Testo dell'articoloVigente
In sintesi
- Il patto di famiglia trasferisce l’azienda o le quote a uno o più discendenti (art. 768-bis c.c.).
- Richiede atto pubblico e la partecipazione del coniuge e di tutti i legittimari.
- Gli assegnatari liquidano gli altri legittimari con una somma pari alla quota di legittima, salvo rinuncia (art. 768-quater).
- Quanto ricevuto non è soggetto a collazione né a riduzione: niente liti alla morte.
- È tassato come donazione, con possibile esenzione per la continuità dell’impresa (Cass. 29506/2020).
Cosa dice l’art. 768-bis c.c.
«È patto di famiglia il contratto con cui, compatibilmente con le disposizioni in materia di impresa familiare e nel rispetto delle differenti tipologie societarie, l’imprenditore trasferisce, in tutto o in parte, l’azienda, e il titolare di partecipazioni societarie trasferisce, in tutto o in parte, le proprie quote, ad uno o più discendenti.»
È lo strumento pensato per il passaggio generazionale: consente di scegliere chi continuerà l’impresa, mettendo al riparo l’azienda dalla frammentazione ereditaria.
Chi deve partecipare e come
| Elemento | Regola | Norma |
|---|---|---|
| Forma | Atto pubblico a pena di nullità | art. 768-ter |
| Partecipanti | Coniuge e tutti i legittimari (come se la successione si aprisse in quel momento) | art. 768-quater |
| Liquidazione | Gli assegnatari liquidano gli altri legittimari con somma pari alla quota di legittima (o in natura), salvo rinuncia | art. 768-quater |
| Stabilità | Quanto ricevuto non è soggetto a collazione né a riduzione | art. 768-quater, ult. comma |
Il vantaggio chiave: niente collazione né riduzione
Normalmente, alla morte del disponente, le donazioni fatte in vita rientrano nel calcolo della legittima (collazione) e possono essere ridotte se ledono i legittimari. Con il patto di famiglia, invece, «quanto ricevuto dai contraenti non è soggetto a collazione o a riduzione» (art. 768-quater, ultimo comma): il trasferimento è definitivo e stabile, e gli altri legittimari, già liquidati, non possono rimetterlo in discussione. È questo che lo rende superiore a una semplice donazione dell’azienda.
La tassazione
Il patto di famiglia è soggetto all’imposta sulle donazioni, sia per il trasferimento dell’azienda o delle quote, sia per la liquidazione dovuta ai legittimari (Cass., Sez. III, n. 1228/2023; Cass. n. 29506/2020). Può però operare l’esenzione prevista per i trasferimenti di aziende e partecipazioni a favore dei discendenti, a condizione che gli assegnatari proseguano l’attività o mantengano il controllo della società per almeno cinque anni, con apposito impegno.
Tre casi pratici
Caso 1 – Azienda a un figlio, gli altri liquidati
Scenario. L’imprenditore trasferisce l’azienda al figlio che lavora con lui e liquida gli altri due figli.
Inquadramento. Patto valido se in atto pubblico con la partecipazione di coniuge e legittimari; gli assegnatari liquidano gli altri con la quota di legittima (art. 768-quater). Alla morte nessuna collazione o riduzione.
Cosa predisporre
- atto pubblico notarile;
- partecipazione di tutti i legittimari;
- valutazione dell’azienda;
- modalità di liquidazione.
Caso 2 – Un legittimario non partecipa
Scenario. Uno dei figli non interviene al patto.
Inquadramento. La mancata partecipazione di un legittimario incide sulla validità/efficacia del patto: è un punto critico che va gestito (anche con la liquidazione successiva prevista dall’art. 768-sexies per chi non ha partecipato).
Cosa verificare
- elenco completo dei legittimari;
- convocazione di tutti;
- posizione di chi non partecipa;
- rischi di impugnazione.
Caso 3 – Nuovi legittimari dopo il patto
Scenario. Dopo il patto sopravviene un nuovo legittimario (es. altro figlio).
Inquadramento. Chi non ha partecipato perché legittimario sopravvenuto può chiedere ai beneficiari il pagamento della somma corrispondente alla propria quota, aumentata degli interessi (art. 768-sexies).
