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La guida
Il lavoratore che assiste un familiare con disabilità grave ha diritto a 3 giorni di permesso retribuito al mese (art. 33 L. 104/1992). I dipendenti privati presentano prima la domanda all’INPS; poi comunicano al datore la fruizione. Qui trovi il fac-simile della richiesta e quelli per programmare, variare o rinunciare ai permessi.
Cos’è e quando si usa
L’art. 33, comma 3, della L. 104/1992 riconosce al lavoratore dipendente, pubblico o privato, tre giorni di permesso mensile retribuito, coperti da contribuzione figurativa e fruibili anche in modo continuativo o a ore, per assistere una persona con disabilità in situazione di gravità che non sia ricoverata a tempo pieno. Il lavoratore con disabilità grave può fruirne per sé: in alternativa ha due ore di permesso al giorno (un’ora se l’orario è inferiore a sei ore).
Possono chiederli il coniuge, la parte dell’unione civile, il convivente di fatto e i parenti o affini entro il secondo grado; entro il terzo grado se i genitori o il coniuge della persona assistita hanno compiuto 65 anni, sono affetti da patologie invalidanti o sono mancanti o deceduti. Chi ha diritto e quanti giorni spettano è spiegato nelle guide su a chi spettano i permessi 104 e su permessi 104 nel lavoro; qui trovi come presentare la richiesta e i modelli.
Come funziona la richiesta: prima l’INPS, poi il datore
Per i lavoratori dipendenti privati la domanda dei permessi si presenta online all’INPS (scheda INPS sui permessi); in alternativa tramite contact center (803 164 da rete fissa, 06 164164 da mobile) o patronato. La domanda ha validità dalla data di presentazione, deve contenere le dichiarazioni di responsabilità e va aggiornata comunicando le variazioni entro 30 giorni. Subito dopo il lavoratore comunica al datore che fruirà dei permessi, con la lettera qui sotto o il modulo aziendale. La legge non fissa un modulo né un termine di preavviso: eventuali regole di programmazione stanno nel CCNL o nei regolamenti aziendali.
La procedura INPS riguarda i dipendenti assicurati presso l’INPS per la maternità, cioè i privati. Per i dipendenti pubblici la richiesta si presenta all’amministrazione di appartenenza, con il modulo e le regole dell’ente.
Cosa deve contenere
- Dati del lavoratore e del datore
- Indicazione del familiare assistito e del grado di parentela (coniuge, parte dell’unione civile, convivente di fatto, parente o affine)
- Estremi del verbale di disabilità in situazione di gravità (art. 3, c. 3, L. 104)
- Richiesta dei 3 giorni mensili (o frazionamento orario)
- Eventuale programmazione delle giornate
- Luogo, data e firma
Fac-simile: richiesta di permessi ex L. 104/1992
[LUOGO], [DATA] Spett.le [NOME AZIENDA / DATORE DI LAVORO] Alla c.a. dell'Ufficio del Personale Oggetto: richiesta di permessi retribuiti ex art. 33 Legge 104/1992 Io sottoscritto/a [NOME E COGNOME], C.F. [CODICE FISCALE], dipendente con qualifica di [QUALIFICA], CHIEDO di poter fruire dei tre giorni di permesso mensile retribuito previsti dall'art. 33 della Legge n. 104/1992 per l'assistenza a [NOME E COGNOME DEL FAMILIARE], mio/mia [GRADO DI PARENTELA], riconosciuto/a in situazione di handicap grave ai sensi dell'art. 3, comma 3, della medesima legge (verbale [ENTE] n. [NUMERO] del [DATA]). Allego copia del provvedimento di riconoscimento e dell'autorizzazione INPS. Salvo necessità improvvise, comunicherò la programmazione mensile delle giornate di permesso. Resto a disposizione per ogni documentazione integrativa. Distinti saluti. [FIRMA]
I campi tra parentesi quadre [COSÌ] vanno sostituiti con i tuoi dati. Verifica sempre date, importi e riferimenti prima dell’invio.
