Testo dell'articoloVigente
Art. 255 c.c. – Riconoscimento di un figlio premorto
Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)
Può anche aver luogo il riconoscimento del figlio premorto, in favore dei suoi discendenti …
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Vedi anche
→Cod. civ. art. 254 - Art. 254 Codice Civile: Forma del riconoscimento→Cod. civ. art. 256 - Art. 256 Codice Civile: Irrevocabilità del riconoscimento→Cod. proc. civ. art. 1 - Articolo 1 Codice di Procedura Civile - Giurisdizione dei giudici…→Imp. successioni art. 1 - Art. 1 D.Lgs. 346/1990 - Oggetto dell’imposta→Cost. art. 2 - Diritti inviolabili→Art. 253 Codice Civile: Inammissibilità del riconoscimento→Art. 257 Codice Civile: Clausole limitatrici→Art. 252 Codice Civile: Affidamento del figlio nato fuori del matrimonio e suo inserimento nella famiglia del genitore→Art. 258 Codice Civile: Effetti del riconoscimento→Art. 251 Codice Civile: Autorizzazione al riconoscimento→Art. 259 c.c. – Introduzione del figlio naturale nella casa coniugale (abrogato)→Art. 250 Codice Civile: Riconoscimento
Informazione giuridica di carattere generale. Il testo della norma riproduce la fonte ufficiale vigente; il commento che segue è redazionale e ha finalità divulgativa. Questo contenuto non sostituisce in alcun modo il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato o a un consulente iscritto all'albo.
In sintesi
Indice dei contenuti
Il riconoscimento del figlio premorto può essere effettuato a beneficio dei suoi discendenti.
Ratio
La norma mira a garantire che la premorienza del figlio non precluda definitivamente la ricostruzione del legame di filiazione. L'interesse protetto non è solo quello del genitore che riconosce, ma soprattutto quello dei discendenti del figlio premorto, i quali acquistano per effetto del riconoscimento postumo lo status di parenti del riconoscente e dei suoi congiunti, con tutte le conseguenze giuridiche che ne derivano in ambito successorio e di mantenimento.
Analisi
L'art. 255 c.c. costituisce un'eccezione alla regola generale secondo cui il riconoscimento presuppone un soggetto vivente cui attribuire lo status filiationis. Il legislatore ha ritenuto prevalente l'interesse dei discendenti rispetto alla considerazione che il figlio stesso non possa più beneficiare dell'atto. Il riconoscimento del figlio premorto non è un atto meramente simbolico: esso fonda giuridicamente la parentela tra il riconoscente e i discendenti del figlio, legittimando eventuali diritti successori, obblighi alimentari e diritti di rappresentazione. La norma va letta in combinato disposto con l'art. 254 c.c. che disciplina le forme del riconoscimento, le quali rimangono invariate anche nell'ipotesi di premorienza.
Quando si applica
La disposizione si applica quando il genitore intende riconoscere un figlio già deceduto, purché esistano discendenti di quest'ultimo. In assenza di discendenti, il riconoscimento del figlio premorto non produrrebbe effetti giuridicamente rilevanti a favore di terzi e non avrebbe oggetto utile. L'atto può essere compiuto in qualsiasi momento successivo alla morte del figlio, senza limiti temporali specifici.
Connessioni
Artt. 254, 258, 261, 536 ss. c.c. (diritti successori dei discendenti); art. 467 c.c. (rappresentazione ereditaria); d.lgs. 154/2013 (riforma della filiazione).
Casi pratici
Caso 1: Caso 1
Tizio riconosce in atto pubblico il figlio premorto Caio, a favore dei discendenti di Caio (nipoti di Tizio); il riconoscimento sorte effetti successori in favore dei discendenti della linea.
Caso 2: Caso 2
Sempronio, nel testamento, riconosce la figlia premorta Tizia a vantaggio dei suoi figli minorenni; il riconoscimento consente ai nipoti di acquisire diritti successori sulla base della filiazione riconosciuta del genitore.
Domande frequenti
È possibile riconoscere un figlio già morto?
Sì, l'art. 255 c.c. lo consente espressamente, purché esistano discendenti del figlio premorto in favore dei quali il riconoscimento produce effetti.
Quali effetti produce il riconoscimento del figlio premorto?
Produce effetti giuridici in favore dei discendenti del figlio deceduto, fondando il legame di parentela con il riconoscente e i suoi congiunti, rilevante in ambito successorio e alimentare.
Serve il consenso di qualcuno per effettuare il riconoscimento postumo?
La norma non prevede un consenso del figlio (impossibile per ovvie ragioni); occorre tuttavia rispettare le forme dell'art. 254 c.c. e, se i discendenti sono minori, può rilevare l'interesse del rappresentante legale.
Il riconoscimento postumo ha effetti retroattivi?
Lo status di parentela si costituisce con il riconoscimento, ma i suoi effetti si proiettano sulla posizione giuridica dei discendenti esistenti, con possibile rilevanza retroattiva per le successioni già aperte secondo le norme vigenti.
Cosa succede se il figlio premorto non ha discendenti?
In assenza di discendenti, il riconoscimento del figlio premorto non ha destinatari dei propri effetti giuridici e risulta privo di utilità pratica ai sensi della norma.
Fonti consultate: 1 fonte verificate