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Se la tua impresa ha bisogno di un finanziamento e la banca chiede garanzie che non hai, la risposta rapida è questa: per la maggior parte delle PMI italiane il punto di partenza resta il Fondo di Garanzia PMI, perché è gratuito, copre fino all’80% dei finanziamenti per investimento e fino al 50% di quelli per liquidità, ed è lo strumento che la banca propone quasi sempre per prima, senza bisogno di rivolgersi altrove. La Garanzia SACE (Archimede o Futuro) entra in gioco quando gli importi superano il tetto di 5 milioni di euro coperto dal Fondo, oppure quando il progetto ha una componente strategica, di transizione energetica, di internazionalizzazione o riguarda una mid-cap. I Confidi diventano la scelta giusta quando l’impresa è piccola, ha un rating debole o comunque fatica a superare da sola la valutazione della banca: il Confidi garantisce in prima persona l’operazione e poi, a sua volta, si fa controgarantire dal Fondo di Garanzia PMI. Nella pratica, come vedremo, le tre strade non sono quasi mai alternative pure tra loro: spesso si combinano.

Le tre garanzie a colpo d’occhio

Prima di entrare nel dettaglio di ciascuno strumento, ecco una tabella comparativa che mette a confronto i criteri decisivi: chi può accedere, quanto copre, quanto costa, quanto tempo richiede e quando conviene davvero.

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Criterio Fondo di Garanzia PMI Garanzia SACE (Archimede/Futuro) Confidi
Chi può accedere PMI e professionisti di ogni settore ammissibile, imprese costituite anche da meno di 3 anni; midcap ammesse per specifiche linee PMI, mid-cap e grandi imprese; Archimede per investimenti produttivi, infrastrutturali e green, Futuro per PMI/midcap che investono in innovazione PMI, micro imprese e professionisti soci del consorzio, spesso con radicamento territoriale o settoriale
Importi massimi Fino a 5 milioni di euro di importo massimo garantito per singola impresa; procedura semplificata fino a 100.000 euro per i soggetti garanti autorizzati Futuro: finanziamenti fino a 50 milioni di euro, durata massima 20 anni. Archimede: durata massima 25 anni (tetto per singola operazione non uniformemente pubblicato) Importi generalmente più contenuti, legati al patrimonio e al plafond disponibile del singolo Confidi; possono salire se il Confidi ottiene controgaranzia dal Fondo
% di copertura 80% per operazioni di investimento, 50% per operazioni di liquidità Futuro: 70%. Archimede: fino al 70% sui finanziamenti, 60% su fideiussioni e garanzie per appalti pubblici, 50% su esposizioni subordinate, fino al 100% su alcuni prestiti obbligazionari Di norma fino al 50% con risorse proprie del consorzio; se il Confidi ottiene la controgaranzia o la riassicurazione del Fondo di Garanzia PMI, la copertura complessiva sull’operazione può salire fino all’80%
Costi Garanzia gratuita per la PMI: nessuna commissione dovuta al Fondo Commissione di garanzia a carico dell’impresa, calcolata da SACE in funzione di rating, durata e tipologia di operazione (misura non pubblicata in percentuale fissa) Commissione di garanzia proporzionale all’impegno fideiussorio; a titolo di esempio pratico osservato presso un Confidi, 0,80% per le garanzie sussidiarie e 1,00% per quelle a prima richiesta, con incremento dello 0,1% ogni 10 punti percentuali di copertura aggiuntiva richiesta, più eventuale quota associativa
Tempi Il Fondo risponde entro 30 giorni dalla richiesta della banca, oppure il Comitato delibera entro 3 mesi nei casi più complessi; la banca eroga poi il finanziamento in ulteriori 10-30 giorni lavorativi a seconda dell’importo Istruttoria aggiuntiva di SACE, con proprio processo di rating interno: tempi tipicamente più estesi rispetto al Fondo per la complessità della valutazione (durata esatta non standardizzata pubblicamente) Istruttoria del consorzio, spesso con interlocuzione diretta e continuativa; percepita come rapida per operazioni di importo contenuto, ma i tempi esatti variano da Confidi a Confidi
Quando conviene Prima scelta per la generalità delle PMI: è gratuita ed è già integrata nel processo istruttorio della banca Operazioni sopra i 5 milioni di euro, progetti di investimento strategico, transizione energetica, internazionalizzazione, mid-cap e grandi imprese Imprese molto piccole, di nuova costituzione o con rating debole che da sole non supererebbero la valutazione della banca, oppure che cercano un referente locale che segua la pratica passo passo

