← Torna a Antiriciclaggio - D.Lgs. 231/2007
Ultimo aggiornamento: 15 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
In sintesi
  • Impone alle amministrazioni e istituzioni interessate di elaborare standard tecnici di regolamentazione a supporto dei prestatori di servizi di gioco, anche sulla base dell’analisi nazionale del rischio.
  • Il NSPV della Guardia di finanza e l’Agenzia delle dogane e dei monopoli adottano protocolli d'intesa per coordinare i controlli AML nel comparto del gioco.
  • I protocolli garantiscono lo scambio di informazioni necessario all’efficacia e alla tempestività delle attività di verifica dei sistemi di prevenzione del riciclaggio dei prestatori di gioco.
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 54 D.Lgs. 231/2007 (Antiriciclaggio) – Autorità e cooperazione nel comparto del gioco(1)

In vigore dal 29/12/2007

1. Per l’attuazione delle disposizioni di cui al presente Titolo, le amministrazioni e istituzioni inte- DLgs. 21.11.2007 n. 231 – Art. 55 83 ressate, a supporto dei prestatori di servizi di gioco, elaborano standard tecnici di regolamentazione, anche sulla base dell’analisi nazionale del rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo elaborata dal Comitato di sicurezza finanziaria, ai sensi dell’articolo 14 del presente decreto. 2. Il Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza e l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, nel rispetto delle proprie attribuzioni e competenze, adottano protocolli d’intesa, volti ad assicurare lo scambio di informazioni necessario a garantire il coordinamento, l’efficacia e la tempestività delle attività di controllo e verifica dell’adeguatezza dei sistemi di prevenzione e contrasto del riciclaggio di denaro e di finanziamento del terrorismo, adottati dai prestatori di servizi di gioco. Note: (1) Articolo sostituito dall’art. 4, comma 1, DLgs. 25.5.2017 n. 90, pubblicato in G.U. 19.6.2017 n. 140, S.O. n. 28. Testo precedente: “(Formazione del personale). – 1. I destinatari degli obblighi e gli ordini professionali adottano misure di adeguata formazione del personale e dei collaboratori al fine della corretta applicazione delle disposizioni del presente decreto. Le modalità attuative delle suddette misure sono individuate dagli ordini professionali. 2. Le misure di cui al comma 1 comprendono programmi di formazione finalizzati a riconoscere attività potenzialmente connesse al riciclaggio o al finanziamento del terrorismo. 3. Le autorità competenti, in particolare la UIF, la Guardia di finanza e la DIA, forniscono indicazioni aggiornate circa le prassi seguite dai riciclatori e dai finanziatori del terrorismo.“. In precedenza il periodo “Le modalità attuative delle suddette misure sono individuate dagli ordini professionali.” era stato inserito dall’art. 32, comma 1, DLgs. 25.9.2009 n. 151, pubblicato in G.U. 3.11.2009 n. 256. TITOLO V – DISPOSIZIONI SANZIONATORIE E FINALI CAPO I – Sanzioni penali

Inquadramento: il settore del gioco nel sistema antiriciclaggio

L’art. 54 del D.Lgs. 231/2007, nella versione riscritta dal D.Lgs. 90/2017, disciplina la cooperazione istituzionale nel comparto del gioco ai fini della prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo. Il settore dei giochi, delle scommesse e dei concorsi a premi è storicamente uno dei canali più utilizzati per il riciclaggio di denaro: la possibilità di trasformare proventi illeciti in vincite formalmente lecite, o di sfruttare le transazioni di gioco per oscurare l’origine dei fondi, rende il settore un bersaglio privilegiato dell’attenzione regolatoria.

I soggetti obbligati nel comparto del gioco sono disciplinati all’art. 3 del decreto (Titolo IV), con obblighi di adeguata verifica, conservazione dei dati e segnalazione di operazioni sospette calibrati sulle specificità operative del settore. L’art. 54 si occupa non degli obblighi dei prestatori di gioco, ma del sistema di vigilanza e supporto istituzionale che le autorità competenti devono costruire intorno ad essi.

Standard tecnici di regolamentazione (comma 1)

Il comma 1 prevede che le amministrazioni e istituzioni interessate alla vigilanza sul settore del gioco elaborino standard tecnici di regolamentazione a supporto dei prestatori di servizi di gioco. L’elaborazione di tali standard avviene anche sulla base dell'analisi nazionale del rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo elaborata dal Comitato di sicurezza finanziaria ai sensi dell’art. 14 del decreto.

L’espressione «amministrazioni e istituzioni interessate» ricomprende principalmente l’Agenzia delle dogane e dei monopoli (ADM, già AAMS), il Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza (NSPV GdF) e il Ministero dell’economia e delle finanze. L’ADM è l’autorità regolatoria e di vigilanza sul settore del gioco in Italia: rilascia le concessioni ai gestori di giochi pubblici, definisce le regole operative dei diversi prodotti di gioco (lotterie, scommesse, giochi on line, bingo, casino, apparecchi da intrattenimento VLT e AWP) e vigila sul rispetto della normativa di settore.

Gli standard tecnici di regolamentazione elaborati ai sensi del comma 1 fungono da cornice operativa per i prestatori di servizi di gioco nell’adempimento degli obblighi antiriciclaggio: identificazione del giocatore, monitoraggio delle transazioni, segnalazione delle operazioni sospette, conservazione dei dati. Essi si affiancano alle disposizioni del Titolo IV del decreto (artt. 51-54) e alle Linee guida degli organismi di autoregolamentazione.

