Testo dell'articoloVigente
In sintesi
- L’imposta sostitutiva forfettaria del regime neoresidenti (art. 24-bis TUIR) passa da 200.000 a 300.000 euro l’anno.
- Per ciascun familiare (art. 433 c.c.) che estende l’opzione, la sostitutiva passa da 25.000 a 50.000 euro.
- Il regime resta opzionale: forfettizza i redditi prodotti all’estero, mentre i redditi italiani restano tassati con IRPEF ordinaria.
- È pensato per gli high net worth individuals con rilevanti redditi esteri, in concorrenza con regimi analoghi (Portogallo, Spagna, Grecia).
- La convenienza dipende dall’ammontare dei redditi esteri: sopra una certa soglia il forfait resta vantaggioso anche a 300.000 euro.
Cosa prevede la Legge di Bilancio 2026
Il comma 25 della Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) modifica l’art. 24-bis, comma 2, del TUIR (D.P.R. 917/1986): l’imposta sostitutiva forfettaria annua del regime dei neoresidenti sale da 200.000 a 300.000 euro, e da 25.000 a 50.000 euro per ciascun familiare che estende a sé l’opzione.
Approfondimento normativo completo: Comma 25 LB26: regime impatriati alti redditi art. 24-bis TUIR a.
Come funziona il regime dei neoresidenti dopo la modifica
L’art. 24-bis del TUIR, introdotto dalla Legge di Bilancio 2017 (art. 1, c. 152, L. 232/2016), consente a chi trasferisce la residenza fiscale in Italia di optare per un’imposta sostitutiva forfettaria sui redditi prodotti all’estero, in alternativa alla tassazione ordinaria mondiale (worldwide).
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Il neoresidente che opta paga comunque l’IRPEF ordinaria sui redditi prodotti in Italia (lavoro, immobili italiani, dividendi e plusvalenze qualificate italiane) e, in più, l’imposta sostitutiva forfettaria annua sui redditi esteri, a prescindere dal loro ammontare.
Il comma 25 della Legge di Bilancio 2026 alza l’asticella di questo forfait: da 200.000 a 300.000 euro l’anno per il contribuente e da 25.000 a 50.000 euro per ciascun familiare che aderisce. La logica del regime non cambia; cambia il prezzo d’ingresso.
Quando il forfait a 300.000 euro resta conveniente
- Stimare l’ammontare complessivo dei redditi prodotti all’estero (dividendi, interessi, plusvalenze, redditi immobiliari esteri).
- Calcolare l’IRPEF ordinaria che si pagherebbe su quegli stessi redditi esteri in regime worldwide.
- Confrontare quel valore con la sostitutiva forfettaria di 300.000 euro: il forfait conviene quando l’IRPEF teorica supera 300.000 euro.
- Considerare i familiari: ogni adesione costa 50.000 euro, ma forfettizza separatamente i loro redditi esteri.
- Valutare i profili non fiscali (esenzione da monitoraggio RW sui patrimoni esteri, esclusione da IVIE/IVAFE) che accompagnano il regime.
Caso 1 – Tizio, manager con 4 milioni di redditi esteri
Scenario. Tizio trasferisce la residenza in Italia e ha circa 4 milioni di euro l’anno di dividendi e plusvalenze estere. Si chiede se, con la sostitutiva salita a 300.000 euro, il regime convenga ancora.
Come si legge in pratica. In regime ordinario quei 4 milioni sarebbero tassati con aliquote marginali elevate, generando un’imposta ben superiore a 300.000 euro. La sostitutiva forfettaria a 300.000 euro resta quindi conveniente: Tizio paga 300.000 euro fissi sui redditi esteri, qualunque ne sia l’importo, oltre all’IRPEF ordinaria sugli eventuali redditi italiani.
In pratica
- Redditi esteri forfettizzati a 300.000 euro l’anno.
- IRPEF ordinaria solo sui redditi prodotti in Italia.
- Convenienza tanto maggiore quanto più alti sono i redditi esteri.
Caso 2 – Caio valuta la soglia di indifferenza
Scenario. Caio ha redditi esteri più contenuti e vuole capire sotto quale livello il forfait non conviene più.
