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Ultimo aggiornamento: 16 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
In sintesi
  • Il comma 882 autorizza la spesa di 500.000 euro per l’anno 2027 a favore del patrimonio culturale nazionale.
  • 250.000 euro sono destinati alla prosecuzione degli interventi del progetto «Grande Maxxi» di Roma.
  • Ulteriori 250.000 euro sono assegnati per le attività preliminari del progetto «Maxxi Med».
  • La misura si inquadra nella strategia di sviluppo di poli museali innovativi con ricadute economiche e sociali sui territori.
  • Il finanziamento integra le risorse ordinarie del Ministero della cultura per il museo MAXXI.
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Comma 882 Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) — Cultura Turismo Sport

In vigore dal: In vigore dal 1° gennaio 2026.

Testo coordinato

. Al fine di sostenere la valorizzazione del patrimonio culturale nazionale e di favorire lo sviluppo di poli museali innovativi con ricadute economiche e sociali per i territori, è autorizzata la spesa di 500.000 euro per l’anno 2027 da destinare, quanto a 250.000 euro, per la prosecuzione degli interventi relativi al progetto «Grande Maxxi» di Roma e, quanto a 250.000 euro, per l’avvio delle attività preliminari previste dal protocollo siglato per la realizzazione del progetto «Maxxi Med».

Cornice della misura

Il comma 882 della Legge di Bilancio 2026 stanzia 500.000 euro per l’anno 2027 a sostegno del MAXXI (Museo nazionale delle arti del XXI secolo) di Roma, fondazione costituita ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 12 dicembre 2009. La dotazione è ripartita in parti uguali tra due linee di intervento. La prima, da 250.000 euro, finanzia la prosecuzione del progetto «Grande Maxxi», un piano di sviluppo infrastrutturale e culturale dell’area museale di via Guido Reni a Roma. La seconda, anch’essa da 250.000 euro, sostiene le attività preliminari del progetto «Maxxi Med», polo museale del Mediterraneo previsto dall’omonimo protocollo di intesa.

Riferimenti normativi e cornice costituzionale

La misura si colloca nel quadro più ampio della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, principio fondamentale dell’articolo 9 della Costituzione, che impegna la Repubblica a promuovere lo sviluppo della cultura e a tutelare il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Sul piano della legislazione ordinaria, il finanziamento si raccorda con il Codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42), in particolare con gli articoli 6 e 111 sulla valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale. La fondazione MAXXI è sottoposta alla vigilanza del Ministero della cultura e riceve un contributo annuo statale ai sensi della legge 23 febbraio 2001, n. 29, che istituì il museo.

Profili di gestione e accountability

Trattandosi di contributo a una fondazione di diritto privato a partecipazione pubblica, il MAXXI dovrà rendicontare l’utilizzo delle somme secondo i criteri del proprio statuto e del decreto di assegnazione che verrà emanato dal Ministero della cultura. La fondazione è iscritta nell’elenco ISTAT delle pubbliche amministrazioni ed è pertanto soggetta a controlli della Corte dei conti ai sensi dell’articolo 12 della legge 21 marzo 1958, n. 259, sulla partecipazione della Corte dei conti al controllo sulla gestione finanziaria degli enti a cui lo Stato contribuisce in via ordinaria. La trasparenza sull’impiego dei fondi pubblici discende inoltre dagli obblighi di pubblicità del D.Lgs. 33/2013 (riordino della disciplina sulla trasparenza). Per le imprese fornitrici della fondazione MAXXI restano applicabili le regole sull’emissione delle fatture verso pubbliche amministrazioni: fatturazione elettronica obbligatoria ex art. 1, commi da 209 a 214, L. 244/2007, e meccanismo dello split payment ex art. 17-ter del DPR 633/1972, salvo eccezioni soggettive.

Riflessi per il fundraising privato e l’Art bonus

L’intervento pubblico funge da effetto leva per ulteriori contributi privati. Le erogazioni liberali a favore della Fondazione MAXXI, in quanto ente che gestisce attività di valorizzazione del patrimonio culturale pubblico, possono beneficiare dell’Art bonus introdotto dall’articolo 1 del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito dalla legge 29 luglio 2014, n. 106: credito di imposta del 65% per persone fisiche e imprese sulle erogazioni liberali in denaro effettuate per interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici. In alternativa, per le persone fisiche, le erogazioni a favore di istituti e fondazioni che svolgono o promuovono attività di studio, ricerca e documentazione di rilevante valore culturale o artistico possono dare diritto alla detrazione IRPEF del 19% prevista dall’articolo 15, comma 1, lettera h), del TUIR. Per le imprese, l’articolo 100, comma 2, lettera m), TUIR ammette in deduzione le erogazioni liberali a favore di soggetti pubblici e fondazioni con finalità culturali. I due regimi (Art bonus e detrazione/deduzione TUIR) non sono cumulabili sulla stessa erogazione: la scelta dipende dalla convenienza fiscale specifica.

