- L’amministratore è obbligatorio quando i condòmini sono più di otto (art. 1129 c.c.).
- È nominato e revocato dall’assemblea; dura un anno, rinnovabile.
- Deve far transitare le somme su un conto corrente condominiale dedicato.
- Può essere revocato dal giudice in caso di gravi irregolarità.
Testo dell'articoloVigente
L’amministratore è la figura che gestisce la vita quotidiana del condominio: riscuote le quote, paga i fornitori, esegue le delibere e cura le parti comuni. Gli artt. 1129 e 1130 del codice civile ne disciplinano nomina, durata, obblighi e revoca. Vediamo quando è obbligatorio, cosa deve fare e come ci si libera di un amministratore inadempiente.
Quando è obbligatorio
La nomina dell’amministratore è obbligatoria quando i condòmini sono più di otto. Se l’assemblea non vi provvede, la nomina può essere disposta dall’autorità giudiziaria su ricorso anche di un solo condòmino. Nei condomìni più piccoli la nomina è facoltativa, ma spesso comunque opportuna.
Nomina e durata
L’amministratore è nominato dall’assemblea con la maggioranza prevista (intervenuti e almeno 500 millesimi). L’incarico dura un anno e si intende rinnovato per un altro anno salvo revoca o dimissioni. Al momento della nomina, l’amministratore deve comunicare i propri dati e, su richiesta, una polizza di responsabilità civile professionale; deve inoltre specificare analiticamente il proprio compenso, a pena di nullità della nomina.
I compiti principali
L’art. 1130 elenca gli obblighi dell’amministratore, tra cui:
- eseguire le delibere dell’assemblea e farne osservare il regolamento;
- riscuotere i contributi ed erogare le spese;
- curare la conservazione e l’uso delle parti comuni;
- tenere il registro di anagrafe condominiale, dei verbali, di nomina e revoca, e di contabilità;
- redigere il rendiconto annuale e convocare l’assemblea per l’approvazione.
Il conto corrente condominiale
Un obbligo introdotto a tutela dei condòmini: l’amministratore deve far transitare tutte le somme (entrate e uscite) su uno specifico conto corrente, postale o bancario, intestato al condominio. Ogni condòmino, per il tramite dell’amministratore, può chiedere di prendere visione ed estrarre copia della rendicontazione periodica. È vietato confondere il denaro del condominio con quello personale dell’amministratore.
La revoca
L’amministratore può essere revocato in ogni tempo dall’assemblea. In presenza di gravi irregolarità — ad esempio mancata apertura del conto dedicato, omessa rendicontazione, gestione poco trasparente, mancata comunicazione di liti — ciascun condòmino può chiederne la revoca giudiziale al tribunale. Tra le gravi irregolarità la legge include espressamente diverse ipotesi tipiche di cattiva gestione.
Articoli di legge da consultare
- Art. 1129 c.c.: nomina, revoca e obblighi dell’amministratore
- Art. 1130 c.c.: attribuzioni dell’amministratore
- Art. 1136 c.c.: maggioranza per la nomina
Domande frequenti
Quando è obbligatorio l’amministratore di condominio?
Quando i condòmini sono più di otto. Se l’assemblea non provvede, la nomina può essere disposta dal giudice su ricorso anche di un solo condòmino.
Quanto dura l’incarico dell’amministratore?
Un anno, con rinnovo automatico per un altro anno salvo revoca o dimissioni. L’assemblea può comunque revocarlo in ogni momento.
Come si revoca un amministratore inadempiente?
L’assemblea può revocarlo in ogni tempo; in caso di gravi irregolarità (es. niente conto dedicato o rendiconto) ciascun condòmino può chiederne la revoca al giudice.
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I contenuti hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la consulenza di un avvocato. Per la propria situazione specifica si raccomanda di rivolgersi a un professionista abilitato.