Testo dell'articoloVigente
Il diritto all’oblio consente di chiedere ai motori di ricerca la deindicizzazione di risultati che collegano il proprio nome a notizie non più attuali o rilevanti. La richiesta va al gestore del motore (es. Google); in caso di rifiuto, ci si rivolge al Garante.
Cos’è e quando si usa
Il diritto all’oblio, nella sua forma più nota, consente di chiedere ai motori di ricerca di rimuovere dai risultati associati al proprio nome i collegamenti a pagine contenenti informazioni non più attuali, eccessive o non più rilevanti. La deindicizzazione non cancella la pagina di origine, ma fa sì che non compaia più cercando il nominativo.
Il bilanciamento è tra la riservatezza dell’interessato e l’interesse pubblico all’informazione: per personaggi pubblici o fatti di attualità la richiesta può essere respinta. Ci si rivolge al gestore del motore (es. Google, tramite l’apposito modulo). In caso di rifiuto, l’interessato può presentare reclamo al Garante per la protezione dei dati personali o agire in giudizio.
Cosa deve contenere
- Dati identificativi del richiedente
- Indicazione degli URL da deindicizzare
- Termine di ricerca (di norma il nome e cognome)
- Motivazione (notizia datata, non più rilevante, dati eccessivi)
- Eventuale documentazione a sostegno
- Recapito per la risposta; luogo, data e firma
Fac-simile: richiesta di deindicizzazione
[LUOGO], [DATA] Modulo online del motore di ricerca / Email / PEC Spett.le [NOME MOTORE DI RICERCA] Alla c.a. del Titolare del trattamento / Privacy Team Oggetto: richiesta di deindicizzazione - diritto all'oblio (art. 17 GDPR) Io sottoscritto/a [NOME E COGNOME], nato/a a [LUOGO] il [DATA], chiedo la deindicizzazione dei seguenti URL dai risultati di ricerca associati al mio nome e cognome: - [URL 1] - [URL 2] Motivazione: tali risultati rinviano a informazioni [datate / non più attuali / eccessive] relative a [DESCRIVERE BREVEMENTE, es. una vicenda del ___ ormai conclusa], la cui permanenza nei risultati di ricerca lede in modo sproporzionato la mia riservatezza e non risponde più a un interesse pubblico attuale. Chiedo pertanto la rimozione dei suddetti collegamenti dai risultati ottenuti cercando il mio nominativo, ai sensi dell'art. 17 del GDPR. Allego copia del documento di identità per la verifica. Distinti saluti. [FIRMA] - [RECAPITI]
I campi tra parentesi quadre [COSÌ] vanno sostituiti con i tuoi dati. Verifica sempre date, importi e riferimenti prima dell’invio.
Come inviarlo e conservarlo
Il canale più diretto è il modulo online messo a disposizione dai principali motori di ricerca per le richieste di rimozione legate alla privacy: indica gli URL esatti, il termine di ricerca (il tuo nome) e le ragioni. Allega un documento d’identità per la verifica.
Se la richiesta viene respinta o ignorata, puoi presentare reclamo al Garante per la protezione dei dati personali o adire il giudice. Tieni presente che la deindicizzazione riguarda i risultati del motore: per rimuovere il contenuto alla fonte occorre rivolgersi all’editore o al gestore del sito che lo ospita.
Errori da evitare
- Chiedere la deindicizzazione di notizie di attualità o di interesse pubblico
- Non indicare gli URL specifici da rimuovere
- Confondere la deindicizzazione con la cancellazione del contenuto alla fonte
- Non documentare l’irrilevanza o la non attualità della notizia
Domande frequenti
La deindicizzazione cancella la notizia dal sito?
Posso sempre ottenerla?
Cosa faccio se il motore di ricerca rifiuta?
Questo modello ha finalità divulgativa e va adattato alla tua situazione concreta. Non sostituisce la consulenza di un avvocato o di un professionista qualificato: per controversie di valore o in caso di dubbio, fatti assistere prima di inviare comunicazioni con effetti giuridici.
Domande frequenti
La deindicizzazione cancella la notizia dal sito?
No. La deindicizzazione fa sì che il collegamento non compaia più tra i risultati di ricerca associati al tuo nome, ma la pagina resta online. Per rimuoverla del tutto occorre rivolgersi all'editore o al gestore del sito.
Posso sempre ottenerla?
No. Occorre bilanciare la tua riservatezza con l'interesse pubblico all'informazione: per fatti di attualità o relativi a personaggi pubblici la richiesta può essere legittimamente respinta.
Cosa faccio se il motore di ricerca rifiuta?
Puoi presentare reclamo al Garante per la protezione dei dati personali o agire in giudizio. È utile conservare la richiesta inviata e l'eventuale risposta negativa.
Vedi anche