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In sintesi
- Le attività pagano la TARI come utenze non domestiche: la tariffa dipende dalla categoria di attività e dalla superficie in mq.
- Ogni categoria ha il proprio coefficiente che riflette la potenzialità di produrre rifiuti (un ristorante produce più rifiuti di un ufficio).
- Non conta il numero di addetti per il calcolo base, ma la superficie e la categoria di attività.
- Rifiuti speciali avviati al recupero: se li smaltisci tramite soggetti autorizzati, puoi ottenere una riduzione sulla parte di superficie da cui originano.
- La dichiarazione TARI va presentata all’inizio dell’attività e aggiornata in caso di variazioni (superficie, categoria, cessazione).
- Il pagamento avviene in 2-3 rate su avviso del Comune, tramite F24 o pagoPA.
Come si calcola la TARI per le attività
La TARI si applica a chiunque occupi o detenga locali a qualsiasi titolo, quindi riguarda anche negozi, uffici, laboratori, bar, ristoranti e qualsiasi altro spazio usato per un’attività economica. Questi soggetti rientrano nella categoria delle utenze non domestiche e pagano una tariffa diversa da quella delle abitazioni.
Per le utenze non domestiche la tariffa si costruisce in modo diverso: non conta il numero degli occupanti ma la categoria di attività, che riflette la tipologia e la potenzialità di rifiuti prodotti. Un ristorante, per esempio, ha un coefficiente molto più alto di un ufficio professionale, perché genera un volume di rifiuti organici e di imballaggi nettamente superiore. Le categorie e i relativi coefficienti vengono deliberati ogni anno dal Comune.
Come per le abitazioni, la tariffa si compone di una quota fissa e di una quota variabile. La superficie di riferimento è quella calpestabile del locale, misurata in metri quadri. Se l’attività si sviluppa su più locali o su piani diversi, si sommano tutte le superfici soggette al tributo.
| Elemento | Descrizione |
|---|---|
| Base di calcolo | Superficie calpestabile in mq del locale |
| Categoria di attività | Determinata dal Comune in base alla potenzialità di produrre rifiuti |
| Quota fissa | Copre i costi fissi del servizio; deliberata dal Comune |
| Quota variabile | Copre i costi variabili; deliberata dal Comune per categoria |
| Riduzione rifiuti speciali | Applicabile alla superficie da cui originano i rifiuti speciali avviati al recupero |
Esempio pratico
-
Esempio indicativo. Tizio gestisce un piccolo studio di consulenza di 50 mq. Il Comune lo classifica nella categoria ‘uffici e studi professionali’, che ha coefficienti più bassi rispetto, ad esempio, alla categoria ‘ristoranti’. Caio, invece, ha un ristorante di 80 mq nello stesso Comune: la sua categoria prevede coefficienti molto più alti, perché un’attività di ristorazione produce una quantità di rifiuti assai superiore a quella di un ufficio. Le tariffe esatte (quota fissa e variabile per mq) si trovano nella delibera tariffaria annuale del Comune. Se Caio dimostra di aver avviato al recupero, tramite un soggetto autorizzato, i rifiuti speciali prodotti dalla cucina, può chiedere la riduzione sulla quota corrispondente a quella superficie, allegando i formulari di trasporto dei rifiuti.
Documenti necessari
- Regolamento TARI del Comune in cui si trova l’attività
- Delibera tariffaria annuale con le categorie di attività e i relativi coefficienti
- Modulo di dichiarazione TARI per utenze non domestiche (inizio, variazione, cessazione)
- Formulari di identificazione rifiuti (FIR) o registri di carico e scarico, per la riduzione sui rifiuti speciali
- Contratto con il soggetto autorizzato al trasporto e recupero dei rifiuti speciali
- Visura camerale o licenza, per attestare la categoria di attività
Tizio apre un negozio di abbigliamento
Scenario. Tizio sta per aprire un negozio di abbigliamento di 120 mq in affitto. Non ha mai gestito un’attività e non sa cosa fare per la TARI.
Come si applica. Non appena inizia a occupare il locale, Tizio è obbligato a presentare la dichiarazione TARI all’ufficio tributi del Comune entro il termine previsto dal regolamento (di solito 90 giorni dall’inizio dell’occupazione). Deve indicare la superficie del locale, la categoria di attività (il Comune la assegnerà in base al codice ATECO o alla descrizione dell’attività) e i propri dati anagrafici e fiscali. Da quel momento riceverà gli avvisi di pagamento annuali. Poiché l’immobile è in affitto con contratto superiore a sei mesi, la TARI è a suo carico come conduttore.
In pratica
- Presentare la dichiarazione TARI entro i termini fissati dal regolamento comunale, non aspettare il primo avviso.
- Verificare la categoria di attività assegnata e, in caso di errore, presentare subito una rettifica.
- Conservare la ricevuta della dichiarazione: è utile in caso di contestazioni sull’importo addebitato.
Caio ha un laboratorio artigianale e smaltisce i rifiuti speciali
Scenario. Caio gestisce un laboratorio di verniciatura di 200 mq. Parte dei rifiuti prodotti (solventi e contenitori contaminati) sono rifiuti speciali e vengono ritirati ogni mese da una ditta autorizzata. Caio vuole sapere se può pagare meno TARI.
Come si applica. I rifiuti speciali non rientrano nel servizio di raccolta comunale e il Comune non può addebitarne il costo nella TARI. Se Caio dimostra di avviare al recupero i rifiuti speciali tramite un soggetto autorizzato, ha diritto a una riduzione sulla quota TARI riferita alla superficie da cui originano quei rifiuti. Deve presentare la domanda al Comune allegando i formulari di trasporto (FIR) o altra documentazione equivalente che attesti l’affidamento a un operatore autorizzato. La misura della riduzione è deliberata dal Comune: non è standardizzata a livello nazionale.
