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Il Rating di Legalità è una certificazione volontaria rilasciata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) che misura il grado di comportamento etico e trasparente di un’impresa. Istituito dall’art. 5-ter del D.L. 1/2012, convertito con L. 27/2012, e regolato da un apposito Regolamento attuativo, non è un adempimento obbligatorio: è uno strumento premiale. Chi lo possiede lo può usare come leva concreta in tre ambiti — accesso al credito bancario, partecipazione agli appalti pubblici, domande di finanziamento agevolato — e dalla sua introduzione il numero di imprese certificate ha superato abbondantemente le centomila unità.
Con la Delibera AGCM n. 31812 del 27 gennaio 2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 33 del 10 febbraio 2026, il Regolamento è stato integralmente riscritto. Il testo è in vigore dal 16 marzo 2026 e introduce novità sostanziali che riguardano tanto la durata quanto il sistema di incentivi per le imprese che rinnovano nel tempo. Questa guida raccoglie tutto ciò che serve sapere per valutare se richiederlo, come ottenerlo e quali effetti concreti produce.
Cos’è e a cosa serve il Rating di Legalità
Il rating esprime in forma sintetica — un punteggio da una a tre stelle — la valutazione dell’AGCM sulla condotta di un’impresa rispetto a un insieme di indicatori di legalità, trasparenza fiscale, rispetto delle regole del lavoro e adozione di presidi antimafia e anticorruzione. Non misura la performance economica: misura la reputazione istituzionale.
Questa distinzione è importante perché spiega perché banche, stazioni appaltanti e soggetti erogatori di contributi lo considerano. In tutti e tre i contesti il rating serve come segnale sintetico e verificato di affidabilità — un segnale che riduce i costi di istruttoria per chi deve valutare il richiedente.
| Fronte | Effetto concreto | Base normativa |
|---|---|---|
| Credito bancario | Le banche sono tenute a tenerne conto nella valutazione del merito creditizio; possono ridurre i tempi di istruttoria e applicare condizioni economiche più favorevoli (spread, garanzie). In caso di diniego a riconoscere condizioni di miglior favore, devono motivare la decisione alla Banca d’Italia. | Art. 5-ter, co. 6, D.L. 1/2012; protocollo AGCM-ABI |
| Appalti pubblici | Il Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023) riconosce il rating come criterio premiale nelle procedure di gara: le stazioni appaltanti possono attribuire punteggi aggiuntivi in fase di valutazione delle offerte. È inoltre prevista la possibilità di riduzione delle garanzie fideiussorie richieste. | D.Lgs. 36/2023; art. 5-ter, co. 7, D.L. 1/2012 |
| Bandi e finanziamenti agevolati | Numerosi bandi regionali, camerali e misure collegate al PNRR prevedono punteggi premiali per le imprese titolari del rating. La presenza del certificato in fase di domanda non garantisce l’agevolazione, ma può fare la differenza nelle graduatorie a punteggio. | Bandi di settore; delibere regionali; avvisi PNRR |
Chi può richiederlo: requisiti di accesso
I requisiti di accesso sono tre e devono sussistere tutti contemporaneamente al momento della domanda:
- Sede operativa in Italia — non è sufficiente la sede legale; l’impresa deve svolgere effettivamente la propria attività sul territorio italiano.
- Iscrizione nel Registro delle Imprese da almeno due anni — il requisito esclude le imprese di recentissima costituzione. Il termine decorre dalla data di iscrizione, non dall’avvio dell’attività.
- Fatturato minimo di 2 milioni di euro nell’ultimo esercizio chiuso — si fa riferimento al fatturato risultante dall’ultimo bilancio o dichiarazione fiscale depositata prima della domanda.
Questi requisiti dimensionali rendono il rating strutturalmente inaccessibile alle microimprese e alle startup nella loro fase iniziale. Un’impresa che supera la soglia di fatturato ma non ha ancora due anni di iscrizione deve attendere il maturare del requisito temporale prima di presentare la domanda.
