori locali commerciali, con comunicazione scritta.

Ratio

Art. 64 riconosce al consumatore il diritto di ripensamento per contratti conclusi senza riflessione (telefonici, online, door-to-door). Assicura una finestra di opportunità per annullare l'acquisto senza costi, compensando l'asimmetria informativa e psicologica intrinseca ai contratti a distanza.

Analisi

La norma prevede un termine di 10 giorni lavorativi (escludendo sabati, domeniche e giorni festivi). Il diritto esiste 'salvo quanto stabilito dall'articolo 65', che introduce eccezioni e proroghe. La comunicazione di recesso può avvenire per: (a) lettera raccomandata con avviso di ricevimento; (b) telegramma o telex; (c) e-mail o fax (solo se confermati via raccomandata entro 48 ore). Non è indispensabile l'avviso di ricevimento. Comma 3 consente al contratto di prevedere la semplice restituzione del bene in sostituzione della comunicazione scritta formale.

Quando si applica

Esempi: acquisto online di un laptop; contratto telefonico di assicurazione; visita agente immobiliare a domicilio con proposta di investimento in multiproprietà. In tutti questi casi scatta il diritto ai 10 giorni lavorativi. Eccezione: se il consumatore ha ricevuto il bene in negozio (acquisto con visione diretta), non si applica il recesso fuori locali commerciali.

Connessioni

Art. 65 (decorrenze e calcolo dei giorni), Art. 66-67 (effetti e rimborsi), Art. 70-71 (documento informativo e requisiti contrattuali per immobili). Rinvio a Art. 47 per informazioni obbligatorie fuori locali commerciali e Art. 52-53 per contratti a distanza.

Pronunce della Corte Costituzionale

Prassi dell'Agenzia delle Entrate

Casi pratici

Caso 1: Caso 1

Tizio riceve una telefonata mercoledì alle 18:00 da un venditore di impianti fotovoltaici. Accetta la proposta verbalmente e firma il contratto via fax. Ha 10 giorni lavorativi per recedere (Art. 64 comma 1). Mercoledì successivo invia un'e-mail al venditore (giorno 5 lavorativo). Mercoledì sera si pente, ma ha ancora 5 giorni per comunicare il recesso formale. Venerdì invia raccomandata con avviso di ricevimento: il recesso è valido. Entro 30 giorni il venditore deve rimborsare.

Caso 2: Caio acquista un ebook lunedì via Amazon

Il contratto prevede: "Recesso esercitato con semplice restituzione del download entro 10 giorni" (Art. 64 comma 3). Caio scopre martedì che l'ebook non soddisfa le aspettative. Giovedì elimina il file dal suo dispositivo e comunica a Amazon di aver annullato l'accesso (restituzione di fatto). È entro i 10 giorni e non serve raccomandata, perché il contratto prevedeva questa modalità semplificata.

Domande frequenti

Come calcolo i 10 giorni lavorativi per il recesso?

Si contano i giorni lavorativi (dal lunedì al venerdì, esclusi festivi) a partire dalla data segnata nell'Art. 65 (ricezione merce per contratti a distanza, sottoscrizione nota d'ordine per fuori locali). Sabati, domeniche e festivi non si contano.

Devo per forza mandare una raccomandata? Posso usare solo l'e-mail?

L'e-mail è valida se confermata via raccomandata entro 48 ore. In alternativa, puoi usare raccomandata direttamente. Non è obbligatorio l'avviso di ricevimento, ma è consigliato per provare l'esercizio del recesso.

Se il contratto dice 'non è possibile recedere', è valido?

No. Art. 64 è inderogabile. Il professionista non può escludere il diritto di recesso (salvo specifiche eccezioni in Art. 65). Qualsiasi clausola contraria è nulla.

Devo pagare le spese di restituzione del bene?

Solo se espressamente previsto dal contratto. Altrimenti, le spese di restituzione restano a carico del professionista, che le recupera dal rimborso (Art. 67 comma 3).

Se il bene è danneggiato per colpa mia, perdo il diritto di recesso?

No. Art. 67 comma 2 richiede solo che il bene sia in 'sostanziale integrità' e in 'normale stato di conservazione'. Danni da uso ordinario non escludono il recesso, ma il professionista può trattenere una parte del rimborso per danni straordinari.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-08
Fonti consultate: 2 fontei verificate
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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