Protocolli d'intesa tra NSPV GdF e ADM (comma 2)

Il comma 2 impone al Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza e all'Agenzia delle dogane e dei monopoli di adottare protocolli d'intesa volti ad assicurare lo scambio di informazioni necessario a garantire il coordinamento, l’efficacia e la tempestività delle attività di controllo e verifica dell’adeguatezza dei sistemi di prevenzione e contrasto del riciclaggio di denaro e di finanziamento del terrorismo adottati dai prestatori di servizi di gioco.

Il meccanismo del protocollo d'intesa è uno strumento classico di cooperazione inter-istituzionale che consente alle due autorità di strutturare il flusso di informazioni, le modalità di accesso condiviso ai dati, le procedure di attivazione coordinata dei controlli e i criteri di prioritizzazione delle verifiche. La base giuridica di tali protocolli si raccorda con le previsioni generali dell’art. 12 del decreto in materia di collaborazione e scambio di informazioni tra autorità nazionali.

Ruolo dell’NSPV GdF nel settore del gioco

Il NSPV della Guardia di finanza svolge, nell’ambito delle attività di contrasto al riciclaggio, una funzione investigativa specializzata. Nel comparto del gioco, il NSPV è competente per l’accertamento delle violazioni delle norme antiriciclaggio da parte dei prestatori di servizi di gioco (art. 62 c. 3 del decreto, che attribuisce al NSPV i poteri di controllo sui soggetti convenzionati e sugli agenti). Il NSPV può avvalersi dei poteri di cui all’art. 2 c. 4 del D.Lgs. 68/2001, che comprendono l’accesso a documentazione, l’acquisizione di informazioni e l’effettuazione di ispezioni.

Ruolo dell’ADM nel settore del gioco

L’Agenzia delle dogane e dei monopoli (ADM) è la principale autorità regolatoria del settore del gioco in Italia. In materia antiriciclaggio, l’ADM è autorità di vigilanza di settore ai sensi dell’art. 21 del decreto per i soggetti operanti nel comparto del gioco, e come tale dispone dei poteri di vigilanza e di accertamento delle violazioni di cui all’art. 7. La cooperazione tra ADM e NSPV GdF attraverso protocolli d'intesa consente di superare le limitazioni informative proprie di ciascuna autorità e di costruire un’analisi del rischio nel settore del gioco più completa ed efficace.

L’analisi del rischio come strumento di orientamento regolatorio

Il riferimento del comma 1 all’analisi nazionale del rischio elaborata dal Comitato di sicurezza finanziaria riflette l’approccio basato sul rischio (risk-based approach) che caratterizza l’intero impianto del D.Lgs. 231/2007 dopo il recepimento della IV Direttiva AML. Nel settore del gioco, i fattori di rischio specifici includono: l’utilizzo del gioco online per il riciclaggio di denaro attraverso operazioni di deposito e prelievo; lo sfruttamento degli apparecchi da intrattenimento per occultare l’origine dei fondi; l’uso di intestatari fittizi nei contratti di gioco; la manipolazione delle operazioni di cambio nei casino fisici. Gli standard tecnici di regolamentazione elaborati ai sensi del comma 1 devono tener conto di questi fattori di rischio specifici, orientando i controlli dei prestatori di gioco verso le aree di maggiore vulnerabilità.

Domande frequenti

Cosa disciplina l’art. 54 del D.Lgs. 231/2007?

L’art. 54 disciplina la cooperazione istituzionale tra le autorità competenti nel comparto del gioco ai fini antiriciclaggio: impone l’elaborazione di standard tecnici di regolamentazione a supporto dei prestatori di gioco e l’adozione di protocolli d'intesa tra il NSPV della Guardia di finanza e l’Agenzia delle dogane e dei monopoli per il coordinamento dei controlli.

Quali sono le autorità competenti per la vigilanza antiriciclaggio nel settore del gioco?

Le principali autorità sono l’Agenzia delle dogane e dei monopoli (ADM), autorità regolatoria e di vigilanza di settore per i prestatori di servizi di gioco, e il Nucleo speciale di polizia valutaria (NSPV) della Guardia di finanza, competente per i controlli investigativi e l’accertamento delle violazioni antiriciclaggio.

Perché il settore del gioco è considerato ad alto rischio di riciclaggio?

Il settore del gioco consente potenzialmente di trasformare proventi illeciti in vincite formalmente lecite o di oscurare l’origine dei fondi attraverso transazioni di gioco. Il gioco online, i casino fisici, gli apparecchi da intrattenimento e le scommesse sportive presentano vulnerabilità specifiche documentate nell’analisi nazionale del rischio.

A cosa servono i protocolli d'intesa tra NSPV GdF e ADM previsti dall’art. 54?

I protocolli d'intesa strutturano lo scambio di informazioni tra le due autorità, le modalità di coordinamento delle attività di controllo e i criteri di verifica dell’adeguatezza dei sistemi di prevenzione del riciclaggio adottati dai prestatori di servizi di gioco. Consentono un’azione coordinata e tempestiva che nessuna delle due autorità potrebbe realizzare da sola.

Andrea Marton, Tax Advisor e Responsabile Editoriale di La Legge in Chiaro
A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i 17 codici e testi unici italiani (Costituzione, C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B., IRAP, CCII, Antiriciclaggio, Successioni, Accertamento, T.U. Edilizia, Legge di Bilancio 2026). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione. Profilo completo →
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