Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Cosa dice l’art. 2285 c.c.

«Ogni socio può recedere dalla società quando questa è contratta a tempo indeterminato o per tutta la vita di uno dei soci.
Può inoltre recedere nei casi previsti nel contratto sociale ovvero quando sussiste una giusta causa.
Nei casi previsti nel primo comma il recesso deve essere comunicato agli altri soci con un preavviso di almeno tre mesi.»

La norma bilancia la stabilità del vincolo sociale con il diritto di uscita del socio, distinguendo tre vie di recesso.

Le tre vie del recesso

Tipo di recesso Presupposto Preavviso
Recesso libero (ad nutum) Società a tempo indeterminato o per la vita di un socio Almeno 3 mesi
Recesso convenzionale Casi previsti dal contratto sociale Secondo il contratto
Recesso per giusta causa Lesione oggettiva e irreparabile del rapporto fiduciario Effetto immediato

La giusta causa secondo la Cassazione

La giusta causa va ricondotta alla violazione di obblighi contrattuali o dei doveri di lealtà, diligenza e correttezza propri della natura fiduciaria del rapporto: il recesso è legittimo quando reagisce a comportamenti degli altri soci oggettivamente, ragionevolmente e irreparabilmente lesivi del rapporto. La Cassazione (n. 21731/2022) ha precisato che l’esercizio del recesso per giusta causa è legittimo se valutato nel contesto complessivo dei rapporti tra le parti, accertata l’assenza di intenti fraudolenti e la buona fede del recedente. Esempi tipici: l’esclusione di fatto dalla gestione, gravi scorrettezze, rottura del rapporto di fiducia.

La liquidazione della quota (art. 2289)

Sciolto il rapporto per un socio, questi (o i suoi eredi) ha diritto a una somma di denaro pari al valore della quota, calcolata in base alla situazione patrimoniale della società nel giorno in cui si verifica lo scioglimento. Si tiene conto anche delle operazioni in corso. In caso di disaccordo sul valore, ci si rivolge al tribunale per la nomina di un consulente tecnico.

Tre casi pratici

Caso 1 – SNC a tempo indeterminato

Scenario. Un socio vuole uscire da una SNC senza termine di durata.

Inquadramento. Recesso libero con preavviso di almeno tre mesi (art. 2285, commi 1 e 3): la comunicazione va data a tutti gli altri soci.

Cosa fare

  • verificare la durata della società;
  • comunicare il recesso con 3 mesi di preavviso;
  • forma idonea e data certa;
  • avviare la liquidazione della quota.

Caso 2 – Recesso per giusta causa

Scenario. Un socio è di fatto estromesso dalla gestione e dalle informazioni.

Inquadramento. Può sussistere giusta causa di recesso a effetto immediato (Cass. 21731/2022), purché il recedente agisca in buona fede e il contesto confermi la lesione del rapporto fiduciario.

Cosa documentare

  • condotte lesive degli altri soci;
  • esclusione dalla gestione/informazioni;
  • contesto complessivo del rapporto;
  • buona fede del recedente.

Caso 3 – Disaccordo sul valore della quota

Scenario. Soci in disaccordo sul valore da liquidare.

Inquadramento. Il valore si determina sulla situazione patrimoniale al momento dello scioglimento del rapporto (art. 2289); in mancanza di accordo decide il giudice con l’ausilio di un consulente.

Cosa predisporre

  • situazione patrimoniale aggiornata;
  • valutazione delle operazioni in corso;
  • perizia di stima;
  • istanza al tribunale.

Spunti pratici

Per gestire un recesso o quantificare la quota puoi far verificare presupposti, preavviso e liquidazione.

Norme collegate

Codice civile: art. 2285 (recesso), art. 2289 (liquidazione della quota), art. 2290 (responsabilità del socio uscente). Vedi anche recesso del socio nella SRL.

Fonti affidabili

Domande frequenti

Quando il socio di una società di persone può recedere?

Quando la società è a tempo indeterminato o per tutta la vita di un socio (recesso libero); inoltre nei casi previsti dal contratto sociale o quando sussiste una giusta causa (art. 2285 c.c.).

Serve un preavviso?

Sì, per il recesso libero occorre un preavviso di almeno tre mesi comunicato agli altri soci (art. 2285, comma 3).

Cos’è la giusta causa di recesso?

È una situazione che lede in modo oggettivo e irreparabile il rapporto fiduciario (violazione di lealtà/correttezza, esclusione di fatto dalla gestione). La Cassazione (n. 21731/2022) richiede la valutazione del contesto complessivo e la buona fede del recedente.

Come si liquida la quota del socio che recede?

Il socio uscente o i suoi eredi hanno diritto a una somma in denaro pari al valore della quota, secondo la situazione patrimoniale della società nel giorno dello scioglimento del rapporto (art. 2289 c.c.).

Il recedente risponde dei debiti sociali?

Lo scioglimento del rapporto per un socio non libera automaticamente dai debiti anteriori: il socio uscente risponde verso i terzi finché lo scioglimento non è portato a conoscenza con mezzi idonei.

Serve un parere sul tuo caso concreto?

Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.

Domande frequenti

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-15
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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