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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Chi la paga e a quale Comune

L’addizionale segue il domicilio fiscale alla data del 1° gennaio dell’anno di riferimento (che di regola coincide con la residenza anagrafica): un trasferimento in corso d’anno produce effetti solo dall’anno successivo. È dovuta soltanto se per lo stesso anno risulta dovuta l’IRPEF al netto delle detrazioni e del credito per i redditi esteri: chi ha imposta azzerata dalle detrazioni non paga nemmeno l’addizionale. Restano fuori anche i contribuenti in regime forfettario, la cui imposta sostitutiva assorbe addizionali comunali e regionali.

La base imponibile è il reddito complessivo IRPEF al netto degli oneri deducibili — le detrazioni, che abbattono l’imposta ma non il reddito, qui non aiutano: per questo l’addizionale può risultare dovuta anche da chi ha IRPEF molto bassa (purché non azzerata).

Aliquote: le regole che i Comuni devono rispettare

L’aliquota complessiva non può superare lo 0,8%, salvo deroghe di legge (Roma Capitale dal 2011). Il Comune ha due strade:

La soglia di esenzione merita attenzione: è un limite di reddito sotto il quale l’addizionale non è dovuta affatto, ma al superamento si paga sull’intero reddito, non solo sulla parte eccedente. Con 14.900 euro di reddito e soglia a 15.000 non si paga nulla; con 15.100 si paga su tutti i 15.100. La soglia deve essere unica e riferita al reddito complessivo: non è possibile riservarla a pensionati o dipendenti.

I nuovi scaglioni IRPEF e il regime transitorio

Dal 2024 l’IRPEF è su tre scaglioni (23% fino a 28.000, 35% fino a 50.000, 43% oltre), resi strutturali dalla legge di Bilancio 2025. Per le addizionali il legislatore ha previsto un adeguamento morbido (L. 207/2024, co. 750-752): i Comuni dovevano conformarsi entro il 15 aprile 2025, ma per i soli anni 2025, 2026 e 2027 possono continuare ad applicare aliquote differenziate sui quattro scaglioni previgenti; chi non delibera nulla conferma tacitamente scaglioni e aliquote dell’anno precedente. In busta paga, quindi, per qualche anno convivranno Comuni a tre e a quattro scaglioni.

Le delibere si trovano tutte sul portale del federalismo fiscale: la pubblicazione entro il 20 dicembre è condizione perché l’aliquota valga per l’anno; in mancanza resta quella precedente.

Acconto e saldo: come arriva il prelievo

Momento Come si calcola Dipendenti e pensionati Autonomi e altri
Acconto (30%) Aliquota e soglia dell’anno precedente sul reddito imponibile dell’anno precedente Trattenuto in max 9 rate da marzo a novembre F24 con il saldo IRPEF, codice 3843
Saldo Conguaglio con l’aliquota dell’anno di riferimento Trattenuto in max 11 rate da gennaio a novembre dell’anno successivo F24 con il saldo IRPEF, codice 3844

Se il reddito dell’anno precedente era sotto la soglia di esenzione, il sostituto d’imposta applica l’esenzione in automatico, senza richiesta; se poi a conguaglio il reddito supera la soglia, si versa il dovuto senza sanzioni né interessi (circ. 23/E/2007). Il versamento va sempre riferito al Comune giusto tramite il codice catastale.

Esempio pratico

  • Tizio, dipendente con reddito imponibile di 30.000 euro, ha il domicilio fiscale al 1° gennaio in un Comune con aliquota unica allo 0,8% e soglia di esenzione a 12.000 euro: addizionale annua 30.000 × 0,8% = 240 euro, trattenuta in busta paga (acconto 72 euro in 9 rate, saldo a conguaglio in 11 rate l’anno dopo).

  • Caia ha un reddito di 11.500 euro nello stesso Comune: sotto la soglia, addizionale zero, applicata d’ufficio dal datore di lavoro.

  • Se Tizio trasferisce la residenza il 10 gennaio in un Comune con aliquota 0,4%, per quell’anno paga ancora l’aliquota del vecchio Comune: contava il domicilio al 1° gennaio.

Domande frequenti

Perché in busta paga vedo l’addizionale anche a gennaio?

A gennaio partono le rate del saldo dell’anno precedente (fino a novembre); da marzo si aggiungono le rate dell’acconto dell’anno in corso. Nei mesi centrali dell’anno le due voci convivono.

Chi cessa il rapporto di lavoro come paga il residuo?

Il sostituto trattiene il dovuto in sede di conguaglio di fine rapporto; in alternativa il residuo si regola in dichiarazione dei redditi.

I forfettari e i regimi sostitutivi pagano l’addizionale?

No: i redditi assoggettati a imposta sostitutiva (forfettario, cedolare secca per la parte di reddito relativa) non scontano le addizionali, che seguono solo il reddito tassato a IRPEF ordinaria.

Dove trovo l’aliquota del mio Comune?

Sul sito del Dipartimento delle Finanze (portale del federalismo fiscale) sono pubblicate tutte le delibere, con aliquote, scaglioni e soglie di esenzione Comune per Comune.

Da leggere insieme

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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