Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Modelli e fac-simile · PA e privacy

In sintesi

Il diritto all’oblio consente di chiedere ai motori di ricerca la deindicizzazione di risultati che collegano il proprio nome a notizie non più attuali o rilevanti. La richiesta va al gestore del motore (es. Google); in caso di rifiuto, ci si rivolge al Garante.

Scheda rapida

Quando si usa
Per rimuovere dai motori notizie datate sul proprio nome
Forma
Scritta (modulo online o email/PEC)
Invio consigliato
Modulo del motore di ricerca; poi Garante
Riferimenti
Art. 17 GDPR; giurisprudenza UE (Google Spain)

Cos’è e quando si usa

Il diritto all’oblio, nella sua forma più nota, consente di chiedere ai motori di ricerca di rimuovere dai risultati associati al proprio nome i collegamenti a pagine contenenti informazioni non più attuali, eccessive o non più rilevanti. La deindicizzazione non cancella la pagina di origine, ma fa sì che non compaia più cercando il nominativo.

Il bilanciamento è tra la riservatezza dell’interessato e l’interesse pubblico all’informazione: per personaggi pubblici o fatti di attualità la richiesta può essere respinta. Ci si rivolge al gestore del motore (es. Google, tramite l’apposito modulo). In caso di rifiuto, l’interessato può presentare reclamo al Garante per la protezione dei dati personali o agire in giudizio.

Cosa deve contenere

  • Dati identificativi del richiedente
  • Indicazione degli URL da deindicizzare
  • Termine di ricerca (di norma il nome e cognome)
  • Motivazione (notizia datata, non più rilevante, dati eccessivi)
  • Eventuale documentazione a sostegno
  • Recapito per la risposta; luogo, data e firma

Fac-simile: richiesta di deindicizzazione

Fac-simile da compilare
[LUOGO], [DATA]

Modulo online del motore di ricerca / Email / PEC

Spett.le [NOME MOTORE DI RICERCA]
Alla c.a. del Titolare del trattamento / Privacy Team

Oggetto: richiesta di deindicizzazione - diritto all'oblio (art. 17 GDPR)

Io sottoscritto/a [NOME E COGNOME], nato/a a [LUOGO] il [DATA], chiedo la deindicizzazione dei seguenti URL dai risultati di ricerca associati al mio nome e cognome:

- [URL 1]
- [URL 2]

Motivazione: tali risultati rinviano a informazioni [datate / non più attuali / eccessive] relative a [DESCRIVERE BREVEMENTE, es. una vicenda del ___ ormai conclusa], la cui permanenza nei risultati di ricerca lede in modo sproporzionato la mia riservatezza e non risponde più a un interesse pubblico attuale.

Chiedo pertanto la rimozione dei suddetti collegamenti dai risultati ottenuti cercando il mio nominativo, ai sensi dell'art. 17 del GDPR.

Allego copia del documento di identità per la verifica.

Distinti saluti.

[FIRMA] - [RECAPITI]

I campi tra parentesi quadre [COSÌ] vanno sostituiti con i tuoi dati. Verifica sempre date, importi e riferimenti prima dell’invio.

Come inviarlo e conservarlo

Il canale più diretto è il modulo online messo a disposizione dai principali motori di ricerca per le richieste di rimozione legate alla privacy: indica gli URL esatti, il termine di ricerca (il tuo nome) e le ragioni. Allega un documento d’identità per la verifica.

Se la richiesta viene respinta o ignorata, puoi presentare reclamo al Garante per la protezione dei dati personali o adire il giudice. Tieni presente che la deindicizzazione riguarda i risultati del motore: per rimuovere il contenuto alla fonte occorre rivolgersi all’editore o al gestore del sito che lo ospita.

Errori da evitare

  • Chiedere la deindicizzazione di notizie di attualità o di interesse pubblico
  • Non indicare gli URL specifici da rimuovere
  • Confondere la deindicizzazione con la cancellazione del contenuto alla fonte
  • Non documentare l’irrilevanza o la non attualità della notizia

Domande frequenti

La deindicizzazione cancella la notizia dal sito?
No. La deindicizzazione fa sì che il collegamento non compaia più tra i risultati di ricerca associati al tuo nome, ma la pagina resta online. Per rimuoverla del tutto occorre rivolgersi all’editore o al gestore del sito.
Posso sempre ottenerla?
No. Occorre bilanciare la tua riservatezza con l’interesse pubblico all’informazione: per fatti di attualità o relativi a personaggi pubblici la richiesta può essere legittimamente respinta.
Cosa faccio se il motore di ricerca rifiuta?
Puoi presentare reclamo al Garante per la protezione dei dati personali o agire in giudizio. È utile conservare la richiesta inviata e l’eventuale risposta negativa.

Questo modello ha finalità divulgativa e va adattato alla tua situazione concreta. Non sostituisce la consulenza di un avvocato o di un professionista qualificato: per controversie di valore o in caso di dubbio, fatti assistere prima di inviare comunicazioni con effetti giuridici.