Altri fac-simile: programmazione, variazioni e rinuncia
Se l’azienda chiede di programmare i giorni, puoi usare questa comunicazione mensile. La programmazione non è imposta dall’art. 33: dipende dal CCNL o dai regolamenti aziendali.
[LUOGO], [DATA] Spett.le [NOME AZIENDA / DATORE DI LAVORO] Alla c.a. dell'Ufficio del Personale Oggetto: programmazione dei permessi ex art. 33 Legge 104/1992 - mese di [MESE E ANNO] Io sottoscritto/a [NOME E COGNOME], facendo seguito alla richiesta già presentata, comunico che intendo fruire dei permessi mensili previsti dall'art. 33 della Legge n. 104/1992 nei seguenti giorni (o ore): [GIORNI / ORE]. Salvo imprevisti legati alla persona assistita, che comunicherò appena possibile. Distinti saluti. [FIRMA]
Se l’assistito muore, se cambiano le condizioni dichiarate nella domanda o se non vuoi più usare i permessi, devi comunicarlo tempestivamente sia all’INPS sia al datore: l’INPS chiede di segnalare entro 30 giorni le variazioni delle situazioni autocertificate.
[LUOGO], [DATA] Spett.le [NOME AZIENDA / DATORE DI LAVORO] Alla c.a. dell'Ufficio del Personale Oggetto: comunicazione relativa ai permessi ex art. 33 Legge 104/1992 Io sottoscritto/a [NOME E COGNOME] comunico che, a decorrere dal [DATA]: - [è deceduto/a il familiare assistito / rinuncio a fruire dei permessi / è variata la seguente situazione: DESCRIZIONE]. Dalla data indicata non fruirò più dei permessi. Ho comunicato o comunicherò la variazione anche all'INPS. Distinti saluti. [FIRMA]
I campi tra parentesi quadre vanno sostituiti con i tuoi dati. Nel secondo modello cancella le ipotesi che non ti riguardano.
Come inviarlo e conservarlo
Consegna la lettera all’ufficio del personale o inviala con il canale che l’azienda usa (PEC, raccomandata, portale HR) e fatti rilasciare ricevuta. Allega copia del verbale e della comunicazione INPS di accoglimento della domanda. Conserva copia di verbali, autorizzazioni e comunicazioni.
Quando è possibile, programma i giorni di permesso con l’azienda; in caso di esigenze improvvise comunica comunque l’assenza appena puoi.
Permessi da dividere con fratelli o altri familiari
Il limite di tre giorni al mese vale per ogni persona assistita: più familiari possono ottenere il permesso in via alternativa tra loro, a richiesta, ma i giorni complessivi restano tre (art. 33 L. 104/1992, comma 3). Ognuno presenta la propria domanda all’INPS e comunica al proprio datore i giorni scelti; conviene accordarsi per iscritto su chi usa quali giornate. Un lavoratore può assistere più persone con disabilità grave solo se sono il coniuge, la parte dell’unione civile, il convivente di fatto o un parente o affine di primo grado (di secondo grado se i genitori o il coniuge della persona assistita hanno più di 65 anni, hanno patologie invalidanti o sono mancanti).
Part-time, turni e assistito lontano
- Part-time verticale o misto fino al 50% dell’orario: i tre giorni si riproporzionano, con arrotondamento all’unità inferiore o superiore a seconda che la frazione sia fino a 0,50 o oltre; oltre il 50% spettano per intero (INPS).
- Turno di lavoro: un permesso fruito a copertura di un intero turno vale un giorno, anche per il lavoro notturno a cavallo di due giorni (INPS).
- Assistito a più di 150 km: chi usa i permessi deve documentare al datore, con titolo di viaggio o altro documento idoneo, di aver raggiunto il luogo di residenza dell’assistito (art. 33, comma 3-bis).
