In sintesi
- Sigarette: componente specifica a 32 euro/1.000 nel 2026, 35,50 nel 2027, 38,50 dal 2028.
- Tabacco trinciato a taglio fino: aliquota portata a 47 euro/kg nel 2026, poi 49 e 51.
- Altra categoria di tabacchi (lettera c): 161,50 euro/kg nel 2026, 165,50 nel 2027, 169,50 dal 2028.
- Norma in attesa di decreto attuativo dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli per le comunicazioni trimestrali.
- Le aliquote si applicano insieme a eventuali componenti ad valorem già previste dal testo unico accise.
Cosa prevede la Legge di Bilancio 2026
I commi 119-121 della legge di bilancio 2026 (L. 199/2025), in vigore dal 1° gennaio 2026 con effetti pluriennali fino al 2028, incrementano le accise sul tabacco lavorato modificando il D.Lgs. 504/1995: la componente specifica sulle sigarette sale a 32 euro/1.000 nel 2026, 35,50 nel 2027 e 38,50 dal 2028; le accise sui tabacchi trinciati e sulle altre categorie sono parimenti aumentate con valori differenziati per anno. Parte della disciplina attuativa è demandata all’Agenzia delle dogane e dei monopoli.
Approfondimento normativo completo: Commi 119-121 LB 2026: accise tabacchi e prodotti nicotina.
L'aumento progressivo delle accise sui tabacchi fino al 2028
La legge di bilancio 2026 interviene sulle accise sui prodotti del tabacco con una misura pluriennale: gli aumenti non si esauriscono nel 2026 ma seguono un percorso graduale sino al 2028. I commi 119-121 della L. 199/2025 modificano il D.Lgs. 504/1995, il testo unico delle imposte sulla produzione e sui consumi, agendo sulle aliquote specifiche di diverse categorie di tabacco lavorato. L’obiettivo è incrementare il prelievo fiscale sul tabacco con una progressione che consenta al mercato di adattarsi.
Per le sigarette, la modifica riguarda la componente specifica dell’accisa, ossia quella calcolata in valore fisso per mille sigarette, indipendentemente dal prezzo di vendita. I valori fissati dalla norma sono: 32 euro per 1.000 sigarette nell’anno 2026, 35,50 euro per 1.000 nell’anno 2027 e 38,50 euro per 1.000 a decorrere dall’anno 2028. Anche le altre categorie di tabacco lavorato — tra cui il tabacco trinciato a taglio fino e un’ulteriore categoria indicata alla lettera c) dell’articolo 39-octies del D.Lgs. 504/1995 — seguono analoghe traiettorie di aumento, con valori distinti.
Una parte della disciplina è demandata a un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, che dovrà definire il contenuto e le modalità delle comunicazioni trimestrali tra i depositi autorizzati. Fino alla pubblicazione di tale atto, la norma è pienamente vigente nelle sue componenti direttamente applicabili, mentre gli aspetti procedurali legati alle comunicazioni restano in attesa. Questa pagina sarà aggiornata quando il decreto verrà pubblicato.
Cosa sapere sulle accise tabacchi 2026-2028
- Sigarette 2026: componente specifica dell’accisa pari a 32 euro per 1.000 sigarette.
- Sigarette 2027: la componente sale a 35,50 euro per 1.000 sigarette.
- Sigarette dal 2028: la componente raggiunge 38,50 euro per 1.000 sigarette.
- Tabacco trinciato a taglio fino: 47 euro/kg nel 2026, 49 nel 2027, 51 dal 2028.
- Terza categoria (lettera c): 161,50 euro/kg nel 2026, 165,50 nel 2027, 169,50 dal 2028.
Caso 1: Tizio, fumatore abituale di sigarette
Scenario. Tizio fuma circa un pacchetto al giorno da 20 sigarette, per un totale di 7.300 sigarette l’anno (365 pacchetti). Si chiede come cambia il costo delle sigarette nel 2026 rispetto al 2025 in ragione dell’aumento della componente specifica dell’accisa stabilito dal comma 119 della legge di bilancio 2026.
Come si legge in pratica. Per 7.300 sigarette annue, la componente specifica dell’accisa nel 2026 è pari a 32 euro per 1.000 sigarette, ossia circa 233,60 euro di accisa specifica sull’intera quantità consumata da Tizio in un anno (7,3 × 32). Il confronto con il valore precedente (29,50 euro/1.000, ultimo anno prima della modifica) mostra un incremento di 2,50 euro per 1.000 sigarette, pari a circa 18,25 euro in più sull’anno per la sola componente specifica. L’accisa totale comprende anche una componente ad valorem, che dipende dal prezzo di vendita al pubblico; il calcolo definitivo del prezzo del pacchetto dipende anche da tale componente e dal margine del produttore.
Riepilogo Caso 1
- Consumo annuo: 7.300 sigarette (circa 365 pacchetti da 20).
- Componente specifica 2026: 32 euro per 1.000 sigarette.
- Componente specifica 2025 (valore sostituito): 29,50 euro per 1.000.
- Incremento componente specifica: 2,50 euro per 1.000, circa 18,25 euro/anno sul totale.
- Il prezzo finale dipende anche dalla componente ad valorem e dal prezzo di vendita.
Caso 2: Caia, distributore all'ingrosso di tabacchi
Scenario. Caia gestisce un deposito fiscale autorizzato che movimenta tabacchi sfusi, incluso tabacco trinciato a taglio fino, verso punti vendita al dettaglio. Con i commi 119-121 l’accisa sul trinciato sale progressivamente nel triennio 2026-2028. Caia deve aggiornare la propria pianificazione degli acquisti e delle comunicazioni con l’Agenzia delle dogane.