Effetti economico-territoriali attesi

La norma esplicita la finalità di sviluppare poli museali innovativi con ricadute economiche e sociali per i territori. Il MAXXI di Roma rappresenta un’esperienza di successo nel modello dei musei nazionali contemporanei, con un’attrazione di visitatori italiani e internazionali e un impatto significativo sull’ecosistema turistico-culturale dell’area Flaminio-Salario. Il progetto Maxxi Med, di prospettiva mediterranea, mira a replicare e ampliare l’impatto in altre realtà del territorio nazionale, in particolare nel Sud Italia, valorizzando il ruolo dell’Italia come ponte culturale del Mediterraneo. Sul piano fiscale-territoriale, i poli museali generano indotto turistico tassabile (alberghi, ristorazione, servizi) e contributi all’imposta di soggiorno applicata dai Comuni ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, sul federalismo fiscale municipale. Le imprese del settore turistico-culturale operanti nelle aree di gravitazione del MAXXI possono inoltre beneficiare di specifici incentivi fiscali, come il credito d’imposta per le strutture ricettive ex articolo 79 del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104.

Domande frequenti

I 500.000 euro sono cumulativi o suddivisi tra esercizi?

Sono interamente riferiti all’esercizio 2027. La norma non prevede un finanziamento pluriennale: si tratta di un’autorizzazione di spesa una tantum per il solo anno 2027. La suddivisione interna prevede 250.000 euro per il «Grande Maxxi» e 250.000 euro per le attività preliminari del «Maxxi Med». La somma andrà impegnata sul bilancio dello Stato per l’esercizio 2027 e trasferita alla Fondazione MAXXI secondo le tempistiche e le modalità che saranno dettagliate dal Ministero della cultura. Eventuali risorse non utilizzate dovranno seguire le regole ordinarie di chiusura dell’esercizio e di eventuale riassegnazione, salvo specifiche deroghe.

Le erogazioni liberali al MAXXI danno diritto all’Art bonus?

Sì. La Fondazione MAXXI rientra tra i soggetti beneficiari dell’Art bonus disciplinato dall’articolo 1 del decreto-legge 83/2014, convertito dalla legge 106/2014. Le erogazioni liberali in denaro effettuate per la manutenzione, protezione, restauro o sostegno di istituti e luoghi della cultura pubblici danno diritto a un credito di imposta del 65%, ripartito in tre quote annuali di pari importo, con tetto del 15% del reddito imponibile per persone fisiche ed enti non commerciali e del 5 per mille dei ricavi annui per le imprese. L’Art bonus non è cumulabile con altre agevolazioni fiscali su erogazioni liberali e va dichiarato sulla piattaforma artbonus.gov.it ai fini della pubblicità.

Qual è il rapporto tra Art bonus e detrazione del 19% ex art. 15 TUIR?

Si tratta di regimi alternativi non cumulabili sulla medesima erogazione. L’Art bonus offre un credito d’imposta del 65%, mediamente più vantaggioso per il donatore. La detrazione del 19% prevista dall’articolo 15, comma 1, lettera h), TUIR riguarda erogazioni liberali a Stato, enti pubblici, fondazioni e associazioni riconosciute legalmente che svolgono attività di studio, ricerca e documentazione di rilevante valore culturale o artistico. Quando il donatore è persona fisica e l’ente beneficiario rientra in entrambi i perimetri, la convenienza fiscale punta tipicamente all’Art bonus, fatti salvi i tetti quantitativi. Per le imprese il confronto va condotto con l’articolo 100, comma 2, lett. m), TUIR.

Cos’è il progetto Maxxi Med?

Il progetto Maxxi Med è un polo museale dedicato all’arte e alla cultura del Mediterraneo, oggetto di un protocollo di intesa promosso dal Ministero della cultura insieme alla Fondazione MAXXI e ad altri partner istituzionali. La sede preliminare prospettata è in area sud-italiana (con riferimenti politici a Messina), nell’ottica di estendere la rete del MAXXI oltre Roma e di valorizzare il dialogo culturale del bacino mediterraneo. I 250.000 euro stanziati dal comma 882 servono a finanziare le attività preliminari (studi di fattibilità, progettazione, eventi inaugurali) e non rappresentano ancora la dotazione operativa del polo, che richiederà ulteriori interventi di finanziamento.

I fornitori della Fondazione MAXXI sono soggetti a split payment?

Sì. La Fondazione MAXXI è iscritta nell’elenco ISTAT delle pubbliche amministrazioni ed è quindi soggetta al meccanismo dello split payment ai sensi dell’articolo 17-ter del DPR 26 ottobre 1972, n. 633. I fornitori emettono fattura elettronica con annotazione «scissione dei pagamenti» e l’IVA è versata direttamente dalla fondazione all’erario, salvo i casi di esclusione previsti dalla normativa. La fatturazione elettronica verso PA è obbligatoria ai sensi dell’articolo 1, commi 209-214, L. 244/2007. I fornitori dovranno verificare il codice univoco ufficio (codice IPA) della fondazione e curare la corretta indicazione della causale e dei riferimenti contrattuali, per evitare contestazioni in sede di accertamento IVA.

Andrea Marton, Tax Advisor e Responsabile Editoriale di La Legge in Chiaro
A cura di
Dott. Andrea Marton — Tax Advisor, Consulente Fiscale
Responsabile editoriale di La Legge in Chiaro per i 17 codici e testi unici italiani (Costituzione, C.C., C.P., C.P.C., C.P.P., C.d.S., Codice del Consumo, TUIR, T.U.IVA, T.U.B., IRAP, CCII, Antiriciclaggio, Successioni, Accertamento, T.U. Edilizia, Legge di Bilancio 2026). Contenuti redatti con linguaggio chiaro, fonti ufficiali aggiornate e revisione professionale a cura della Redazione. Profilo completo →
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