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Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 2061 c.c. Ordinamento delle categorie professionali

In vigore

L’ordinamento delle categorie professionali è stabilito dalle leggi, dai regolamenti, dai provvedimenti dell’autorità governativa [e dagli statuti delle associazioni professionali] (1).

In sintesi

  • Fonte dell'ordinamento professionale: le categorie professionali sono disciplinate da leggi, regolamenti e provvedimenti dell'autorita' governativa.
  • Abrogazione implicita degli statuti associativi: il riferimento agli statuti delle associazioni professionali (tra parentesi) e' una disposizione transitoria di fatto superata dall'ordinamento vigente.
  • Norma di apertura del Libro V: l'art. 2061 apre il Titolo I del Libro V (Del lavoro) e introduce la disciplina delle categorie professionali come premessa sistematica.
  • Rinvio alla legislazione speciale: la norma opera come clausola di rinvio alle leggi di settore che disciplinano gli ordini e i collegi professionali.
  • Rilevanza attuale: il quadro normativo e' oggi completato dal D.Lgs. 206/2007 (riconoscimento qualifiche professionali UE) e dalle leggi sulle professioni regolamentate.

Collocazione sistematica: apertura del Libro V

L'art. 2061 c.c. segna il passaggio dal Libro IV (delle obbligazioni, con la disciplina dei fatti illeciti) al Libro V del codice civile, dedicato al lavoro. Apre il Titolo I, che regolamenta le categorie professionali e l'imprenditore. Si tratta di una norma di carattere ordinamentale e programmatico, che non contiene precetti direttamente applicabili ma fissa le fonti di disciplina delle professioni.

Le fonti dell'ordinamento professionale

La norma elenca tre tipologie di fonti: leggi (atti del Parlamento), regolamenti (atti del Governo e delle autorita' amministrative), provvedimenti dell'autorita' governativa (decreti ministeriali, circolari normative). Il quarto riferimento, agli statuti delle associazioni professionali, e' stato posto tra parentesi gia' nella versione originale del codice, a indicare una fonte destinata a cedere progressivamente davanti alla legislazione statale.

L'abrogazione delle associazioni sindacali corporative

Al momento dell'entrata in vigore del codice civile (1942), le associazioni professionali avevano un rilievo giuridico significativo nel sistema corporativo fascista. Con la caduta del regime e l'abrogazione dell'ordinamento corporativo (D.L.Lgt. 369/1944), il riferimento agli statuti associativi ha perso ogni significato pratico. Oggi le professioni intellettuali regolamentate sono disciplinate esclusivamente da fonti statali: leggi istitutive degli ordini professionali, regolamenti ministeriali e provvedimenti del Consiglio Nazionale delle rispettive professioni.

Il sistema degli ordini e collegi professionali

Nel solco dell'art. 2061, il legislatore ha costruito un articolato sistema di ordini e collegi professionali: avvocati (L. 247/2012), commercialisti ed esperti contabili (D.Lgs. 139/2005), notai (L. 89/1913), medici, ingegneri, architetti, etc. Ciascun ordine e' istituito per legge, ha personalita' giuridica pubblica, iscrive i professionisti abilitati, esercita funzioni disciplinari e aggiorna le regole deontologiche attraverso i propri codici.

Il recepimento delle direttive UE

La dimensione europea ha profondamente modificato il quadro dell'art. 2061. Il D.Lgs. 206/2007, attuativo della Direttiva 2005/36/CE, disciplina il riconoscimento delle qualifiche professionali acquisite in altri Stati UE, imponendo allo Stato di garantire l'accesso alle professioni regolamentate ai cittadini europei qualificati. Questo ha introdotto un livello normativo sovranazionale che si sovrappone alle fonti indicate dall'art. 2061.

Rilevanza pratica dell'art. 2061

Pur essendo una norma di rinvio, l'art. 2061 e' richiamato dalla giurisprudenza come fondamento costituzionale-civilistico della riserva di attivita' professionale. L'esercizio abusivo di professioni regolamentate (art. 348 c.p.) trova nel sistema degli ordini, la cui fonte ultima e' l'art. 2061, il presupposto normativo per definire cosa costituisca attivita' riservata.

Domande frequenti

Cosa disciplina l'art. 2061 del codice civile?

Stabilisce le fonti dell'ordinamento delle categorie professionali: leggi, regolamenti e provvedimenti governativi. E' la norma di apertura del Libro V (Del lavoro) del codice civile.

Gli statuti delle associazioni professionali hanno ancora valore?

No. Il riferimento agli statuti delle associazioni professionali e' rimasto solo formalmente nel testo; con la caduta del sistema corporativo (1944) ha perso ogni rilevanza pratica.

Quali leggi disciplinano oggi gli ordini professionali?

Ciascuna professione ha una legge istitutiva specifica: L. 247/2012 per gli avvocati, D.Lgs. 139/2005 per i commercialisti, L. 89/1913 per i notai, piu' i rispettivi regolamenti ministeriali.

Come influisce il diritto UE sulle professioni regolamentate?

Il D.Lgs. 206/2007 (Dir. 2005/36/CE) impone il riconoscimento delle qualifiche UE, introducendo un livello normativo europeo che si affianca alle fonti indicate dall'art. 2061.

Qual e' il rapporto tra art. 2061 e reato di esercizio abusivo di professione?

L'art. 348 c.p. punisce l'esercizio abusivo di professioni regolamentate; il sistema degli ordini professionali, fondato sull'art. 2061, definisce quali attivita' sono riservate e a chi.

A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i principali codici italiani (C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., Costituzione, C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B.). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione.
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