Come si legge in pratica. Per il tabacco trinciato a taglio fino, la norma fissa l’accisa a 47 euro per chilogrammo convenzionale nel 2026, contro il valore precedente di 37 euro/kg. Nel 2027 l’aliquota salirà a 49 euro/kg e dal 2028 a 51 euro/kg. Su un volume ipotetico di 1.000 kg movimentati nel 2026, l’aggravio rispetto al regime precedente sarebbe di 10.000 euro di accisa in più (10 euro/kg di incremento × 1.000 kg). Caia deve inoltre attendere il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli per conoscere le modalità delle comunicazioni trimestrali, attualmente in attesa di definizione.
Riepilogo Caso 2
- Prodotto: tabacco trinciato a taglio fino.
- Accisa 2026: 47 euro/kg convenzionale (era 37 euro/kg).
- Accisa 2027: 49 euro/kg; dal 2028: 51 euro/kg.
- Su 1.000 kg/anno, l’incremento 2026 vs. precedente è di 10.000 euro di accisa.
- Le modalità delle comunicazioni trimestrali sono in attesa di decreto attuativo.
Caso 3: Sempronio, produttore di tabacco lavorato (categoria lettera c)
Scenario. Sempronio è il responsabile fiscale di un’azienda manifatturiera che produce una categoria di tabacchi lavorati rientrante nella lettera c) dell’articolo 39-octies del D.Lgs. 504/1995. Deve aggiornare i propri modelli di pricing per il 2026 tenendo conto delle nuove aliquote introdotte dai commi 119-121.
Come si legge in pratica. Per la categoria di tabacchi indicata alla lettera c), i commi 119-121 sostituiscono le parole che fissavano il valore di riferimento con una scala triennale: 161,50 euro per chilogrammo nel 2026, 165,50 euro/kg nel 2027 e 169,50 euro/kg a decorrere dal 2028. Il valore precedente era di 140 euro/kg fino al 1° gennaio 2025. L’incremento 2026 rispetto al valore vigente prima della modifica è quindi di 21,50 euro/kg. Su una produzione ipotetica di 500 kg, ciò si traduce in circa 10.750 euro aggiuntivi di onere fiscale solo per l’anno 2026.
Riepilogo Caso 3
- Categoria: tabacchi lettera c) art. 39-octies D.Lgs. 504/1995.
- Accisa 2026: 161,50 euro/kg (era 140 euro/kg ante modifica).
- Accisa 2027: 165,50 euro/kg; dal 2028: 169,50 euro/kg.
- Su 500 kg/anno, l’aggravio 2026 rispetto al regime precedente è circa 10.750 euro.
- La norma è già in vigore; il decreto attuativo riguarda solo le comunicazioni trimestrali.
Quando conviene una verifica
Per analizzare l’impatto degli aumenti delle accise tabacchi sulla tua impresa: Consulta un esperto in accise e fiscalità del tabacco.
Norme e fonti collegate
- Commi 119-121 LB 2026: accise tabacchi e prodotti nicotina (Legge in Chiaro)
- Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) su Normattiva
Domande frequenti
Da quando si applicano i nuovi valori di accisa sulle sigarette previsti dalla legge di bilancio 2026?
I commi 119-121 della legge di bilancio 2026 (L. 199/2025) sono in vigore dal 1° gennaio 2026. Da quella data la componente specifica dell’accisa sulle sigarette è fissata a 32 euro per 1.000 sigarette. Il valore salirà a 35,50 euro per 1.000 nel 2027 e a 38,50 euro per 1.000 a decorrere dall’anno 2028, secondo la scala pluriennale stabilita dalla norma.
L'aumento delle accise riguarda solo le sigarette o anche altri prodotti del tabacco?
No, l’intervento è più ampio. I commi 119-121 modificano più lettere dell’articolo 39-octies del D.Lgs. 504/1995 e riguardano anche il tabacco trinciato a taglio fino (lettera b), portato a 47 euro/kg nel 2026, e un’ulteriore categoria (lettera c), portata a 161,50 euro/kg nel 2026. Entrambe le categorie seguono una progressione triennale fino al 2028. I prodotti a base di nicotina non da tabacco seguono discipline specifiche contemplate negli stessi commi ma non dettagliati nel testo coordinato disponibile.
Qual è il decreto attuativo in attesa e cosa disciplinerà?
Il provvedimento atteso è un atto del direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli che dovrà definire il contenuto e le modalità delle comunicazioni trimestrali tra i depositi autorizzati. Si tratta di un adempimento procedurale che non incide sull’entità delle aliquote, già determinate dalla legge. Le aliquote di accisa si applicano dal 1° gennaio 2026 a prescindere dall’emanazione del decreto.
Come si calcola l'accisa totale su un pacchetto di sigarette?
L’accisa sulle sigarette non è solo la componente specifica fissata a 32 euro per 1.000 nel 2026. Il D.Lgs. 504/1995 prevede un’accisa complessiva composta da una parte ad valorem (percentuale sul prezzo di vendita al pubblico) e dalla componente specifica. Il prezzo finale al consumatore include anche l’IVA. Il comma 119 modifica solo la componente specifica; le altre componenti dell’accisa rimangono regolate dalle disposizioni previgenti, salvo ulteriori interventi normativi.
Un gestore di tabaccheria deve adempiere a obblighi specifici in seguito ai commi 119-121?
Per il dettagliante, gli obblighi principali rimangono quelli già previsti dal regime delle rivendite di tabacchi (concessione, listini prezzi, aggio). I commi 119-121 agiscono sulle aliquote di accisa, che vengono liquidate a monte nella filiera (fabbricanti e depositari autorizzati). Le nuove modalità di comunicazione trimestrale, una volta definite dal decreto del direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, riguarderanno prevalentemente i depositi autorizzati e non direttamente i rivenditori al dettaglio.