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Ultimo aggiornamento: 17 Giugno 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Cos’è il contratto estimatorio

Con il contratto estimatorio una parte consegna all’altra una o più cose mobili e questa si obbliga a pagarne il prezzo, salvo che restituisca le cose nel termine stabilito (art. 1556 c.c.). È lo schema giuridico del “conto vendita”: il rivenditore riceve la merce, la espone, e paga solo quella venduta restituendo l’invenduto.

A cosa serve nell’impresa

È un contratto molto usato nella distribuzione: editoria (libri e riviste in edicola e libreria), abbigliamento, gioielleria, prodotti stagionali. Permette al rivenditore di disporre della merce senza acquistarla subito e al fornitore di ampliare i punti vendita, addossando però all’accipiente il rischio sulle cose ricevute.

Il rischio sulle cose

Chi ha ricevuto le cose ne assume il rischio: non è liberato dall’obbligo di pagarne il prezzo se la restituzione nella loro integrità è divenuta impossibile per causa a lui non imputabile (art. 1557 c.c.). In altri termini, se la merce si perde o si rovina mentre è presso il rivenditore, questi deve comunque pagarne il prezzo.

La disponibilità delle cose

Chi ha consegnato le cose non può disporne fino a quando non gli vengano restituite; per converso, le cose consegnate non possono essere sottoposte a pignoramento o sequestro da parte dei creditori di chi le ha ricevute, finché non ne sia pagato il prezzo (art. 1558 c.c.). È una tutela importante per il fornitore in caso di difficoltà del rivenditore.

Differenza dalla vendita e dal deposito

A differenza della vendita, la proprietà non si trasferisce subito e l’accipiente può liberarsi restituendo la merce; a differenza del deposito, l’accipiente non ha un mero obbligo di custodia ma può vendere le cose e ne sopporta il rischio. È un contratto autonomo, con una sua causa tipica.

Esempio pratico

Un editore consegna a una libreria 100 copie di un libro “in conto vendita”: la libreria espone i volumi e, alla scadenza, paga le copie vendute restituendo le invendute. Se alcune copie vengono danneggiate o rubate in libreria, la libreria deve comunque pagarne il prezzo, perché ne sopportava il rischio.

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Domande frequenti

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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