Il sistema di punteggio: da una a tre stelle
Il punteggio si esprime in stelle (da ★ a ★★★) e si costruisce su due livelli: i requisiti obbligatori (la cui presenza consente di ottenere la stella base) e i requisiti facoltativi (ognuno dei quali aggiunge un segno «+» fino a raggiungere le stelle superiori).
Requisiti obbligatori — la stella base
Per ottenere anche solo una stella (★) l’impresa deve dichiarare l’assenza di specifici impedimenti. In concreto, non devono esistere:
- Condanne penali definitive a carico del titolare, dei soci, degli amministratori o dei direttori tecnici per reati gravi, inclusi quelli previsti dal Codice Antimafia e quelli per i quali è applicabile il D.Lgs. 231/2001.
- Misure di prevenzione (sorveglianza speciale, sequestro, confisca) o misure di sicurezza in corso.
- Irregolarità fiscali o contributive non sanate (DURC, Agenzia delle Entrate).
- Violazioni accertate della normativa sulla salute e sicurezza sul lavoro.
- Sanzioni AGCM per abuso di dipendenza economica o pratiche commerciali scorrette irrogate nei due anni precedenti la domanda.
- Misure interdittive dell’ANAC in corso.
- Procedimenti penali per specifici reati (incluse le ipotesi di cui all’art. 407-bis c.p.p.) che già in fase di indagine precludono il rating secondo il nuovo Regolamento 2026.
Requisiti facoltativi — le stelle aggiuntive
Ogni requisito facoltativo soddisfatto aggiunge un segno «+» al punteggio. Sei segni «+» portano dalla stella base a tre stelle (★★★). I requisiti facoltativi previsti dal Regolamento includono, tra gli altri:
- Adozione e attuazione di un Modello Organizzativo 231 (D.Lgs. 231/2001).
- Iscrizione nelle white list prefettizie (imprese a rischio di infiltrazione mafiosa).
- Utilizzo di sistemi di tracciabilità dei pagamenti anche al di sotto delle soglie di legge.
- Adozione di protocolli di legalità con le Prefetture.
- Certificazioni di responsabilità sociale (es. SA8000, ISO 14001, rendicontazione GRI).
- Adozione di codici etici promossi da associazioni di categoria.
- Denuncia all’Autorità Giudiziaria di tentativi di concussione o estorsione subiti.
- Clausole di mediazione nei contratti commerciali.
| Punteggio | Descrizione |
|---|---|
| ★ | Tutti i requisiti obbligatori soddisfatti, nessun requisito facoltativo |
| ★+ | 1 o 2 requisiti facoltativi |
| ★★ | 3 o 4 requisiti facoltativi |
| ★★+ | 5 requisiti facoltativi |
| ★★★ | 6 o più requisiti facoltativi (massimo raggiungibile) |
Come si richiede: procedura passo per passo
La domanda è gratuita e si presenta esclusivamente in via telematica sulla piattaforma WebRating, accessibile dal sito istituzionale dell’AGCM. Non esistono canali alternativi né intermediari autorizzati: la presentazione avviene direttamente dall’impresa.
I passaggi operativi sono i seguenti:
- Registrazione sulla piattaforma WebRating — occorre creare un account aziendale. Dal 16 marzo 2026 è obbligatorio utilizzare i nuovi formulari introdotti con il Regolamento aggiornato.
- Compilazione del modulo di domanda — l’impresa dichiara sotto la propria responsabilità il possesso dei requisiti obbligatori e indica i requisiti facoltativi vantati, allegando la documentazione a supporto.
- Firma digitale — la domanda deve essere sottoscritta con firma digitale del legale rappresentante.
- Trasmissione telematica — la domanda completa viene inviata tramite la piattaforma. Da questo momento decorre il termine per la delibera AGCM.
- Delibera AGCM entro 60 giorni — l’Autorità delibera sull’attribuzione del rating di regola entro 60 giorni dal ricevimento della domanda completa. In caso di irregolarità sanabili, l’AGCM può richiedere integrazioni sospendendo il termine.