In pratica
- Raccogliere e conservare tutti i formulari di identificazione rifiuti (FIR) rilasciati dalla ditta autorizzata.
- Presentare la domanda di riduzione al Comune entro i termini del regolamento, allegando la documentazione.
- Verificare ogni anno se il regolamento è cambiato e rinnovare la documentazione se richiesto.
Quando rivolgersi a un professionista
La compilazione corretta di questa voce può richiedere la verifica di requisiti e massimali. Per una valutazione sul tuo caso puoi trovare un professionista su Legge in Chiaro.
Fonti e approfondimenti
Domande frequenti
Come si determina la categoria TARI per la mia attività?
Il Comune assegna la categoria di attività in base alla tipologia di rifiuti che quella categoria è ritenuta capace di produrre. Di solito si fa riferimento al codice ATECO o alla descrizione dell’attività indicata in visura camerale. Se ritieni di essere stato inserito nella categoria sbagliata (ad esempio una categoria con coefficienti più alti della tua effettiva attività), puoi presentare un’istanza di rettifica documentando la reale natura dell’attività.
Se ho sia un ufficio sia un magazzino nello stesso stabile, pago una tariffa unica?
No. In genere le diverse destinazioni d’uso si classificano con categorie diverse, ciascuna con i propri coefficienti. Devi indicare nella dichiarazione TARI tutte le superfici e le rispettive categorie di utilizzo.
Cosa sono i rifiuti speciali e perché possono ridurre la TARI?
I rifiuti speciali sono quelli prodotti dalle attività produttive, artigianali, industriali o di servizio, come scarti di lavorazione, sostanze chimiche, imballaggi contaminati. Non vengono raccolti dal servizio comunale (che riguarda solo i rifiuti urbani), quindi il Comune non può addebitarne il costo nella TARI. Se li smaltisci correttamente con un soggetto autorizzato, hai diritto a una riduzione sulla parte di tariffa riferita a quella superficie.
Se cedo o chiudo l'attività, devo comunicarlo per non continuare a pagare la TARI?
Sì, è fondamentale. Devi presentare la dichiarazione di cessazione al Comune indicando la data di effettiva liberazione del locale. La TARI si ferma da quella data. Se non la presenti, il Comune continuerà ad addebitarti il tributo anche dopo la chiusura.
Posso rateizzare la TARI se ho difficoltà di pagamento?
Sì. In caso di omesso pagamento il Comune emette un avviso di accertamento, ma è anche possibile chiedere la rateazione dell’importo dovuto prima che arrivi l’accertamento. Contatta l’ufficio tributi del Comune per valutare le opzioni disponibili e i termini per il ravvedimento operoso, che riduce le sanzioni in base alla tempestività del pagamento.
La TARI si paga anche per le aree scoperte pertinenziali al locale commerciale?
In linea di principio sì, se le aree scoperte sono operative e producono rifiuti. Alcune superfici possono essere escluse se il regolamento le considera non produttive di rifiuti (ad esempio un cortile lastricato non accessibile ai clienti). Controlla il regolamento del Comune e indica nella dichiarazione solo le superfici effettivamente soggette al tributo.
Domande frequenti
Come si determina la categoria TARI per la mia attività?
Il Comune assegna la categoria di attività in base alla tipologia di rifiuti che quella categoria è ritenuta capace di produrre. Di solito si fa riferimento al codice ATECO o alla descrizione dell'attività indicata in visura camerale. Se ritieni di essere stato inserito nella categoria sbagliata (ad esempio una categoria con coefficienti più alti della tua effettiva attività), puoi presentare un'istanza di rettifica documentando la reale natura dell'attività.
Se ho sia un ufficio sia un magazzino nello stesso stabile, pago una tariffa unica?
No. In genere le diverse destinazioni d'uso si classificano con categorie diverse, ciascuna con i propri coefficienti. Devi indicare nella dichiarazione TARI tutte le superfici e le rispettive categorie di utilizzo.
Cosa sono i rifiuti speciali e perché possono ridurre la TARI?
I rifiuti speciali sono quelli prodotti dalle attività produttive, artigianali, industriali o di servizio, come scarti di lavorazione, sostanze chimiche, imballaggi contaminati. Non vengono raccolti dal servizio comunale (che riguarda solo i rifiuti urbani), quindi il Comune non può addebitarne il costo nella TARI. Se li smaltisci correttamente con un soggetto autorizzato, hai diritto a una riduzione sulla parte di tariffa riferita a quella superficie.
Se cedo o chiudo l'attività, devo comunicarlo per non continuare a pagare la TARI?
Sì, è fondamentale. Devi presentare la dichiarazione di cessazione al Comune indicando la data di effettiva liberazione del locale. La TARI si ferma da quella data. Se non la presenti, il Comune continuerà ad addebitarti il tributo anche dopo la chiusura.
Posso rateizzare la TARI se ho difficoltà di pagamento?
Sì. In caso di omesso pagamento il Comune emette un avviso di accertamento, ma è anche possibile chiedere la rateazione dell'importo dovuto prima che arrivi l'accertamento. Contatta l'ufficio tributi del Comune per valutare le opzioni disponibili e i termini per il ravvedimento operoso, che riduce le sanzioni in base alla tempestività del pagamento.
La TARI si paga anche per le aree scoperte pertinenziali al locale commerciale?
In linea di principio sì, se le aree scoperte sono operative e producono rifiuti. Alcune superfici possono essere escluse se il regolamento le considera non produttive di rifiuti (ad esempio un cortile lastricato non accessibile ai clienti). Controlla il regolamento del Comune e indica nella dichiarazione solo le superfici effettivamente soggette al tributo.
Vedi anche