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Ultimo aggiornamento: 17 Giugno 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Non tutte le cooperative sono uguali agli occhi del fisco: quelle a “mutualità prevalente” godono di agevolazioni importanti, ma in cambio devono rispettare requisiti precisi e vincoli statutari. Vediamo cosa significa.

Cos’è la mutualità prevalente

Sono a mutualità prevalente le cooperative che svolgono la loro attività prevalentemente in favore dei soci, consumatori o utenti di beni o servizi, oppure si avvalgono prevalentemente delle prestazioni lavorative dei soci o dei loro apporti di beni e servizi (art. 2512 c.c.). La “prevalenza” è il cuore della categoria.

I criteri di prevalenza (art. 2513)

La prevalenza si misura con criteri contabili documentati in nota integrativa (art. 2513 c.c.): ad esempio i ricavi dalle vendite ai soci devono superare il 50% dei ricavi totali; il costo del lavoro dei soci deve superare il 50% del costo totale del lavoro; e così via a seconda del tipo di scambio mutualistico.

Le clausole statutarie “non lucrative” (art. 2514)

Per essere a mutualità prevalente, lo statuto deve prevedere (art. 2514 c.c.):

Requisito Riferimento
Attività prevalente coi soci art. 2512 c.c.
Criteri contabili (>50%) art. 2513 c.c.
Clausole non lucrative in statuto art. 2514 c.c.

Albo e agevolazioni fiscali

Le cooperative a mutualità prevalente devono iscriversi in un’apposita sezione dell’Albo delle società cooperative e accedono alle agevolazioni fiscali riservate alla cooperazione (parziale detassazione degli utili destinati a riserva indivisibile). Le cooperative diverse (non prevalenti) non perdono la natura cooperativa, ma non godono delle stesse agevolazioni.

Spunti pratici

Esempio pratico

Una cooperativa di lavoro verifica che il costo del lavoro dei soci supera il 50% del costo totale del lavoro (art. 2513): è a mutualità prevalente. Avendo in statuto le clausole non lucrative (art. 2514) e l’iscrizione all’albo, accede alle agevolazioni fiscali. Se l’anno seguente assumesse molti non soci e scendesse sotto la soglia, dovrebbe verificare la perdita della prevalenza.

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Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.

Domande frequenti

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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