Non sono previsti diritti di segreteria né canoni. La gratuità vale sia per la prima concessione sia per i rinnovi successivi.
Novità del Regolamento AGCM in vigore dal 16 marzo 2026
Il nuovo Regolamento (Delibera n. 31812/2026) sostituisce integralmente il testo precedente in vigore dal luglio 2020. Le principali novità sono tre.
1. Durata estesa da 2 a 3 anni
Per i rating rilasciati a partire dal 16 marzo 2026, la durata passa da due a tre anni. La maggiore stabilità temporale dell’attestazione riduce l’onere amministrativo per le imprese e prolunga il periodo di fruibilità dei benefici senza necessità di rinnovo immediato. I rating già in corso al 16 marzo 2026 mantengono la durata originaria di due anni.
2. Punteggio premiale per rinnovi continuativi
Le imprese che hanno mantenuto il rating ininterrottamente per almeno tre cicli consecutivi precedenti ottengono, al momento del rinnovo, un punto aggiuntivo nel punteggio. Questo incentivo è stato introdotto per valorizzare la continuità della condotta virtuosa nel tempo, non solo il rispetto dei requisiti al momento della singola domanda. Il tetto rimane comunque tre stelle.
3. Attestato disponibile anche in inglese
Il certificato di attribuzione del rating sarà rilasciato anche in lingua inglese, con una nota esplicativa sull’istituto. L’attestato ufficiale rimane quello in italiano; la versione inglese costituisce un allegato destinato a facilitare l’utilizzo della certificazione nei rapporti con controparti estere, istituti di credito internazionali o bandi europei.
Ulteriori rafforzamenti
Il Regolamento 2026 amplia anche il perimetro delle cause ostative: ora precludono il rating anche alcune situazioni che non richiedono una condanna definitiva, come l’esistenza di procedimenti penali per reati gravi nelle fasi iniziali. Viene inoltre introdotto un sistema di audit annuale su un campione (almeno il 10%) delle imprese certificate, con obblighi di comunicazione all’AGCM entro 30 giorni da qualsiasi evento che possa incidere sul mantenimento del rating. Il mancato rispetto di questo obbligo comporta la sospensione immediata del rating e un divieto di nuova domanda per 18 mesi.
Cosa fa perdere il rating
Il rating viene revocato o sospeso in presenza di cause sopravvenute che avrebbero impedito il rilascio originario. L’impresa ha l’obbligo di comunicare all’AGCM, entro 30 giorni, il verificarsi di qualunque evento rilevante: condanne (anche non definitive per certi reati), misure di prevenzione, sanzioni tributarie o contributive rilevanti, annotazioni negative nei contratti pubblici. La comunicazione tardiva o omessa comporta la perdita del rating e il divieto di presentare nuova domanda per 18 mesi.
Va sottolineato che anche la perdita di uno o più requisiti facoltativi non fa perdere il rating in automatico, ma comporta la revisione del punteggio verso il basso (con conseguente riduzione delle stelle). L’impresa deve segnalare la perdita e l’AGCM aggiorna il punteggio.
Dubbi reali e domande poco trovabili
Le domande che seguono rispecchiano i dubbi concreti che emergono nelle valutazioni aziendali, spesso non trovabili con una ricerca ordinaria.
Il rating serve davvero per ottenere un finanziamento agevolato?
Dipende dal bando specifico. Il rating non è mai una condizione necessaria di accesso (non basta averlo per essere ammessi), ma può essere un criterio premiale in graduatoria. Nei bandi camerali e regionali più recenti — e in alcune misure PNRR — la sua presenza vale da 2 a 5 punti aggiuntivi su scale che spesso vanno fino a 100. In contesti molto competitivi, quei punti fanno la differenza tra finanziamento concesso e diniego. Nei bandi ministeriali più strutturati (come alcuni del MISE o del MIMIT) il peso è solitamente meno determinante, ma cresce anno su anno. Meglio verificare il bando specifico prima di investire tempo nella procedura AGCM.
