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Ultimo aggiornamento: 5 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti
  3. Vedi anche
In sintesi
Il datore di lavoro tratta dati personali dei dipendenti in qualità di titolare del trattamento e deve rispettare il GDPR: fornire un'informativa completa, trattare solo i dati necessari, garantire misure di sicurezza adeguate e consentire l'esercizio dei diritti (accesso, rettifica, cancellazione). I dati particolari — salute, dati sindacali — hanno tutele rafforzate.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Guida pratica · Lavoro · Sicurezza e tutele della persona

In sintesi

Il datore di lavoro tratta dati personali dei dipendenti in qualità di titolare del trattamento e deve rispettare il GDPR: fornire un’informativa completa, trattare solo i dati necessari, garantire misure di sicurezza adeguate e consentire l’esercizio dei diritti (accesso, rettifica, cancellazione). I dati particolari — salute, dati sindacali — hanno tutele rafforzate.

Riferimento normativo

Reg. UE 2016/679 (GDPR); D.Lgs. 196/2003 come modificato dal D.Lgs. 101/2018

Tabella riepilogativa

Diritti del lavoratore ai sensi del GDPR
Diritto Contenuto Termine di risposta del datore
Accesso (art. 15) Sapere quali dati personali vengono trattati e ottenerne copia 1 mese (prorogabile di altri 2)
Rettifica (art. 16) Correggere dati inesatti o incompleti 1 mese
Cancellazione (art. 17) Ottenere la cancellazione in presenza dei presupposti di legge 1 mese
Limitazione (art. 18) Sospendere temporaneamente il trattamento in caso di contestazione 1 mese
Opposizione (art. 21) Opporsi al trattamento per motivi legati alla situazione particolare Valutazione caso per caso
Portabilità (art. 20) Ricevere i propri dati in formato strutturato e trasferirli ad altro titolare 1 mese

Il datore come titolare del trattamento

Nel rapporto di lavoro il datore è il titolare del trattamento dei dati personali dei dipendenti. Questo significa che deve determinare le finalità e i mezzi del trattamento nel rispetto del GDPR: raccogliere solo i dati necessari e pertinenti alla gestione del rapporto (principio di minimizzazione), conservarli per il tempo strettamente necessario, adottare misure di sicurezza adeguate e fornire al lavoratore un’informativa chiara e completa prima di iniziare il trattamento.

I dati particolari nel rapporto di lavoro

Alcune categorie di dati hanno tutele rafforzate ai sensi dell’art. 9 GDPR: dati sulla salute (cartella sanitaria, certificati di malattia, idoneità lavorativa), dati sull’appartenenza sindacale, dati su condanne penali. Il datore può trattarli solo in presenza di una specifica base giuridica (obbligo di legge, esecuzione del contratto di lavoro) e con garanzie aggiuntive. Non può, ad esempio, comunicare ai colleghi la diagnosi di un dipendente in malattia.

Come esercitare i diritti GDPR verso il datore

Il lavoratore può esercitare i propri diritti inviando al datore — nella qualità di titolare del trattamento — una richiesta scritta (anche via e-mail). Il datore deve rispondere entro un mese, prorogabile di ulteriori due mesi per richieste complesse. In caso di mancata risposta o risposta insoddisfacente, il lavoratore può rivolgersi al Garante per la protezione dei dati personali o adire l’autorità giudiziaria.

Casi pratici

Tizio — richiede copia dei suoi dati di monitoraggio

Tizio sospetta che il datore registri i suoi accessi informatici in modo eccessivo. Esercita il diritto di accesso ex art. 15 GDPR: il datore deve fornire entro un mese copia di tutti i dati personali trattati e indicare le finalità. Se il trattamento non ha base giuridica, Tizio può chiedere la limitazione o la cancellazione.

Caia — certificato medico comunicato ai colleghi

Il responsabile di Caia informa i colleghi della diagnosi contenuta nel suo certificato di malattia. Si tratta di dato sulla salute (categoria particolare): la comunicazione a soggetti non autorizzati è una violazione del GDPR. Caia può presentare reclamo al Garante.