In sintesi

  • Il diritto all'oblio consente di chiedere ai motori di ricerca la deindicizzazione dei risultati che collegano il proprio nome a informazioni non più attuali o rilevanti (art. 17 GDPR).
  • La deindicizzazione non cancella la pagina di origine: ne impedisce la comparsa tra i risultati associati al nominativo.
  • La richiesta va indirizzata al gestore del motore di ricerca, tipicamente tramite l'apposito modulo online.
  • Il bilanciamento e' tra riservatezza dell'interessato e interesse pubblico all'informazione: per fatti di attualita' o personaggi pubblici la richiesta può essere respinta.
  • In caso di rifiuto o silenzio si può presentare reclamo al Garante per la protezione dei dati personali o agire in giudizio.
  • Per rimuovere il contenuto alla fonte occorre invece rivolgersi all'editore o al gestore del sito.
Indice dei contenuti

Il diritto all'oblio e' una delle articolazioni più note del diritto alla protezione dei dati personali: consente all'interessato di ottenere che il proprio nome non resti collegato, attraverso i motori di ricerca, a informazioni datate, eccessive o non più rilevanti. La sua base normativa e' l'art. 17 del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR), letto alla luce della giurisprudenza europea che ha riconosciuto la responsabilita' dei gestori dei motori come titolari del trattamento.

Deindicizzazione e cancellazione: una distinzione decisiva

La deindicizzazione opera sui risultati di ricerca: fa si' che, digitando il nominativo, non compaia più un determinato collegamento. Non incide invece sulla pagina di origine, che continua a esistere e a essere raggiungibile per altre vie. Per ottenere la rimozione del contenuto alla fonte occorre rivolgersi all'editore o al gestore del sito che lo ospita, con una distinta richiesta.

Il bilanciamento con l'interesse pubblico

Il diritto all'oblio non e' assoluto. La valutazione richiede un bilanciamento tra la riservatezza dell'interessato e l'interesse del pubblico ad accedere all'informazione, da apprezzare in concreto: rilevano l'attualita' della notizia, il ruolo pubblico della persona, la natura dei dati e il tempo trascorso. Per i fatti di attualita' o relativi a personaggi pubblici la richiesta può essere legittimamente respinta.

A chi si rivolge la richiesta

La richiesta va indirizzata, in prima battuta, al gestore del motore di ricerca, che mette a disposizione un modulo dedicato alle istanze di rimozione legate alla privacy. E' opportuno indicare con precisione gli URL da deindicizzare, il termine di ricerca (di norma nome e cognome) e le ragioni della richiesta, allegando un documento di identita' per la verifica.

Contenuto della richiesta

Una richiesta efficace contiene i dati identificativi dell'interessato, l'elenco puntuale degli URL, il termine di ricerca cui si riferisce, la motivazione - notizia datata, dati eccessivi, non più rilevanti - ed eventuale documentazione a sostegno. La specificita' degli URL e' essenziale: richieste generiche o cumulative tendono a essere respinte.

Cosa fare in caso di rifiuto

Se il gestore respinge la richiesta o non risponde, l'interessato può presentare reclamo al Garante per la protezione dei dati personali oppure adire l'autorita' giudiziaria. Il Garante valuta il bilanciamento e può ordinare la deindicizzazione; resta ferma la possibilita' di tutela giurisdizionale.

Errori da evitare

Tra gli errori più frequenti vi sono la richiesta di deindicizzazione di notizie di attualita' o di interesse pubblico, l'indicazione imprecisa o assente degli URL, la confusione tra deindicizzazione e cancellazione alla fonte. Curare questi aspetti aumenta sensibilmente le probabilita' di accoglimento.

Casi pratici

Caso 1: notizia datata e non più rilevante

Tizio scopre che, cercando il suo nome, compare un articolo che riferisce di una vicenda conclusa molti anni prima e oggi priva di interesse pubblico attuale. Compila il modulo del motore di ricerca indicando l'URL esatto, il termine di ricerca e la motivazione, allegando il documento di identita'. Ottenuta la deindicizzazione, il collegamento non compare più tra i risultati associati al suo nominativo.

Caso 2: rifiuto e reclamo al Garante

Caia chiede la deindicizzazione di un risultato, ma il gestore rifiuta ritenendo prevalente l'interesse pubblico. Caia presenta reclamo al Garante per la protezione dei dati personali, illustrando perché la notizia non sia più attuale né rilevante. Il Garante valuta il bilanciamento e decide sulla richiesta.

Domande frequenti

Cosa significa esattamente deindicizzare?

Significa rimuovere un collegamento dai risultati di ricerca associati al proprio nome; la pagina di origine non viene cancellata e resta raggiungibile per altre vie.

A chi va inviata la richiesta?

Al gestore del motore di ricerca, di norma tramite l'apposito modulo online dedicato alle richieste legate alla privacy, indicando gli URL, il termine di ricerca e le ragioni.

Si puo' sempre ottenere la deindicizzazione?

No. Occorre un bilanciamento con l'interesse pubblico: per notizie di attualita' o relative a personaggi pubblici la richiesta puo' essere respinta.

Cosa fare se il motore di ricerca rifiuta?

Si puo' presentare reclamo al Garante per la protezione dei dati personali oppure agire in giudizio per ottenere la rimozione dei collegamenti.

Come si rimuove il contenuto alla fonte?

La deindicizzazione riguarda solo i risultati del motore; per eliminare il contenuto originario occorre rivolgersi all'editore o al gestore del sito che lo ospita.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-20
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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