Testo dell'articoloVigente
In sintesi
- La TCG è un tributo erariale (statale) dovuto per il rilascio di atti e provvedimenti amministrativi elencati nella Tariffa allegata al DPR 641/1972.
- Si applica a concessioni, licenze, autorizzazioni, iscrizioni in albi e registri e ad altri documenti espressamente previsti dalla Tariffa.
- È distinta dall’imposta di bollo e dai diritti di segreteria: ciascun tributo ha presupposti e basi normative proprie.
- Il pagamento deve avvenire prima o contestualmente al rilascio dell’atto; per alcune voci la tassa è periodica (annuale o mensile).
- Senza prova del pagamento il pubblico ufficiale non può dare corso all’atto: l’inadempimento rende l’atto inefficace.
- Esenzioni soggettive e oggettive sono previste dalla legge per determinate categorie di soggetti e di atti.
Che cos'è la tassa di concessione governativa
La tassa di concessione governativa (comunemente abbreviata in TCG) è un tributo di natura erariale istituito dal DPR 22 luglio 1972, n. 641 e disciplinato dalla Tariffa allegata al medesimo decreto. Essa è dovuta ogni volta che un soggetto privato o un’impresa richiede allo Stato – o a un ente pubblico che agisce per conto dello Stato – il rilascio di un atto tipico: una concessione, una licenza, un’autorizzazione, oppure l’iscrizione in un albo o in un registro. La tassa non remunera un servizio specifico reso al richiedente, ma costituisce il corrispettivo pubblico per l’esercizio del potere concessorio dell’amministrazione.
È importante non confondere la TCG con altri tributi che possono accompagnare gli stessi atti. L’imposta di bollo, disciplinata dal DPR 642/1972, colpisce la formazione o l’uso di determinati documenti scritti e prescinde dal fatto che vi sia un provvedimento concessorio. I diritti di segreteria, invece, sono corrispettivi di carattere amministrativo riscossi dagli uffici pubblici per la materiale attività istruttoria o di sportello. La TCG è cosa diversa da entrambi: si tratta di un vero tributo, il cui gettito confluisce nelle casse erariali, e il suo presupposto è specificamente il rilascio – o in alcuni casi il rinnovo o la vidimazione periodica – di atti espressamente elencati nella Tariffa.
La struttura della Tariffa è stabile nei suoi elementi essenziali: per ciascuna voce è indicata la natura dell’atto, il soggetto passivo e la misura dell’imposta, fissata per legge. Gli importi, benché storicamente ancorati a valori precisi, vanno sempre verificati nella versione vigente della Tariffa al momento del pagamento, poiché possono essere oggetto di aggiornamenti normativi.
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| Caratteristica | Tassa di concessione governativa | Imposta di bollo | Diritti di segreteria |
|---|---|---|---|
| Natura giuridica | Tributo erariale | Tributo erariale | Corrispettivo amministrativo |
| Presupposto | Rilascio di atto concessorio/autorizzatorio elencato in Tariffa | Formazione o uso di atti e documenti scritti | Attività istruttoria o di sportello dell'ufficio |
| Base normativa | DPR 641/1972 e Tariffa allegata | DPR 642/1972 e Tariffa allegata | Varie norme di settore |
| Periodicità | Una tantum al rilascio o periodica per alcune voci | Di regola una tantum per atto | Di regola una tantum per pratica |
| Conseguenza del mancato pagamento | Inefficacia dell'atto; l'ufficio non può darvi corso | Irregolarità dell'atto; possibile sanzione | L'ufficio non avvia l'istruttoria |
Esempio pratico
-
Alfa Srl, società a responsabilità limitata con capitale sociale superiore alla soglia prevista dalla Tariffa, deve procedere ogni anno alla numerazione e bollatura dei propri libri sociali obbligatori. Prima di presentarsi all’ufficio competente, l’amministratore verifica sul sito dell’Agenzia delle Entrate la misura forfettaria vigente della TCG per la propria fascia di capitale, la versa con il modello F24 entro il 16 marzo (termine ordinario, salvo proroghe) e conserva la ricevuta. Senza quella ricevuta, la bollatura non può essere effettuata e i libri non risulterebbero regolari ai fini delle verifiche ispettive.
Documenti necessari
- Testo del DPR 22 luglio 1972, n. 641 (reperibile su Normattiva.it) con la Tariffa allegata aggiornata.
- Circolare dell’Agenzia delle Entrate di riferimento per la voce di Tariffa applicabile al proprio caso.
- Codice tributo F24 o F23 vigente per la voce TCG di interesse (verificare sul sito dell’Agenzia delle Entrate).
- Documentazione rilasciata dall’ufficio amministrativo competente (es. Questura per porto d’armi, CCIAA per libri sociali) con le istruzioni di pagamento specifiche.
- Ricevuta o attestazione del versamento da esibire all’ufficio al momento della richiesta dell’atto.
