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Alla morte di una persona, gli eredi devono in genere presentare la dichiarazione di successione: l’atto con cui si comunica all’Agenzia delle Entrate la composizione del patrimonio ereditario e si calcolano le imposte dovute. Serve anche per la voltura catastale degli immobili e per lo svincolo di conti e titoli.
Entro quando si presenta
Il termine è di 12 mesi dalla data di apertura della successione, che di regola coincide con la data del decesso. La presentazione tardiva comporta sanzioni e interessi, per questo è importante rispettare la scadenza.
Chi è obbligato
Sono tenuti alla presentazione gli eredi, i chiamati all’eredità e i legatari (o i loro rappresentanti legali), nonché chi è stato immesso nel possesso dei beni. È sufficiente che uno solo degli obbligati presenti la dichiarazione perché valga per tutti.
Come si presenta
La dichiarazione si invia in via telematica all’Agenzia delle Entrate, utilizzando l’apposito modello che comprende anche la domanda di volture catastali. Vanno indicati gli eredi, i beni (immobili, conti, titoli, aziende) e le passività deducibili (ad esempio alcuni debiti del defunto e le spese funebri nei limiti previsti).
Le imposte
L’imposta di successione si applica con aliquote e franchigie che dipendono dal grado di parentela:
- Coniuge e parenti in linea retta (figli, genitori): aliquota 4%, con franchigia di 1.000.000 € per ciascun erede.
- Fratelli e sorelle: 6%, con franchigia di 100.000 €.
- Altri parenti fino al quarto grado e affini entro i limiti di legge: 6% senza franchigia.
- Altri soggetti: 8% senza franchigia.
Se nell’eredità ci sono immobili si pagano inoltre l’imposta ipotecaria (2%) e quella catastale (1%) sul valore catastale.
Quando non serve presentarla
È previsto un esonero quando l’eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta, ha un valore non superiore a 100.000 € e non comprende immobili o diritti reali immobiliari.
Esempio pratico
Alla morte del padre, Tizio e la madre ereditano la casa e un conto corrente. Entro 12 mesi Tizio presenta la dichiarazione telematica con la voltura catastale; sull’immobile pagano ipotecaria e catastale, mentre l’imposta di successione non è dovuta perché il valore rientra nella franchigia di un milione di euro per ciascuno.
Vedi anche
- Successione testamentaria: testamento, eredi e quote
- Accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario
I contenuti hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la consulenza di un avvocato. Per la propria situazione specifica si raccomanda di rivolgersi a un professionista abilitato.
Serve un parere sul tuo caso concreto?
Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.
In sintesi
Domande frequenti
Entro quanto tempo va presentata la dichiarazione di successione?
Entro 12 mesi dalla data di apertura della successione, che di norma coincide con la data del decesso. Il ritardo comporta sanzioni e interessi.
Chi deve presentarla?
Gli eredi, i chiamati all'eredità e i legatari, o chi li rappresenta. È sufficiente che la presenti uno solo degli obbligati perché valga per tutti.
Quali imposte si pagano?
L'imposta di successione, con aliquote e franchigie secondo il grado di parentela (ad esempio 4% con franchigia di un milione di euro per coniuge e figli). Se ci sono immobili si aggiungono l'imposta ipotecaria del 2% e quella catastale dell'1%.
In quali casi non va presentata?
Quando l'eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta, ha valore non superiore a 100.000 euro e non comprende immobili o diritti reali immobiliari.
Come si invia?
In via telematica all'Agenzia delle Entrate, con il modello che include la domanda di volture catastali. Vanno indicati eredi, beni e passività deducibili.