Fondo di Garanzia PMI: la garanzia pubblica gratuita

Il Fondo di Garanzia per le PMI è lo strumento pubblico, gestito da Mediocredito Centrale per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che sostituisce le garanzie reali che la banca normalmente chiederebbe all’impresa. Funziona come garanzia diretta rilasciata alla banca oppure, quando l’impresa passa attraverso un Confidi, come controgaranzia o riassicurazione a favore del consorzio stesso. Le percentuali di copertura per il 2026 restano quelle già in vigore nel 2025: 80% per le operazioni con finalità di investimento e 50% per quelle con finalità di liquidità, indipendentemente dalla fascia di rischio dell’impresa. L’importo massimo garantito a regime per singola impresa è di 5 milioni di euro, mentre per le operazioni di importo più contenuto, presentate tramite soggetti garanti autorizzati a certificare il merito creditizio, il tetto per l’iter semplificato è stato portato a 100.000 euro. La garanzia resta gratuita per la PMI: non si paga alcuna commissione al Fondo. Sul piano degli aiuti di Stato, l’impresa può appoggiare la garanzia al regime de minimis, il cui plafond è stato innalzato a 300.000 euro nell’arco di un triennio mobile dal nuovo regolamento UE 2023/2831, oppure al regime di esenzione GBER, che non consuma il plafond de minimis dell’impresa. Le regole di accesso in vigore sono state prorogate fino al 31 dicembre 2026 dal decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 200, senza modifiche sostanziali alle percentuali di copertura. Sul fronte dei tempi, il Fondo si impegna a rispondere entro 30 giorni dalla richiesta della banca, oppure entro 3 mesi nei casi in cui debba deliberare il Comitato; a questi si aggiungono i tempi tecnici della banca per l’erogazione vera e propria, che restano comunque un processo integrato nella pratica di finanziamento ordinaria, senza passaggi paralleli. Per una guida completa su come attivare il Fondo e su cosa copre nel dettaglio, puoi leggere questo approfondimento su come attivare il Fondo di Garanzia PMI e cosa copre.

Garanzia SACE: Archimede e Futuro

SACE affianca il Fondo di Garanzia PMI quando le esigenze dell’impresa superano il perimetro tipico delle PMI più piccole, sia per importo sia per natura del progetto. La Garanzia Archimede è pensata per sostenere investimenti produttivi, infrastrutturali e a componente green: la percentuale massima di copertura è del 70% sui finanziamenti, del 60% su fideiussioni, garanzie e altri impegni di firma legati a appalti pubblici e anticipi contrattuali, del 50% su esposizioni di rango subordinato; sulle garanzie relative a portafogli di finanziamenti la copertura per singola tranche arriva fino al 50% (fino al 100% in alcune configurazioni asimmetriche), mentre su prestiti obbligazionari, cambiali finanziarie e altri strumenti di debito la copertura può salire fino al 100%, nei limiti previsti dal documento di gestione dei rischi che SACE trasmette trimestralmente al Ministero dell’Economia e delle Finanze. La durata massima della Garanzia Archimede è di 25 anni. La Garanzia Futuro, invece, è rivolta in modo più specifico a PMI e mid-cap che investono in innovazione, transizione tecnologica ed energetica: la copertura è pari al 70%, su finanziamenti a medio-lungo termine fino a 50 milioni di euro di importo in linea capitale, con durata massima di 20 anni. Va segnalato che dal 2025 SACE ha riorganizzato l’offerta rivolta alle imprese sotto un’unica piattaforma operativa (SACE Growth), che ha assorbito alcune linee precedenti: è quindi utile verificare, al momento della richiesta, quale sia l’esatta denominazione commerciale attiva e le condizioni di dettaglio applicate al proprio caso, dato che l’assetto dei prodotti può evolvere più rapidamente delle percentuali di copertura di base. A differenza del Fondo di Garanzia PMI, la Garanzia SACE non è gratuita: prevede una commissione a carico dell’impresa calcolata da SACE in base al rating, alla durata e alla tipologia dell’operazione. Per il funzionamento operativo e le differenze pratiche rispetto al Fondo, il nostro approfondimento dedicato spiega come funzionano Archimede e Futuro e in cosa si distinguono dal Fondo di Garanzia PMI.

Confidi: la garanzia consortile mutualistica

I Confidi sono consorzi di garanzia collettiva fidi: le imprese associate mettono in comune risorse e rischio per garantirsi reciprocamente l’accesso al credito. Possono essere vigilati da Banca d’Italia (iscritti all’albo degli intermediari finanziari ex articolo 106 del Testo Unico Bancario) oppure di minori dimensioni e non vigilati direttamente. Con le proprie risorse patrimoniali, un Confidi garantisce solitamente fino al 50% dell’importo finanziato; per rafforzare questa garanzia, il Confidi può a sua volta richiedere al Fondo di Garanzia PMI una controgaranzia oppure una riassicurazione. Si tratta di due meccanismi distinti: la controgaranzia è la garanzia che il Fondo rilascia al Confidi e che la banca può escutere quando né l’impresa né il Confidi riescono a far fronte alle proprie obbligazioni; la riassicurazione, invece, interviene quando il Confidi ha già liquidato la perdita alla banca ed è il Fondo a ristorare il Confidi. Grazie a questo doppio livello, la copertura complessiva sull’operazione può arrivare fino all’80% per i finanziamenti a fronte di investimento, un livello che il singolo Confidi da solo, con le proprie risorse, difficilmente potrebbe garantire. Sul fronte dei costi, le commissioni variano molto da Confidi a Confidi e possono includere una quota associativa al consorzio oltre alla commissione di garanzia vera e propria, proporzionale all’impegno fideiussorio assunto: un esempio pratico osservato prevede lo 0,80% per le garanzie sussidiarie e l’1,00% per quelle a prima richiesta, con un incremento dello 0,1% per ogni 10 punti percentuali di copertura aggiuntiva richiesta. Il valore aggiunto del Confidi, più che nel costo, sta spesso nella relazione diretta e nella conoscenza settoriale o territoriale dell’impresa, elementi che possono fare la differenza quando il rating bancario dell’impresa, da solo, non basterebbe. Per approfondire cosa sono i Confidi e come attivare la garanzia consortile, vedi la guida completa ai Confidi, alla garanzia consortile e all’accesso al credito per le PMI.

