Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 1405 c.c. – Effetti della mancata dichiarazione di nomina

Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

Se la dichiarazione di nomina non è fatta validamente nel termine stabilito dalla legge o dalle parti, il contratto produce i suoi effetti fra i contraenti originari.

In sintesi

  • L'art. 1405 c.c. disciplina le conseguenze della mancata o invalida dichiarazione di nomina nel contratto per persona da nominare.
  • Se la dichiarazione non è fatta validamente nel termine previsto, il contratto produce effetti tra i contraenti originari.
  • La norma chiude il meccanismo dell'art. 1401 c.c., assicurando stabilità al contratto anche in difetto di nomina.
  • Il termine può essere fissato dalla legge o dalle parti; la sua inutile scadenza consolida il rapporto in capo allo stipulante.
  • Si evita così l'incertezza sul soggetto definitivamente vincolato dal contratto.
Indice dei contenuti

L'articolo 1405 del codice civile completa la disciplina del contratto per persona da nominare, regolando l'ipotesi patologica in cui la dichiarazione di nomina non venga fatta validamente entro il termine stabilito. La norma fornisce una soluzione di chiusura: in difetto di valida nomina, il contratto produce i suoi effetti fra i contraenti originari. Si tratta di una regola essenziale per garantire la certezza dei rapporti, evitando che il meccanismo della riserva di nomina lasci il contratto privo di un soggetto definitivamente vincolato. La disposizione, apparentemente semplice, riveste una rilevanza pratica notevole, perché interviene nel momento di crisi del meccanismo della riserva e ne predetermina lo sbocco: senza una regola di questo tipo, la mancata o invalida nomina genererebbe una situazione di incertezza protratta, dannosa soprattutto per la controparte che non si è riservata la nomina e che ha interesse a conoscere con sicurezza il soggetto verso cui indirizzare le proprie pretese.

Il meccanismo del contratto per persona da nominare

Il contratto per persona da nominare consente a una parte, lo stipulante, di riservarsi la facoltà di indicare successivamente la persona che acquisterà i diritti e assumerà gli obblighi nascenti dal contratto. Se la nomina interviene validamente e nei termini, gli effetti si producono in capo al soggetto nominato, retroattivamente. Tale meccanismo risponde a esigenze pratiche di flessibilità, ad esempio quando lo stipulante agisce in vista dell'individuazione successiva del reale interessato. L'art. 1405 c.c. si occupa di ciò che accade quando questo meccanismo non si perfeziona.

La regola della mancata o invalida dichiarazione

La disposizione stabilisce che, se la dichiarazione di nomina non è fatta validamente nel termine fissato dalla legge o dalle parti, il contratto produce i suoi effetti fra i contraenti originari. In altri termini, la riserva di nomina, non esercitata correttamente, si considera come non apposta ai fini della definitiva imputazione degli effetti, che si consolidano in capo allo stipulante. La regola opera sia quando la nomina manchi del tutto, sia quando vi sia stata ma in forma non valida o fuori termine, equiparando le due ipotesi sul piano degli effetti.

Il ruolo del termine

Il termine entro cui la nomina deve essere effettuata può essere stabilito dalla legge o dalla volontà delle parti. La sua funzione è quella di delimitare temporalmente la situazione di incertezza sul soggetto definitivamente vincolato. La scadenza del termine senza una valida dichiarazione produce un effetto di consolidamento automatico, che non richiede ulteriori manifestazioni di volontà. Tipicamente, le parti hanno interesse a fissare un termine congruo, sufficiente a consentire l'individuazione del nominato ma non così ampio da prolungare oltre misura la fase di pendenza.

La ratio di certezza del rapporto

La ratio della norma è chiaramente quella di assicurare la certezza del rapporto contrattuale. Un contratto privo, a tempo indeterminato, di un soggetto definitivamente vincolato sarebbe fonte di grave incertezza per la controparte, che non saprebbe verso chi indirizzare le proprie pretese. L'art. 1405 c.c. risolve il problema alla radice: trascorso il termine, la controparte sa con certezza che il contratto vincola lo stipulante. La disposizione protegge così l'affidamento del contraente che non si è riservato la nomina e garantisce stabilità all'assetto di interessi.

