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Ultimo aggiornamento: 15 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 1782 c.c. Deposito irregolare

In vigore

Se il deposito ha per oggetto una quantità di danaro o di altre cose fungibili, con facoltà per il depositario di servirsene, questi ne acquista la proprietà ed è tenuto a restituirne altrettante della stessa specie e qualità. In tal caso si osservano, in quanto applicabili, le norme relative al mutuo. SEZIONE II – Del deposito in albergo

In sintesi

  • Oggetto del deposito irregolare: denaro o cose fungibili consegnate con facolta' per il depositario di utilizzarle.
  • Acquisto della proprietà: il depositario diventa proprietario delle cose ricevute nel momento della consegna, non mero custode.
  • Obbligo di restituire il tantundem: il depositario deve restituire non le medesime cose, ma altrettante della stessa specie e qualità.
  • Applicazione delle norme sul mutuo: in quanto compatibili, si applicano le regole del contratto di mutuo (artt. 1813 ss. c.c.).
  • Differenza dal deposito regolare: nel deposito regolare il depositario custodisce la cosa altrui; in quello irregolare ne acquisisce la proprietà assumendo il rischio della restituzione equivalente.

Nozione e caratteri del deposito irregolare

L'articolo 1782 del Codice Civile introduce una figura contrattuale ibrida che si colloca a meta' strada tra il deposito classico e il mutuo: il deposito irregolare. La norma descrive il caso in cui l'oggetto del deposito consiste in una quantita' di denaro o di altre cose fungibili (grano, olio, carbone, valori mobiliari di identica specie) e al depositario viene attribuita la facolta', espressa o tacita, di servirsi di tali beni. In questa ipotesi si produce un effetto giuridico di grandissima portata pratica: il depositario acquista la proprieta' delle cose ricevute e si obbliga a restituire il tantundem, cioe' un'uguale quantita' di cose della stessa specie e qualita'.

La differenza rispetto al deposito regolare e' netta. Nel deposito ordinario il depositario e' custode di cose altrui e ha l'obbligo di restituire le stesse identiche cose ricevute (idem corpus). Nel deposito irregolare, per effetto della facolta' d'uso, il depositario diventa titolare dei beni, con tutto cio' che ne consegue in termini di rischio, e la sua obbligazione diventa quella tipica del mutuatario: restituire il tantundem alla scadenza pattuita.

Il requisito della facolta' di servirsi

L'elemento qualificante che trasforma un deposito regolare in deposito irregolare e' la facolta' conferita al depositario di utilizzare le cose ricevute. Tale facolta' puo' essere pattuita esplicitamente o risultare in modo inequivoco dalle circostanze del contratto (ad esempio dalla natura stessa dei beni, dalla prassi commerciale, o dall'assenza di qualsiasi segregazione fisica della cosa). Non e' sufficiente che il depositario di fatto utilizzi le cose senza autorizzazione: in quel caso risponderebbe per inadempimento del deposito regolare.

La giurisprudenza ha precisato che la consegna di danaro in banca, anche senza un'espressa pattuizione, da' normalmente luogo a deposito irregolare, poiche' e' nella natura stessa del rapporto bancario che la banca utilizzi la liquidita' ricevuta. L'art. 1834 c.c. regola specificamente i depositi bancari di danaro come una sottospecie del deposito irregolare.

Applicazione delle norme sul mutuo

Il legislatore, constatata la sostanziale assimilabilita' del deposito irregolare al mutuo, in entrambi si trasferisce la proprieta' di cose fungibili con obbligo di restituzione del tantundem, dispone l'applicazione in quanto compatibile delle norme relative al contratto di mutuo (artt. 1813-1822 c.c.). Vengono quindi in rilievo: le norme sulla scadenza e la restituzione (art. 1816 c.c.), quelle sugli interessi (art. 1815 c.c.), le regole sulla prova del mutuo e le disposizioni sulla nullita' per usura.

La compatibilita' deve pero' essere verificata caso per caso: alcune norme tipiche del mutuo, ad esempio quella sulla determinazione del termine a vantaggio del mutuatario (art. 1816, primo comma, c.c.), possono risultare difficilmente conciliabili con la funzione tipica del deposito irregolare, che e' anche quella di consentire al depositante di recuperare i beni quando lo ritiene opportuno. In caso di contrasto tra le esigenze del deposito e quelle del mutuo, prevale la disciplina del contratto prevalente nel caso concreto.

Deposito irregolare e deposito bancario

L'esempio paradigmatico di deposito irregolare e' il conto corrente bancario e il conto deposito. Quando Tizio versa la propria liquidita' sul conto corrente presso la Banca Alfa, non sta affidando banconote specifiche in custodia: sta trasferendo la proprieta' di quella somma alla banca, la quale si impegna a restituire un importo equivalente a richiesta. E' per questo che il depositante bancario non ha diritto di riavere le stesse monete o gli stessi biglietti versati, ma solo il controvalore in euro alla stessa data.

Da questa struttura derivano importanti conseguenze pratiche: il rischio della perdita delle somme depositate, salva la garanzia del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi fino a 100.000 euro, grava sul depositante-creditore, non sul depositario-debitore. In caso di insolvenza della banca, il depositante e' un creditore chirografario (o privilegiato nei limiti della garanzia) e non un proprietario che puo' rivendicare i propri beni.

Differenze rispetto al comodato e alla locazione

Il deposito irregolare non va confuso con il comodato: in quest'ultimo si consegna una cosa infungibile (o anche fungibile, ma individuata) per un uso specifico e determinato, con obbligo di restituzione della stessa cosa. Nel deposito irregolare la fungibilita' e la facolta' di disposizione del depositario sono elementi costitutivi. Neppure va confuso con la locazione, che riguarda il godimento temporaneo di un bene senza trasferimento della proprieta'.

Domande frequenti

Qual e' la differenza tra deposito regolare e deposito irregolare?

Nel deposito regolare il depositario custodisce la cosa altrui e deve restituire la stessa identica cosa ricevuta. Nel deposito irregolare, che ha per oggetto cose fungibili con facolta' d'uso per il depositario, questi acquista la proprieta' e si obbliga a restituire il tantundem (altrettante cose della stessa specie e qualita').

Il conto corrente bancario e' un deposito irregolare?

Si'. Il deposito bancario di denaro (art. 1834 c.c.) e' la forma piu' diffusa di deposito irregolare: la banca acquista la proprieta' delle somme versate e si obbliga a restituirle a richiesta del correntista, con eventuali interessi.

Quali norme del mutuo si applicano al deposito irregolare?

Si applicano in quanto compatibili le norme degli artt. 1813-1822 c.c.: disciplina degli interessi (art. 1815), regole sulla restituzione e sul termine (art. 1816), prova del contratto. La compatibilita' va valutata caso per caso.

Se la banca fallisce, il correntista puo' riprendersi i propri soldi come proprietario?

No. Nel deposito irregolare la proprieta' del denaro e' trasferita alla banca: il correntista e' un creditore, non un proprietario. Puo' azionare la garanzia del Fondo Interbancario fino a 100.000 euro e, per l'eccedente, insinuarsi nel passivo fallimentare.

E' sufficiente che il depositario utilizzi di fatto le cose per aversi deposito irregolare?

No. Occorre che la facolta' d'uso sia stata conferita contrattualmente, in modo espresso o desumibile univocamente dalle circostanze. Il mero utilizzo non autorizzato delle cose depositate costituisce inadempimento del deposito regolare, non trasformazione in deposito irregolare.

A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i principali codici italiani (C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., Costituzione, C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B.). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione.
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