- Eventuale attestazione di esenzione (delibera di ente, certificato di ONLUS o di ente del terzo settore) se il soggetto rientra in una categoria esente.
Alfa Srl: libri sociali e TCG annuale
Scenario. Alfa Srl è una società a responsabilità limitata con capitale sociale che supera la soglia indicata nella Tariffa allegata al DPR 641/1972. Ogni anno, entro il termine ordinario del 16 marzo, l’ufficio amministrativo deve versare la TCG forfettaria con modello F24 nella misura prevista dalla Tariffa per la propria fascia di capitale.
Come si applica. L’importo è fissato per legge in misura forfettaria: verificare la misura vigente al momento del versamento. La fascia si determina in base al capitale sociale risultante al 1° gennaio di ciascun anno: se in un anno il capitale scende sotto la soglia, spetta la misura inferiore; se la supera, si applica la misura superiore. La ricevuta F24 viene conservata e allegata al libro verbali del consiglio di amministrazione come prova dell’adempimento. Senza ricevuta, l’ufficio competente non procede alla bollatura e i libri non risultano regolari ai fini delle verifiche ispettive.
In pratica
- Verificare il capitale sociale al 1° gennaio per determinare lo scaglione TCG applicabile.
- Versare con modello F24, codice tributo dedicato, entro il 16 marzo (salvo proroghe).
- Conservare la ricevuta F24 tra i documenti sociali e esibirla all’ufficio per la bollatura.
Tizio: rilascio della licenza di porto d'armi per uso caccia
Scenario. Tizio decide di richiedere per la prima volta la licenza di porto d’armi per uso caccia. Prima di presentare la domanda alla Questura competente si informa sugli adempimenti richiesti: oltre ai certificati medici e alla marca da bollo sull’istanza, deve versare la TCG per il rilascio della licenza.
Come si applica. L’importo della TCG è fissato per legge nella Tariffa in misura diversa a seconda della tipologia di licenza: verificare la misura vigente. Il versamento avviene di norma tramite bollettino di conto corrente postale dedicato, reperibile direttamente allo sportello della Questura. Tizio compila il bollettino, lo versa in ufficio postale e porta la ricevuta insieme al resto della documentazione. La licenza non viene consegnata se manca la prova del pagamento della TCG: il pubblico ufficiale non può dare corso all’atto senza l’attestazione di avvenuto versamento.
In pratica
- Reperire il bollettino di conto corrente postale presso la Questura competente e verificare l’importo TCG vigente per la tipologia di licenza richiesta.
- Versare la TCG prima dell’appuntamento allo sportello e conservare la ricevuta in originale.
- Presentare la ricevuta insieme a certificati medici, marca da bollo e altri documenti: senza di essa la pratica resta sospesa.
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Domande frequenti
La tassa di concessione governativa è la stessa cosa dell'imposta di bollo?
No. Sono due tributi distinti con presupposti diversi. L’imposta di bollo (DPR 642/1972) colpisce la formazione o l’uso di determinati atti e documenti scritti, indipendentemente da un provvedimento concessorio. La TCG (DPR 641/1972) è invece dovuta specificamente per il rilascio di atti concessori, autorizzatori o di iscrizione in albi e registri elencati nella relativa Tariffa. Entrambi i tributi possono essere dovuti contestualmente sullo stesso atto, ma la loro natura e il loro fondamento normativo sono separati.
Cosa succede se non pago la tassa di concessione governativa prima del rilascio dell'atto?
L’atto rimane inefficace e il pubblico ufficiale non può darvi corso. In pratica, lo sportello rifiuta di rilasciare la licenza, l’iscrizione o il provvedimento fino a quando non viene esibita la prova del pagamento. Il mancato pagamento espone inoltre il soggetto alle sanzioni amministrative previste dalla legge per l’inadempimento tributario.
Tutti gli atti amministrativi sono soggetti alla TCG?
No. La TCG è dovuta solo per gli atti espressamente indicati nella Tariffa allegata al DPR 641/1972. Si tratta di un elenco tassativo: concessioni, licenze, autorizzazioni, iscrizioni in albi e registri e altri provvedimenti specificamente elencati. Per gli atti non compresi in Tariffa non è dovuta alcuna TCG, fermi restando gli altri tributi eventualmente applicabili (bollo, diritti di segreteria, ecc.).
La TCG si paga una sola volta o è periodica?
Dipende dalla voce di Tariffa. Per molte voci la tassa è dovuta una sola volta al momento del rilascio dell’atto. Per altre voci – come la TCG annuale forfettaria per i libri sociali delle società di capitali o la TCG mensile sui contratti di abbonamento di telefonia mobile – il tributo ha carattere periodico (annuale o mensile) e va versato a ogni scadenza, anche in assenza di un nuovo rilascio.
Le ONLUS e gli enti del terzo settore sono esenti dalla TCG?
