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Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 425 c.p.p. – Sentenza di non luogo a procedere

In vigore dal 24 ottobre 1989 (D.P.R. 447/1988)

1. Se sussiste una causa che estingue il reato o per la quale l’azione penale non doveva essere iniziata o non deve essere proseguita, se il fatto non è previsto dalla legge come reato ovvero quando risulta che il fatto non sussiste o che l’imputato non lo ha commesso o che il fatto non costituisce reato o che si tratta di persona non punibile per qualsiasi causa, il giudice pronuncia sentenza di non luogo a procedere, indicandone la causa nel dispositivo.

2. Ai fini della pronuncia della sentenza di cui al comma 1, il giudice tiene conto delle circostanze attenuanti. Si applicano le disposizioni dell’articolo 69 del codice penale.

3. Il giudice pronuncia sentenza di non luogo a procedere anche quando gli elementi acquisiti risultano insufficienti, contraddittori o comunque non idonei a sostenere l’accusa in giudizio.

4. Il giudice non può pronunciare sentenza di non luogo a procedere se ritiene che dal proscioglimento dovrebbe conseguire l’applicazione di una misura di sicurezza diversa dalla confisca.

5. Si applicano le disposizioni dell’articolo 537.

In sintesi

  • Non luogo a procedere per causa che estingue reato o azione penale
  • Non luogo a procedere se fatto non è previsto come reato dalla legge
  • Non luogo a procedere se fatto non sussiste o imputato non lo ha commesso
  • Valutazione circostanze attenuanti; applicazione artt. art. 69 cp
  • Non luogo a procedere se elementi risultano insufficienti, contraddittori o non idonei a sostenere accusa

Giudice pronuncia non luogo a procedere se sussiste causa che estingue reato, fatto non è reato, fatto non sussiste, o imputato non lo ha commesso.

Ratio

L'articolo 425 definisce le ipotesi in cui il giudice dell'udienza preliminare pronucia sentenza di non luogo a procedere, ossia decisione che estingue il procedimento definitivamente senza rinvio a giudizio. È la sanzione naturale dell'accusa debole, non fondata, oppure della carenza di uno dei presupposti processuali o sostanziali per procedere. La norma implementa il principio di personalità della responsabilità penale e il diritto costituzionale a non essere perseguito senza fondamento (art. 24 Costituzione).

Analisi

Il comma 1 elenca le cause: (a) causa estintiva del reato (morte, scadenza termini prescrizione, amnistia); (b) causa per cui azione non doveva iniziarsi o non deve proseguirsi (ad es. assenza querela irrevocabile); (c) fatto non previsto come reato; (d) fatto non sussiste; (e) imputato non ha commesso fatto; (f) fatto non costituisce reato (qualificazione errata); (g) persona non punibile per qualunque causa. Il comma 2 precisa che per la pronuncia il giudice considera circostanze attenuanti e applica art. 69 cp (bilanciamento aggravanti e attenuanti). Il comma 3 aggiunge ipotesi autonoma: elementi insufficienti, contraddittori o non idonei a sostenere accusa in giudizio. Il comma 4 pone limite: giudice non può pronunciare non luogo a procedere se conseguirebbe misura di sicurezza (es. ricovero psichiatrico). Il comma 5 rinvia all'art. 537 (ulteriori condizioni).

Quando si applica

Applicazione ordinaria è al termine della discussione dell'udienza preliminare (art. 424). Se il giudice valuta che le prove non reggono l'accusa, o manca un presupposto sostanziale, pronuncia non luogo a procedere. Esempi: testimonianza che distrugge versione PM; perizia contraria; accertamento che querela è stata ritirata; scoperta che imputato era in assenza in diversa giurisdizione. La pronuncia è una sentenza definitiva, impugnabile solo per vizi formali, non nel merito.

Connessioni

Collegato agli artt. 421 (discussione), 422 (integrazione probatoria), 423 (modificazione imputazione), 424 (provvedimenti), 429 (decreto rinvio giudizio). Rinvia agli artt. 69 cp (circostanze), 537 cpp (ulteriori condizioni), 544 cpp (deposito motivi). Correlato a diritti costituzionali artt. 3, 24, 111 Costituzione.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra 'fatto non sussiste' e 'imputato non lo ha commesso'?

Fatto non sussiste = le prove dimostrano che l'evento non è accaduto affatto (es. non c'è stata rapina). Imputato non lo ha commesso = l'evento è accaduto, ma Tizio non c'entra (rapina c'è stata, ma il rapinatore era un altro).

Se elementi sono insufficienti ma non completamente assenti, il giudice pronuncia non luogo a procedere?

Sì, art. 425 comma 3. Se gli elementi, benché presenti, sono insufficienti, contraddittori o comunque inadatti a sostenere l'accusa in dibattimento, il giudice pronuncia non luogo a procedere in udienza preliminare senza attendere il giudizio.

Il giudice può pronunciare non luogo a procedere di sua iniziativa o solo su richiesta del PM o difensore?

Il giudice pronuncia non luogo a procedere sulla base di quanto emerge dalla discussione, indipendentemente da richieste delle parti. È un potere giudiziale autonomo, non subordinato a mozioni.

Se il giudice pronuncia non luogo a procedere per insufficienza prove, il PM può ricorrere in appello?

Sì. Il PM può ricorrere contro la sentenza di non luogo a procedere presso la Corte d'Appello, denunciando errore nella valutazione delle prove o nella applicazione della legge. Ma la sentenza ha effetto di cosa giudicata finché non è revocata.

La sentenza di non luogo a procedere estingue definitivamente la responsabilità civile dell'imputato?

No. La sentenza di non luogo a procedere estingue azione penale, ma la parte civile può proseguire con azione civile separata davanti al giudice civile per ottenere il risarcimento, non subordinato alla colpevolezza penale.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-09
A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i principali codici italiani (C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., Costituzione, C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B.). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione.
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