Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Massime giurisprudenziali
  4. Pronunce Corte Costituzionale
  5. Prassi e linee guida
  6. Casi pratici
  7. Domande frequenti
  8. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 256 c.c. – Irrevocabilità del riconoscimento

Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

Il riconoscimento è irrevocabile. Quando è contenuto in un testamento ha effetto dal giorno della morte del testatore, anche se il testamento è stato revocato .

In sintesi

  • L'art. 256 c.c. sancisce il principio di irrevocabilità del riconoscimento di filiazione.
  • Una volta effettuato, il riconoscimento non può essere ritrattato dal genitore riconoscente.
  • Se il riconoscimento è contenuto in un testamento, produce effetti dal momento della morte del testatore.
  • L'irrevocabilità opera anche quando il testamento che conteneva il riconoscimento viene successivamente revocato.
  • La norma tutela la stabilità dello status filiationis e la certezza dei rapporti giuridici.
Indice dei contenuti

Il riconoscimento del figlio è irrevocabile; se contenuto in testamento, ha effetto dalla morte del testatore anche se il testamento è revocato.

Ratio

Il legislatore ha inteso garantire la stabilità e la certezza dello status di figlio riconosciuto, proteggendo quest'ultimo dall'arbitrio del genitore. L'irrevocabilità riflette la natura personalissima e costitutiva del riconoscimento: una volta attribuito lo status filiationis, esso non può essere sottratto unilateralmente, a tutela dell'interesse superiore del figlio e della coerenza dell'ordinamento di stato civile.

Analisi

Il primo comma fissa la regola generale: il riconoscimento è atto irrevocabile. Ciò lo distingue da altri atti giuridici unilaterali suscettibili di revoca e lo avvicina agli atti di stato civile, che hanno efficacia costitutiva stabile. Il secondo comma risolve un caso peculiare: il riconoscimento inserito in un testamento. Il testamento è per sua natura revocabile (art. 587 ss. c.c.), ma la clausola di riconoscimento sfugge a questa logica. Essa produce effetti dalla morte del testatore indipendentemente dalla sorte del testamento, perché la sua natura non è testamentaria bensì di atto di stato civile contenuto in un documento testamentario. La revoca del testamento travolge le disposizioni patrimoniali, ma non la dichiarazione di filiazione.

Quando si applica

La regola dell'irrevocabilità opera in tutti i casi di riconoscimento volontario, sia esso effettuato nell'atto di nascita, con dichiarazione davanti all'ufficiale di stato civile, con atto pubblico o con testamento. L'eccezione testamentaria si applica ogni volta che il riconoscimento sia stato inserito in un testamento pubblico, olografo o segreto, poi revocato dal testatore prima della morte.

Connessioni

Artt. 254, 263, 264 c.c. (forme del riconoscimento e impugnazione); artt. 587, 680 c.c. (revoca del testamento); art. 2 d.lgs. 154/2013 (riforma della filiazione).

Casi pratici

Caso 1: Caso 1

Tizio riconosce il figlio naturale Caio mediante scrittura privata autenticata; in seguito tenta di revocare il riconoscimento per ravvedimento, ma la revoca è giuridicamente impossibile poiché il riconoscimento è irrevocabile.

Caso 2: Caso 2

Sempronio riconosce Mevio nel testamento, successivamente revoca il testamento per cambiate circostanze, ma il riconoscimento rimane valido e produce effetti: è l'elemento più stabile dell'atto testamentario.

Domande frequenti

Il riconoscimento di un figlio può essere revocato?

No. L'art. 256 c.c. sancisce espressamente l'irrevocabilità del riconoscimento. Il genitore che ha riconosciuto un figlio non può ritirare unilateralmente l'atto.

Cosa succede se il riconoscimento è contenuto in un testamento poi revocato?

Il riconoscimento rimane valido ed efficace dalla morte del testatore, anche se il testamento è stato revocato. La revoca travolge le disposizioni patrimoniali, non la dichiarazione di filiazione.

Esiste qualche modo per rimettere in discussione un riconoscimento?

Non attraverso la revoca, ma è possibile impugnare il riconoscimento per difetto di veridicità (art. 263 c.c.) o, nel caso di figlio minore, anche per violenza (art. 265 c.c.).

Da quando produce effetti il riconoscimento testamentario?

Dal giorno della morte del testatore, momento in cui il testamento acquista efficacia e nel quale si consolida lo status filiationis del riconosciuto.

L'irrevocabilità tutela anche il genitore riconoscente?

L'irrevocabilità è posta principalmente a tutela del figlio e della certezza degli status, non nell'interesse del genitore. Quest'ultimo subisce definitivamente gli effetti giuridici del riconoscimento.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-08
Fonti consultate: 1 fonte verificate
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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