Quale garanzia scegliere in base al tuo profilo

Micro impresa di nuova costituzione

Se l’impresa ha meno di tre anni di vita e un rating ancora da costruire, la prima cosa da tentare è comunque il Fondo di Garanzia PMI, che per le imprese neocostituite non penalizza l’assenza di storico e riconosce la copertura all’80% per gli investimenti. Se però la banca, in fase di pre-istruttoria, segnala che il merito creditizio è troppo debole per procedere anche con la garanzia del Fondo, il passaggio tramite un Confidi diventa la strada più concreta: il consorzio valuta l’impresa con criteri più flessibili e, garantendo in prima persona, può sbloccare un’istruttoria che altrimenti si fermerebbe.

PMI strutturata con bilanci solidi

Per una PMI con bilanci in ordine e un rating adeguato, il Fondo di Garanzia PMI resta la scelta più efficiente in termini di costo: è gratuito, copre fino all’80% degli investimenti e si inserisce senza attriti nel processo bancario ordinario. Il ricorso a un Confidi, in questo caso, ha senso soprattutto se l’impresa vuole comunque un supporto nella gestione della pratica o se punta a ottenere condizioni di tasso migliori grazie alla maggiore sicurezza che la doppia garanzia (Confidi più controgaranzia del Fondo) offre alla banca.

Impresa con rating bancario debole

Quando il rating interno della banca penalizza l’impresa, sia il Fondo di Garanzia PMI sia i Confidi restano attivabili, ma è proprio in questi casi che il Confidi mostra il suo valore: la garanzia consortile, unita alla controgaranzia o riassicurazione del Fondo, può portare la copertura complessiva sull’operazione fino all’80%, riducendo il rischio residuo per la banca in misura maggiore rispetto alla sola garanzia diretta del Fondo. La Garanzia SACE, in questi profili, è tipicamente fuori portata: è pensata per operazioni di importo e complessità superiori.

Mid-cap o grande impresa con progetti strategici

Superata la soglia dei 5 milioni di euro coperti dal Fondo di Garanzia PMI, oppure in presenza di un progetto di investimento produttivo, infrastrutturale, green o di internazionalizzazione, la Garanzia SACE (Archimede o Futuro a seconda della finalità) diventa lo strumento naturale: consente importi molto più elevati, fino a 50 milioni di euro nel caso della Garanzia Futuro, e percentuali di copertura fino al 70% (più alte in alcune configurazioni di Archimede), a fronte di una commissione a carico dell’impresa che il Fondo di Garanzia PMI, essendo gratuito, non prevede.

Cumulabilità e alternativa tra le tre strade

Le tre garanzie non vanno pensate come compartimenti stagni. La combinazione più diffusa nella pratica è proprio quella tra Confidi e Fondo di Garanzia PMI: il Confidi garantisce l’operazione in prima istanza e poi si fa controgarantire o riassicurare dal Fondo, così da alzare la copertura complessiva senza che l’impresa debba gestire due pratiche separate. La normativa del Fondo prevede inoltre, in via generale, la cumulabilità della propria garanzia con altre garanzie pubbliche sulla stessa operazione, nei limiti stabiliti dalla disciplina specifica di ciascuno strumento e dalla normativa comunitaria sugli aiuti di Stato: questo significa che, prima di dare per scontata una combinazione, va sempre verificato il limite di cumulo applicabile al caso concreto. Tra Fondo di Garanzia PMI e Garanzia SACE il rapporto è più spesso di alternativa che di cumulo sulla medesima operazione: SACE interviene tipicamente quando il plafond o il perimetro del Fondo non sono sufficienti, ad esempio per importi superiori ai 5 milioni di euro o per operazioni che eccedono le finalità coperte dal Fondo. In pratica, la sequenza logica per un’impresa che valuta le tre strade è: verificare prima l’accesso diretto al Fondo di Garanzia PMI, valutare un Confidi se il rating da solo non basta o se conviene un supporto nella gestione della pratica, e rivolgersi a SACE quando l’importo o la natura strategica del progetto escono dal perimetro ordinario delle PMI.

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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