- Presso l’ISPESL (ora INAIL) è tenuto un registro nazionale dei casi di malattia o decesso dovuti all’esposizione ad agenti biologici sul lavoro.
- I medici e le strutture sanitarie che refertano tali casi trasmettono all’ISPESL/INAIL copia della documentazione clinica.
- Le modalità di tenuta del registro e di trasmissione della documentazione sono determinate con decreto ministeriale.
- Il Ministero fornisce alla Commissione europea i dati del registro su richiesta.
Art. 281 D.Lgs. 81/2008 (SIC) – Registro dei casi di malattia e di decesso
In vigore dal 15/05/2008
1. Presso l’ISPESL è tenuto un registro dei casi di malattia ovvero di decesso dovuti all’esposizione ad agenti biologici.
2. I medici, nonché le strutture sanitarie, pubbliche o private, che refertano i casi di malattia, ovvero di decesso di cui al comma 1, trasmettono all’ISPESL copia della relativa documentazione clinica.
3. Con decreto dei Ministri della salute e del lavoro e della previdenza sociale, sentita la Commissione consultiva, sono determinati il modello e le modalità di tenuta del registro di cui al comma 1, nonché le modalità di trasmissione della documentazione di cui al comma
2. 4. Il ((Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali)) fornisce alla Commissione CE, su richiesta, informazioni su l’utilizzazione dei dati del registro di cui al comma 1.
Stesso numero, altri codici
- Art. 281 Codice Civile: Divieto di legittimazione
- Articolo 281 Codice della Crisi d'Impresa e dell’Insolvenza
- Articolo 281 Codice di Procedura Civile: Rinnovazione di prove davanti al collegio
- Articolo 281 Codice di Procedura Penale: Divieto di espatrio
- Articolo 281 Codice Penale: Offesa alla libertà del Capo del Governo
Il registro nazionale delle malattie da agenti biologici: uno strumento epidemiologico
L’art. 281 D.Lgs. 81/2008 istituisce un registro centralizzato delle malattie professionali e dei decessi riconducibili all’esposizione ad agenti biologici sul lavoro. Questo registro opera a livello nazionale presso l’ISPESL (le cui competenze sono state trasferite all’INAIL dal D.Lgs. 106/2009) e si affianca al registro individuale degli esposti di cui all’art. 280 SIC: mentre quest'ultimo monitora la popolazione esposta, il registro dell’art. 281 monitora gli esiti sanitari avversi (malattie e decessi).
La disposizione è espressione del sistema di sorveglianza epidemiologica delle malattie professionali che il D.Lgs. 81/2008 ha organicamente strutturato, in attuazione degli obblighi derivanti dalla direttiva 2000/54/CE. La disponibilità di un registro centralizzato consente alle autorità sanitarie di: identificare cluster epidemiologici di malattie infettive professionali; valutare l’efficacia delle misure di prevenzione adottate nel tempo; aggiornare le classificazioni degli agenti biologici in funzione dei dati di morbilità e mortalità professionali; pianificare campagne di vaccinazione o sorveglianza mirate per categorie professionali a rischio.
L’obbligo di segnalazione dei medici e delle strutture sanitarie
Il comma 2 pone in capo ai medici, sia di medicina generale che specialisti, e alle strutture sanitarie (ospedali, cliniche, laboratori diagnostici) l’obbligo di trasmettere all’ISPESL/INAIL la documentazione clinica dei casi di malattia o decesso da agenti biologici. Questo obbligo di segnalazione è fondamentale per alimentare il registro, che altrimenti resterebbe incompleto. Non tutti i casi di malattia infettiva professionale vengono correttamente riconosciuti come tali: la trasmissione sistematica della documentazione da parte dei medici serve anche ad aggiornare i criteri di riconoscimento delle malattie professionali.
Nella pratica, il flusso di dati avviene attraverso le denuncia di malattia professionale all’INAIL (DM 27 aprile 2004), che prevede la compilazione del modulo AP5 da parte del medico che accerta la malattia, con allegata la documentazione sanitaria rilevante. L’INAIL raccoglie questi dati nel proprio sistema informativo e li rielabora per le finalità statistiche e epidemiologiche del registro.
La comunicazione alla Commissione europea
Il comma 4 richiede che il Ministero fornisca alla Commissione europea, su richiesta, informazioni sull’utilizzazione dei dati del registro. Questo obbligo di trasparenza verso le istituzioni europee si inserisce nel contesto del sistema europeo di sorveglianza delle malattie professionali, coordinato dall’ECDC (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) e dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA). I dati italiani confluiscono nelle analisi comparative europee sull’incidenza delle malattie professionali da agenti biologici, contribuendo alla revisione periodica della direttiva 2000/54/CE.
La relazione con il sistema MALPROF dell’INAIL
In attuazione dell’art. 281, l’INAIL gestisce il sistema MALPROF (sistema di sorveglianza epidemiologica delle malattie professionali), che raccoglie le segnalazioni dei medici e delle strutture sanitarie relative alle malattie professionali, incluse quelle da agenti biologici, e le elabora a fini statistici. Il sistema MALPROF, integrato con il sistema dei flussi informativi correnti (denuncia INAIL, referto del medico di base, scheda di dimissione ospedaliera), fornisce il quadro epidemiologico nazionale delle malattie professionali da agenti biologici che alimenta il registro dell’art. 281.
Domande frequenti
Un medico di medicina generale che diagnostica una TBC polmonare a un lavoratore di laboratorio deve segnalarla all’INAIL ai sensi dell’art. 281?
Sì, se il medico ritiene che la malattia sia correlata all’esposizione professionale ad agenti biologici (Mycobacterium tuberculosis, Gruppo 3). La segnalazione avviene tramite la denuncia di malattia professionale all’INAIL (modulo AP5) con allegata documentazione clinica. L’obbligo riguarda sia il medico che la struttura sanitaria che ha effettuato la diagnosi.
I dati del registro dell’art. 281 sono pubblici?
I dati aggregati e anonimi vengono pubblicati dall’INAIL nelle proprie relazioni annuali sulle malattie professionali. I dati individuali sono coperti dal segreto professionale e non vengono resi pubblici. Le informazioni vengono fornite alla Commissione europea in forma anonimizzata e aggregata, come previsto dal comma 4.
Il decesso di un lavoratore per sepsi causata da Staphylococcus aureus contratto in ospedale deve essere segnalato per il registro dell’art. 281?
Sì, se il decesso è correlato all’esposizione professionale ad agenti biologici. Staphylococcus aureus è classificato nel Gruppo 2. La struttura sanitaria che certifica il decesso deve trasmettere all’INAIL la documentazione clinica. La distinzione rilevante è se l’infezione sia stata contratta nell’esercizio dell’attività lavorativa (infezione professionale) o meno.
Con quale frequenza l’INAIL pubblica i dati del registro delle malattie da agenti biologici?
L’INAIL pubblica annualmente la relazione annuale sulle malattie professionali, che include dati sulle malattie infettive di origine professionale. Tuttavia, il registro ex art. 281 non ha una frequenza di pubblicazione autonoma stabilita dalla norma: la cadenza dipende dalle modalità organizzative determinate con il decreto ministeriale previsto dal comma 3.