Le startup e le PMI senza 2 anni o 2 milioni possono ottenerlo?
No, e non esistono deroghe nel Regolamento. Un’impresa costituita da meno di due anni o con fatturato inferiore a 2 milioni non può presentare domanda. Non è prevista una versione «junior» o semplificata del rating per soggetti più piccoli. Se l’impresa sta crescendo rapidamente, conviene pianificare la domanda in prossimità del raggiungimento di entrambe le soglie, poiché la delibera AGCM richiede fino a 60 giorni.
Le banche sono obbligate a ridurre i tassi?
No, non esiste un obbligo automatico di riduzione del tasso. La norma prevede che le banche tengano conto del rating nella valutazione del merito creditizio e che, se decidono di non riconoscere condizioni migliorative, debbano motivare la decisione alla Banca d’Italia. In pratica, l’effetto più frequente non è una riduzione automatica del tasso, ma una accelerazione dei tempi di istruttoria e, nel caso di istituti che hanno formalizzato protocolli con l’AGCM o con associazioni di categoria, condizioni di pricing leggermente più favorevoli. L’impatto concreto varia molto da banca a banca. Per l’accesso al Confidi e alla garanzia consortile, il rating può rafforzare la posizione del richiedente in fase di istruttoria.
Come incide il rating in un bando regionale?
I bandi regionali sono i contesti in cui il rating di legalità produce l’effetto più diretto e misurabile. Molte Regioni e Camere di Commercio hanno inserito il possesso del rating tra i criteri di valutazione dei progetti, con punteggi che variano da avviso a avviso. In alcuni casi è presente anche come criterio di accesso prioritario (corsia preferenziale) in caso di parità di punteggio. Se la propria Regione ha bandi attivi — ad esempio nelle aree di sviluppo del tessuto produttivo locale o nei bandi collegati ai fondi strutturali europei — vale la pena verificare i rispettivi disciplinari prima di presentare domanda. Anche per le agevolazioni de minimis (si veda la guida sugli aiuti de minimis 2026) alcune amministrazioni attribuiscono punteggio premiale alle imprese certificate.
Tre cicli consecutivi: da quando si conta?
Il punteggio premiale per continuità introdotto dal Regolamento 2026 richiede almeno tre rinnovi precedenti ininterrotti. Il conteggio parte dai cicli già compiuti prima del 16 marzo 2026: un’impresa che rinnova per la quarta volta consecutiva dopo l’entrata in vigore del nuovo Regolamento ha già maturato il requisito. Per chi è al secondo o terzo ciclo, l’incentivo scatterà al rinnovo successivo.
Domande frequenti
Il Rating di Legalità è obbligatorio?
No. Il rating è uno strumento volontario. Nessuna norma impone alle imprese di richiederlo. La sua rilevanza pratica deriva dal fatto che la legge e numerosi bandi premiano chi lo possiede, ma l’impresa che non lo ha non commette alcuna violazione.
Quanto dura il rating e quando si rinnova?
Per i rating rilasciati dal 16 marzo 2026, la durata è di tre anni. La domanda di rinnovo può essere presentata già sei mesi prima della scadenza. Per i rating rilasciati con il vecchio Regolamento la durata rimane di due anni.
Esiste un registro pubblico delle imprese con il rating?
Sì. L’AGCM pubblica e aggiorna sul proprio sito istituzionale l’elenco delle imprese che hanno ottenuto il rating, con indicazione del punteggio (numero di stelle). Il registro è consultabile liberamente da banche, stazioni appaltanti, fornitori e controparti commerciali.
Cosa succede se cambiano i vertici aziendali dopo il rilascio?
Il cambio di amministratori o soci rilevanti deve essere comunicato all’AGCM entro 30 giorni. Se i nuovi vertici presentano cause ostative, il rating viene sospeso e poi eventualmente revocato a seguito di istruttoria. Se i nuovi vertici sono in regola, il rating viene confermato per la durata residua.
Serve un parere sul tuo caso concreto?
Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.