Sempronio — conservazione delle buste paga oltre il necessario

Sempronio ha lasciato l’azienda 15 anni fa e scopre che il vecchio datore conserva ancora tutte le sue buste paga. Il principio di limitazione della conservazione del GDPR impone di cancellare i dati non più necessari; Sempronio può chiedere la cancellazione dei dati eccedenti, fermo restando l’obbligo di conservazione previsto da specifiche norme fiscali e previdenziali.

Domande frequenti

Il datore può comunicare a terzi i miei dati sanitari?

No, salvo che vi sia una base giuridica specifica (obbligo di legge, es. comunicazione all’INAIL in caso di infortunio). I dati sulla salute sono dati particolari: il datore non può divulgarli a colleghi, clienti o altri soggetti non autorizzati.

Ho diritto a sapere cosa fa il datore con i miei dati?

Sì. Il datore deve fornire un’informativa completa ai sensi degli artt. 13-14 GDPR. Puoi anche esercitare il diritto di accesso (art. 15) per ottenere copia dei dati trattati e informazioni sulle finalità, i destinatari e i tempi di conservazione.

Il datore può conservare i dati dei dipendenti per sempre?

No. Il GDPR impone il principio di limitazione della conservazione: i dati devono essere conservati per il tempo necessario alle finalità per cui sono stati raccolti. Alcune norme fiscali e previdenziali stabiliscono termini minimi di conservazione (es. 10 anni per le scritture contabili), ma oltre tali obblighi i dati vanno cancellati.

Cosa posso fare se il datore non risponde alla mia richiesta GDPR?

Puoi presentare reclamo al Garante per la protezione dei dati personali (www.garanteprivacy.it) o ricorrere all’autorità giudiziaria. Il Garante può avviare un’istruttoria e, se riscontra violazioni, applicare sanzioni al titolare del trattamento.

I sindacati possono ricevere i miei dati dal datore?

Solo in presenza di base giuridica: ad esempio, l’appartenenza sindacale può essere comunicata al sindacato se il lavoratore ha espressamente autorizzato la delega delle quote. Il datore non può comunicare autonomamente dati sull’iscrizione sindacale senza il consenso del lavoratore.

Questa guida ha finalità divulgativa ed è aggiornata alla normativa vigente nel 2026. Gli importi, le durate e le condizioni possono variare in base al CCNL applicato e alla situazione individuale: per il proprio caso è consigliabile rivolgersi a un consulente del lavoro, al sindacato di categoria, al patronato o all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Domande frequenti

Il datore può comunicare a terzi i miei dati sanitari?

No, salvo che vi sia una base giuridica specifica (obbligo di legge, es. comunicazione all'INAIL in caso di infortunio). I dati sulla salute sono dati particolari: il datore non può divulgarli a colleghi, clienti o altri soggetti non autorizzati.

Ho diritto a sapere cosa fa il datore con i miei dati?

Sì. Il datore deve fornire un'informativa completa ai sensi degli artt. 13-14 GDPR. Puoi anche esercitare il diritto di accesso (art. 15) per ottenere copia dei dati trattati e informazioni sulle finalità, i destinatari e i tempi di conservazione.

Il datore può conservare i dati dei dipendenti per sempre?

No. Il GDPR impone il principio di limitazione della conservazione: i dati devono essere conservati per il tempo necessario alle finalità per cui sono stati raccolti. Alcune norme fiscali e previdenziali stabiliscono termini minimi di conservazione (es. 10 anni per le scritture contabili), ma oltre tali obblighi i dati vanno cancellati.

Cosa posso fare se il datore non risponde alla mia richiesta GDPR?

Puoi presentare reclamo al Garante per la protezione dei dati personali (www.garanteprivacy.it) o ricorrere all'autorità giudiziaria. Il Garante può avviare un'istruttoria e, se riscontra violazioni, applicare sanzioni al titolare del trattamento.

I sindacati possono ricevere i miei dati dal datore?

Solo in presenza di base giuridica: ad esempio, l'appartenenza sindacale può essere comunicata al sindacato se il lavoratore ha espressamente autorizzato la delega delle quote. Il datore non può comunicare autonomamente dati sull'iscrizione sindacale senza il consenso del lavoratore.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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