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Ultimo aggiornamento: 15 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 1877 c.c. Risoluzione del contratto di vitalizio oneroso

In vigore

Il creditore di una rendita vitalizia costituita a titolo oneroso può chiedere la risoluzione del contratto, se il promittente non gli dà o diminuisce le garanzie pattuite.

In sintesi

  • Risoluzione per inadempimento specifico: il creditore di rendita onerosa può chiedere la risoluzione se il promittente non presta o riduce le garanzie pattuite.
  • Ambito limitato al vitalizio oneroso: la norma non si applica al vitalizio gratuito (donazione/testamento), che segue le regole proprie degli atti liberali.
  • Garanzie come clausola essenziale: le garanzie pattuite (ipoteca, fideiussione, privilegio) sono considerate parte integrante del sinallagma contrattuale.
  • Alternativa alla risoluzione: il creditore può scegliere tra risoluzione e azione per l'adempimento coattivo delle garanzie.
  • Effetti della risoluzione: le prestazioni eseguite restano acquisite al creditore, in deroga al principio generale di retroattività.

La tutela del creditore nel vitalizio oneroso

L'articolo 1877 c.c. introduce una tutela specifica per il creditore di rendita vitalizia onerosa: la possibilita' di chiedere la risoluzione del contratto quando il promittente non presta le garanzie pattuite o le riduce senza accordo.

Presupposti della risoluzione

La norma individua due situazioni che legittimano la domanda di risoluzione:

  • Mancata prestazione delle garanzie: il promittente si era impegnato a costituire una garanzia (es. ipoteca sull'immobile ricevuto, fideiussione bancaria) e non lo ha fatto;
  • Diminuzione delle garanzie pattuite: la garanzia originariamente costituita si e' ridotta (es. cancellazione dell'ipoteca, insolvenza del fideiussore) per fatto o colpa del promittente.

Non e' sufficiente un qualsiasi inadempimento del promittente: la norma e' specifica per le garanzie. L'inadempimento nel pagamento delle rate e' invece regolato dalla disciplina generale della risoluzione per inadempimento (art. 1453 c.c.).

Esempio pratico

Tizio cede a Caio il proprio immobile in cambio di una rendita mensile di 800 euro, con la pattuizione che Caio costituisca ipoteca di primo grado sull'immobile stesso a garanzia del pagamento della rendita. Se Caio non provvede all'iscrizione ipotecaria o, una volta iscritta, la fa cancellare senza il consenso di Tizio, quest'ultimo puo' agire per la risoluzione del contratto.

Natura della norma e rapporto con l'art. 1460 c.c.

L'art. 1877 e' una norma speciale rispetto alla disciplina generale della risoluzione per inadempimento. Nel vitalizio, il creditore non potrebbe invocare l'eccezione di inadempimento (art. 1460 c.c.) per sospendere la propria prestazione, poiche' l'ha gia' eseguita interamente al momento della stipula (ha trasferito il bene). L'art. 1877 colma quindi questa lacuna, consentendo la risoluzione a tutela del creditore rimasto senza garanzie.

Effetti della risoluzione

La risoluzione del vitalizio oneroso ha effetti peculiari rispetto alla regola generale dell'art. 1458 c.c. Per i contratti ad esecuzione continuata o periodica, la risoluzione non pregiudica le prestazioni gia' eseguite. Cio' significa che le rate di rendita gia' percepite da Tizio non devono essere restituite a Caio; quest'ultimo, invece, recupera il bene ceduto, previa eventuale compensazione con le prestazioni gia' ricevute.

Differenza con il vitalizio gratuito

La norma si applica solo al vitalizio oneroso, come recita espressamente la rubrica ('vitalizio oneroso'). Il vitalizio costituito per donazione o testamento segue le regole proprie della revocazione della donazione (artt. 800-809 c.c.) o dell'azione di riduzione, non la risoluzione per inadempimento.

Scelta del rimedio

Il creditore non e' obbligato a chiedere la risoluzione: puo' optare per l'adempimento coattivo, cioe' agire in giudizio per ottenere la costituzione forzosa della garanzia pattuita. La scelta dipende dall'interesse concreto: se la fiducia nel promittente e' irrimediabilmente compromessa, la risoluzione e' preferibile; se il rapporto e' ancora sostenibile, l'adempimento coattivo garantisce la prosecuzione della rendita.

Domande frequenti

Quando puo' il creditore di rendita chiedere la risoluzione ex art. 1877 c.c.?

Quando il promittente non ha prestato le garanzie pattuite nel contratto oppure le ha ridotte senza consenso del creditore. Non basta un qualsiasi inadempimento: la norma e' specifica per le garanzie.

La mancata prestazione delle garanzie e' l'unica causa di risoluzione del vitalizio?

No. L'art. 1877 si aggiunge alla disciplina generale: il mancato pagamento delle rate di rendita legittima la risoluzione ai sensi dell'art. 1453 c.c. L'art. 1877 copre specificamente l'ipotesi delle garanzie.

Il creditore puo' scegliere tra risoluzione e adempimento coattivo?

Si'. Il creditore puo' domandare la risoluzione oppure agire per ottenere in via coattiva la costituzione della garanzia pattuita. La scelta dipende dall'interesse concreto e dalla fiducia residua nel promittente.

La risoluzione del vitalizio oneroso comporta la restituzione delle rate gia' percepite?

No. Per i contratti ad esecuzione continuata, la risoluzione non retroagisce sulle prestazioni gia' eseguite (art. 1458, comma 2, c.c.). Le rate di rendita gia' incassate dal creditore restano acquisite; il promittente recupera il bene ceduto.

L'art. 1877 si applica anche al vitalizio costituito per donazione?

No. La norma riguarda espressamente il 'vitalizio oneroso'. Il vitalizio gratuito (donazione/testamento) e' soggetto alle proprie regole: revocazione della donazione per ingratitudine o sopravvenienza di figli, azione di riduzione dei legittimari.

A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i principali codici italiani (C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., Costituzione, C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B.). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione.
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