← Torna a Codice Civile
Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 1062 c.c. Destinazione del padre di famiglia

In vigore

La destinazione del padre di famiglia ha luogo quando consta mediante qualunque genere di prova, che due fondi, attualmente divisi, sono stati posseduti dallo stesso proprietario, e che questi ha posto o lasciato le cose nello stato dal quale risulta la servitù. Se i due fondi cessarono di appartenere allo stesso proprietario, senza alcuna disposizione relativa alla servitù, questa si intende stabilita attivamente e passivamente a favore e sopra ciascuno dei fondi separati. CAPO V – Dell'esercizio delle servitù

In sintesi

  • La destinazione del padre di famiglia si costituisce quando due fondi attualmente divisi appartenevano allo stesso proprietario, il quale ha creato uno stato di fatto da cui risulta la servitù.
  • Al momento della separazione dei fondi, senza alcuna disposizione sulla servitù, questa si intende stabilita attivamente e passivamente a favore e sopra ciascun fondo separato.
  • La prova dello stato di fatto può essere fornita con qualsiasi mezzo.
  • Presupposti: identità originaria del proprietario, divisione attuale dei fondi, assenza di disposizioni contrarie al momento della divisione, apparenza della servitù (art. 1061 c.c.).
  • L'istituto evita che la divisione del fondo privi uno dei lotti di utilità già consolidate nello stato dei luoghi.

Commento all'art. 1062 c.c., Destinazione del padre di famiglia

L'art. 1062 c.c. disciplina la destinazione del padre di famiglia (latino: destinatio patris familias), un modo di acquisto a titolo originario della servitù prediale che prescinde da un contratto o testamento. L'istituto trova la sua ratio nell'esigenza di conservare, al momento della separazione di due fondi già appartenenti allo stesso proprietario, le utilità reciproche che questi aveva creato nello stato dei luoghi.

Presupposti

La norma richiede la compresenza di più elementi: (1) i due fondi devono essere attualmente divisi, cioè appartenere a proprietari diversi al momento in cui si fa valere la servitù; (2) devono aver appartenuto allo stesso proprietario in passato (non necessariamente in epoca recente); (3) il proprietario comune deve aver posto o lasciato le cose in uno stato dal quale risulta la servitù; (4) al momento della divisione non deve esservi stata alcuna disposizione relativa alla servitù; (5) la servitù deve essere apparente ex art. 1061 c.c., poiché questo modo di acquisto è espressamente escluso per le servitù non apparenti.

Prova

La legge ammette «qualunque genere di prova» per dimostrare il pregresso possesso unitario e lo stato dei luoghi. Sono ammessi documenti, testimonianze, perizie, fotografie, rilievi catastali, planimetrie storiche. Non vi è gerarchia tra i mezzi istruttori.

Effetti: servitù attiva e passiva

Se al momento della separazione i proprietari non hanno disposto nulla in merito alla servitù, questa si considera costituita attivamente (a favore del fondo dominante) e passivamente (a carico del fondo servente). La formula «a favore e sopra ciascuno dei fondi separati» indica che entrambi i fondi assumono contemporaneamente la posizione di dominante e servente nelle rispettive direzioni, se lo stato dei luoghi lo consente.

Distinzione dall'usucapione

A differenza dell'usucapione, la destinazione del padre di famiglia non richiede il decorso di un termine. È sufficiente che, al momento della divisione dei fondi, lo stato di fatto sia tale da rivelare l'esistenza della servitù. Non è necessario un atto formale: l'effetto si produce automaticamente per legge.

Domande frequenti

È necessario un atto scritto per far valere la destinazione del padre di famiglia?

No. La servitù sorge automaticamente per legge al momento della divisione dei fondi, senza bisogno di un atto formale. La prova dello stato di fatto può essere fornita con qualsiasi mezzo.

Cosa succede se al momento della divisione le parti hanno esplicitamente escluso la servitù?

La destinazione del padre di famiglia non opera. La norma richiede l'assenza di qualsiasi disposizione relativa alla servitù al momento della separazione. Se le parti hanno espressamente escluso o regolato la servitù, prevale la volontà negoziale.

La destinazione del padre di famiglia si applica alle servitù non apparenti?

No. L'art. 1061 c.c. esclude espressamente che le servitù non apparenti possano essere acquistate per destinazione del padre di famiglia. Sono necessarie opere visibili e permanenti destinate all'esercizio della servitù.

Per quanto tempo deve essere durato il possesso unitario dei fondi?

La legge non fissa una durata minima. È sufficiente che in un qualsiasi momento del passato i due fondi abbiano appartenuto allo stesso proprietario e che questi abbia creato lo stato di fatto da cui risulta la servitù.

La servitù acquisita per destinazione del padre di famiglia deve essere trascritta?

La trascrizione non è necessaria per la costituzione della servitù, che sorge automaticamente per legge. Tuttavia, la trascrizione è opportuna ai fini dell'opponibilità ai terzi aventi causa dal proprietario del fondo servente (art. 2643 c.c.).

A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i principali codici italiani (C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., Costituzione, C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B.). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione.
Avvertenza: il testo è pubblicato a fini informativi e divulgativi. Per casi specifici è sempre consigliato rivolgersi a un professionista abilitato.