Cosa considerare
- sopravvenienza di legittimari;
- diritto alla liquidazione;
- interessi dovuti;
- aggiornamento degli assetti.
Spunti pratici
- Coinvolgi tutti i legittimari: la loro partecipazione è la chiave della stabilità del patto.
- Valuta bene l’azienda: la liquidazione si calcola sulla quota di legittima.
- Sfrutta la non-riducibilità: è il vantaggio rispetto alla donazione.
- Pianifica la fiscalità: imposta donazioni ed eventuale esenzione con impegno quinquennale.
- Atto pubblico sempre: senza, il patto è nullo.
Per impostare il passaggio generazionale dell’impresa puoi far valutare patto di famiglia, donazione o holding.
Norme collegate
Codice civile: art. 768-bis (nozione), art. 768-ter (forma), art. 768-quater (partecipanti e liquidazione), art. 768-sexies (legittimari non partecipanti). Vedi anche cessione d’azienda e affitto d’azienda.
Fonti affidabili
- Codice civile – Normattiva (testo vigente)
- Cass. civ. n. 29506/2020 e Cass., Sez. III, n. 1228/2023 (tassazione del patto di famiglia).
Domande frequenti
Cos’è il patto di famiglia?
È il contratto con cui l’imprenditore trasferisce, in tutto o in parte, l’azienda, o il titolare di partecipazioni trasferisce le proprie quote, a uno o più discendenti (art. 768-bis c.c.). Serve a gestire il passaggio generazionale dell’impresa.
Che forma richiede?
L’atto pubblico a pena di nullità (art. 768-ter c.c.). Devono partecipare il coniuge e tutti i legittimari che sarebbero tali se in quel momento si aprisse la successione dell’imprenditore.
Gli altri figli vanno liquidati?
Sì. Gli assegnatari devono liquidare gli altri partecipanti con una somma corrispondente alla quota di legittima, salvo che vi rinuncino (art. 768-quater c.c.). La liquidazione può avvenire anche in natura.
Quanto ricevuto può essere contestato alla morte?
No. Ciò che i contraenti ricevono con il patto non è soggetto a collazione né a riduzione (art. 768-quater, ultimo comma): stabilizza il passaggio ed evita liti ereditarie.
Come è tassato il patto di famiglia?
È soggetto all’imposta sulle donazioni, sia per il trasferimento sia per la liquidazione dei legittimari (Cass. n. 29506/2020; n. 1228/2023). Può applicarsi l’esenzione per i trasferimenti d’azienda ai discendenti che proseguono l’attività o mantengono il controllo per almeno cinque anni.
Domande frequenti
Cos'è il patto di famiglia?
È il contratto con cui l'imprenditore trasferisce, in tutto o in parte, l'azienda, o il titolare di partecipazioni trasferisce le proprie quote, a uno o più discendenti (art. 768-bis c.c.). Serve a gestire il passaggio generazionale dell'impresa.
Che forma richiede?
L'atto pubblico a pena di nullità (art. 768-ter c.c.). Devono partecipare il coniuge e tutti i legittimari che sarebbero tali se in quel momento si aprisse la successione dell'imprenditore.
Gli altri figli vanno liquidati?
Sì. Gli assegnatari dell'azienda o delle quote devono liquidare gli altri partecipanti con una somma corrispondente alla quota di legittima, salvo che questi vi rinuncino (art. 768-quater c.c.). La liquidazione può anche avvenire in natura.
Quanto ricevuto può essere contestato alla morte?
No. Ciò che i contraenti ricevono con il patto di famiglia non è soggetto a collazione né a riduzione (art. 768-quater, ultimo comma): è il vantaggio chiave, perché stabilizza il passaggio ed evita liti ereditarie.
Come è tassato il patto di famiglia?
È soggetto all'imposta sulle donazioni, sia per il trasferimento dell'azienda o delle quote sia per la liquidazione dei legittimari (Cass. n. 29506/2020; n. 1228/2023). Può applicarsi l'esenzione per i trasferimenti d'azienda ai discendenti che proseguono l'attività o mantengono il controllo per almeno cinque anni.