Come si legge in pratica. Il punto di indifferenza si raggiunge quando l’IRPEF ordinaria teorica sui redditi esteri eguaglia i 300.000 euro di forfait. Sotto quella soglia, pagare l’IRPEF ordinaria sui redditi esteri costa meno del forfait; sopra, conviene il regime sostitutivo. Il calcolo va fatto in concreto, perché dipende dalla composizione dei redditi e dalle relative aliquote.
Regola pratica
- Forfait conveniente quando IRPEF teorica sui redditi esteri > 300.000 euro.
- Sotto la soglia, può convenire la tassazione ordinaria.
- Il confronto va personalizzato sulla composizione dei redditi.
Caso 3 – Sempronio estende l'opzione alla famiglia
Scenario. Sempronio aderisce al regime e vuole includere coniuge e due figli maggiorenni, anch’essi con redditi esteri. Quanto costa l’estensione?
Come si legge in pratica. Ogni familiare ex art. 433 c.c. che estende a sé l’opzione paga una sostitutiva di 50.000 euro l’anno (era 25.000). Per tre familiari l’onere aggiuntivo è quindi di 150.000 euro l’anno, che forfettizza i rispettivi redditi esteri. Anche qui la convenienza dipende dall’entità dei redditi esteri di ciascuno.
Costo estensione
- 50.000 euro l’anno per ogni familiare aderente (era 25.000).
- Tre familiari: +150.000 euro l’anno.
- Forfettizza separatamente i redditi esteri di ciascuno.
Quando conviene una verifica
La scelta del regime neoresidenti richiede una pianificazione fiscale dedicata: conviene il parere di un fiscalista esperto di fiscalità internazionale: trova un fiscalista esperto.
Norme e fonti collegate
- Comma 25 LB26: regime impatriati alti redditi art. 24-bis TUIR a (Legge in Chiaro)
- Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) su Normattiva
Domande frequenti
Quanto costa il regime neoresidenti dal 2026?
Con il comma 25 della Legge di Bilancio 2026, l’imposta sostitutiva forfettaria annua dell’art. 24-bis TUIR sale da 200.000 a 300.000 euro, e da 25.000 a 50.000 euro per ciascun familiare che estende l’opzione.
Cosa copre il forfait di 300.000 euro?
Il forfait sostituisce l’imposizione ordinaria sui redditi prodotti all’estero, a prescindere dal loro ammontare. I redditi prodotti in Italia restano tassati con IRPEF ordinaria.
Quando conviene aderire?
Il regime conviene quando l’IRPEF ordinaria teorica sui redditi esteri supererebbe i 300.000 euro di forfait. La valutazione va fatta caso per caso sulla composizione dei redditi.
Quanto costa includere i familiari?
Ogni familiare ex art. 433 c.c. che estende a sé l’opzione paga 50.000 euro l’anno (in luogo dei precedenti 25.000).
Chi era già nel regime mantiene la vecchia imposta?
La decorrenza delle nuove soglie è regolata dal comma 26 della stessa legge, che àncora l’applicazione alla data di trasferimento della residenza in Italia. Chi ha trasferito la residenza prima del 1° gennaio 2026 segue regole diverse: va verificata la posizione specifica.
Domande frequenti
Quanto costa il regime neoresidenti dal 2026?
Con il comma 25 della Legge di Bilancio 2026, l'imposta sostitutiva forfettaria annua dell'art. 24-bis TUIR sale da 200.000 a 300.000 euro, e da 25.000 a 50.000 euro per ciascun familiare che estende l'opzione.
Cosa copre il forfait di 300.000 euro?
Il forfait sostituisce l'imposizione ordinaria sui redditi prodotti all'estero, a prescindere dal loro ammontare. I redditi prodotti in Italia restano tassati con IRPEF ordinaria.
Quando conviene aderire?
Il regime conviene quando l'IRPEF ordinaria teorica sui redditi esteri supererebbe i 300.000 euro di forfait. La valutazione va fatta caso per caso sulla composizione dei redditi.
Quanto costa includere i familiari?
Ogni familiare ex art. 433 c.c. che estende a sé l'opzione paga 50.000 euro l'anno (in luogo dei precedenti 25.000).
Chi era già nel regime mantiene la vecchia imposta?
La decorrenza delle nuove soglie è regolata dal comma 26 della stessa legge, che àncora l'applicazione alla data di trasferimento della residenza in Italia. Chi ha trasferito la residenza prima del 1° gennaio 2026 segue regole diverse: va verificata la posizione specifica.