Errori da evitare
- Non presentare la domanda all’INPS (per i privati) e chiedere i permessi solo al datore
- Usare i permessi per finalità diverse dall’assistenza: il lavoratore decade dal diritto se il datore o l’INPS accertano che le condizioni non ci sono o sono venute meno, ferma la responsabilità disciplinare (art. 33, comma 7-bis)
- Non comunicare le variazioni (decesso, ricovero a tempo pieno, fine della validità del verbale)
- Non conservare copia del verbale e dell’autorizzazione
Domande frequenti
Quanti giorni di permesso spettano con la Legge 104?
Come si richiedono i permessi 104?
Posso chiedere i permessi direttamente al datore?
Quanti giorni prima vanno richiesti i permessi 104?
Chi può chiedere i permessi 104 per un familiare?
I permessi 104 sono pagati?
Posso dividere i permessi con un fratello?
Cosa devo fare se la persona assistita muore o cambiano le condizioni?
Questo modello ha finalità divulgativa e va adattato alla tua situazione concreta. Non sostituisce la consulenza di un avvocato o di un professionista qualificato: per controversie di valore o in caso di dubbio, fatti assistere prima di inviare comunicazioni con effetti giuridici.
Approfondimento
Indice dei contenuti
La richiesta dei permessi della Legge 104 al datore è un passaggio formale ma delicato: una comunicazione ben redatta previene fraintendimenti e contestazioni. Va chiarito un punto che molti confondono: la lettera al datore non serve a ottenere il diritto, che nasce dal riconoscimento della disabilità grave e, per i privati, dalla domanda all'INPS, ma a comunicare quando e come il lavoratore intende fruirne.
Il fondamento: l'art. 33 L. 104/1992
L'art. 33, comma 3, riconosce al lavoratore dipendente, pubblico o privato, tre giorni di permesso mensile retribuito, coperti da contribuzione figurativa e fruibili anche in modo continuativo, per assistere una persona con disabilità in situazione di gravità non ricoverata a tempo pieno. Il lavoratore con disabilità grave può fruirne per sé, in alternativa a due ore di permesso al giorno.
Prima l'INPS, poi il datore
Per i dipendenti privati la domanda si presenta online all'INPS, direttamente o tramite contact center o patronato, con le dichiarazioni di responsabilità richieste. Ha validità dalla data di presentazione. Solo dopo il lavoratore comunica al datore la fruizione. Per i dipendenti pubblici la richiesta segue la procedura dell'amministrazione.
Cosa deve contenere la richiesta
Una comunicazione completa indica i dati del lavoratore e del datore, la persona assistita e il grado di parentela, gli estremi del verbale di disabilità grave, la richiesta dei tre giorni mensili o del frazionamento orario, l'eventuale programmazione, luogo, data e firma.
La programmazione delle giornate
L'art. 33 non impone un preavviso né una programmazione: se sono previsti, derivano dal CCNL o dai regolamenti aziendali. Indicare le giornate previste agevola l'organizzazione del servizio, con la flessibilità che l'assistenza richiede.
Retribuzione e copertura previdenziale
I permessi sono retribuiti e coperti da contribuzione figurativa. L'indennità è anticipata dal datore e conguagliata con i contributi dovuti all'INPS; la tredicesima è inclusa nell'indennità erogata dall'INPS.
Variazioni e abuso
Ogni variazione delle condizioni dichiarate va comunicata a INPS e datore, per l'INPS entro 30 giorni. Se il datore o l'INPS accertano che le condizioni non sussistono o sono venute meno, il lavoratore decade dai diritti, ferma la responsabilità disciplinare (art. 33, comma 7-bis).
Casi pratici
Caso 1: prima richiesta dopo la domanda INPS
Tizio ha presentato all'INPS la domanda per assistere la madre con disabilità grave. Comunica al datore che fruirà dei permessi, indicando il grado di parentela, gli estremi del verbale e, ove possibile, le giornate del mese. Conserva copia della domanda, della comunicazione e del verbale.
Caso 2: permessi divisi con il fratello
Caia e il fratello assistono il padre con disabilità grave. Il limite resta di tre giorni al mese per il padre: concordano per iscritto chi usa quali giornate, ciascuno presenta la propria domanda all'INPS e comunica al proprio datore i giorni scelti.