La Tariffa e alcune norme speciali prevedono ipotesi di esenzione soggettiva e oggettiva per determinate categorie di soggetti (tra cui, in certe condizioni, le ONLUS e gli enti del terzo settore) e per determinate tipologie di atti (ad esempio, atti relativi a procedimenti di lavoro o di interesse pubblico). Le esenzioni vanno verificate caso per caso sulla normativa vigente: chi ritiene di averne diritto deve documentare la propria condizione e, se necessario, produrre l’attestazione all’ufficio competente.
Chi è il soggetto attivo della TCG?
La TCG è un tributo erariale: il soggetto attivo è lo Stato. La riscossione fa capo all’Agenzia delle Entrate, ma per molte voci la concreta gestione del pagamento avviene tramite l’ufficio amministrativo che emette il provvedimento (ad esempio la Questura per le licenze di porto d’armi, la Camera di Commercio per le iscrizioni societarie). L’ufficio verifica l’avvenuto pagamento prima di rilasciare l’atto.
La TCG si applica anche alle imprese individuali per i libri contabili?
No. La TCG annuale forfettaria per la numerazione e bollatura dei libri è prevista esclusivamente per le società di capitali (Spa, Srl, Sapa). Le società di persone e le ditte individuali non sono soggette a questa specifica TCG: per i loro libri contabili e sociali si applica, se del caso, l’imposta di bollo sulla vidimazione, che è un tributo distinto con proprie regole.
Domande frequenti
La tassa di concessione governativa è la stessa cosa dell'imposta di bollo?
No. Sono due tributi distinti con presupposti diversi. L'imposta di bollo (DPR 642/1972) colpisce la formazione o l'uso di determinati atti e documenti scritti, indipendentemente da un provvedimento concessorio. La TCG (DPR 641/1972) è invece dovuta specificamente per il rilascio di atti concessori, autorizzatori o di iscrizione in albi e registri elencati nella relativa Tariffa. Entrambi i tributi possono essere dovuti contestualmente sullo stesso atto, ma la loro natura e il loro fondamento normativo sono separati.
Cosa succede se non pago la tassa di concessione governativa prima del rilascio dell'atto?
L'atto rimane inefficace e il pubblico ufficiale non può darvi corso. In pratica, lo sportello rifiuta di rilasciare la licenza, l'iscrizione o il provvedimento fino a quando non viene esibita la prova del pagamento. Il mancato pagamento espone inoltre il soggetto alle sanzioni amministrative previste dalla legge per l'inadempimento tributario.
Tutti gli atti amministrativi sono soggetti alla TCG?
No. La TCG è dovuta solo per gli atti espressamente indicati nella Tariffa allegata al DPR 641/1972. Si tratta di un elenco tassativo: concessioni, licenze, autorizzazioni, iscrizioni in albi e registri e altri provvedimenti specificamente elencati. Per gli atti non compresi in Tariffa non è dovuta alcuna TCG, fermi restando gli altri tributi eventualmente applicabili (bollo, diritti di segreteria, ecc.).
La TCG si paga una sola volta o è periodica?
Dipende dalla voce di Tariffa. Per molte voci la tassa è dovuta una sola volta al momento del rilascio dell'atto. Per altre voci - come la TCG annuale forfettaria per i libri sociali delle società di capitali o la TCG mensile sui contratti di abbonamento di telefonia mobile - il tributo ha carattere periodico (annuale o mensile) e va versato a ogni scadenza, anche in assenza di un nuovo rilascio.
Le ONLUS e gli enti del terzo settore sono esenti dalla TCG?
La Tariffa e alcune norme speciali prevedono ipotesi di esenzione soggettiva e oggettiva per determinate categorie di soggetti (tra cui, in certe condizioni, le ONLUS e gli enti del terzo settore) e per determinate tipologie di atti (ad esempio, atti relativi a procedimenti di lavoro o di interesse pubblico). Le esenzioni vanno verificate caso per caso sulla normativa vigente: chi ritiene di averne diritto deve documentare la propria condizione e, se necessario, produrre l'attestazione all'ufficio competente.
Chi è il soggetto attivo della TCG?
La TCG è un tributo erariale: il soggetto attivo è lo Stato. La riscossione fa capo all'Agenzia delle Entrate, ma per molte voci la concreta gestione del pagamento avviene tramite l'ufficio amministrativo che emette il provvedimento (ad esempio la Questura per le licenze di porto d'armi, la Camera di Commercio per le iscrizioni societarie). L'ufficio verifica l'avvenuto pagamento prima di rilasciare l'atto.
La TCG si applica anche alle imprese individuali per i libri contabili?
No. La TCG annuale forfettaria per la numerazione e bollatura dei libri è prevista esclusivamente per le società di capitali (Spa, Srl, Sapa). Le società di persone e le ditte individuali non sono soggette a questa specifica TCG: per i loro libri contabili e sociali si applica, se del caso, l'imposta di bollo sulla vidimazione, che è un tributo distinto con proprie regole.