I requisiti di validità della nomina

Perché la nomina sia idonea a deviare gli effetti verso il nominato, occorre che essa sia valida, oltre che tempestiva. In linea generale, la validità presuppone il rispetto delle forme e l'accompagnamento da un'accettazione del nominato o da una procura idonea, secondo la disciplina del contratto per persona da nominare. Qualora tali requisiti manchino, pur in presenza di una dichiarazione formalmente resa nel termine, la nomina è inefficace e si applica la regola dell'art. 1405 c.c., con consolidamento degli effetti in capo allo stipulante.

La fase di pendenza e la posizione delle parti

Tra la conclusione del contratto e la scadenza del termine per la nomina si apre una fase di pendenza, durante la quale l'individuazione del soggetto definitivamente vincolato resta incerta. In questa fase, lo stipulante è parte del contratto e ne è provvisoriamente vincolato, salvo che la nomina valida devii poi gli effetti verso il nominato. La controparte, dal canto suo, deve attendere l'esito della riserva, pur sapendo che, in difetto di valida nomina, sarà lo stipulante a restare obbligato. L'art. 1405 c.c. chiude questa fase di pendenza con una regola netta, che ne predetermina lo sbocco e impedisce che l'incertezza si protragga oltre il termine fissato, a beneficio della stabilità del rapporto.

Rilievo operativo e cautele

Sul piano pratico, chi si riserva la nomina deve curare con attenzione tanto la tempestività quanto la validità formale della dichiarazione, conservando prova dell'accettazione del nominato o del titolo che lo legittima. La controparte, dal canto suo, può confidare nel fatto che, decorso inutilmente il termine, il vincolo grava sullo stipulante. In definitiva, la norma stabilisce un punto fermo che evita zone grigie: o la nomina si perfeziona validamente nei termini, con deviazione degli effetti, oppure il contratto si stabilizza tra i contraenti originari, senza ulteriore incertezza.

Coordinamento con la disciplina del contratto per persona da nominare

L'art. 1405 c.c. non va letto isolatamente, ma in coordinamento con le altre disposizioni che governano il contratto per persona da nominare, le quali disciplinano la riserva, le forme e gli effetti della nomina valida. La norma in commento rappresenta la regola di chiusura del meccanismo: stabilisce cosa accade quando la riserva non si traduce in una nomina idonea. In tale prospettiva, la disposizione completa il quadro, garantendo che il particolare istituto della riserva di nomina, pensato per offrire flessibilità nella scelta del soggetto destinatario degli effetti, non si risolva mai in un vuoto soggettivo. Il sistema risulta così coerente: la flessibilità è ammessa, ma entro confini temporali e formali precisi, oltre i quali subentra la certezza del vincolo in capo ai contraenti originari.

Domande frequenti

Cosa accade se la dichiarazione di nomina non è fatta nel termine?

Il contratto produce i suoi effetti fra i contraenti originari. La riserva di nomina, non validamente esercitata, non impedisce il consolidamento degli effetti in capo allo stipulante.

Chi fissa il termine per la nomina?

Il termine può essere stabilito dalla legge o dalle parti. La sua scadenza senza valida dichiarazione produce un effetto di consolidamento automatico, senza necessità di ulteriori manifestazioni di volontà.

La regola vale anche se la nomina è invalida?

Sì. La mancanza di una nomina valida è equiparata alla sua assenza: in entrambi i casi il contratto produce effetti fra i contraenti originari.

Quali requisiti deve avere la nomina per essere valida?

In linea generale deve essere tempestiva e formalmente valida, accompagnata dall'accettazione del nominato o da un titolo idoneo a legittimarlo, secondo la disciplina del contratto per persona da nominare.

Qual è la finalità dell'art. 1405 c.c.?

Assicurare la certezza del rapporto contrattuale, evitando che la riserva di nomina lasci il contratto privo, a tempo indeterminato, di un soggetto definitivamente vincolato.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-20
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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