Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Cosa dice l’art. 2214 c.c.

«L’imprenditore che esercita un’attività commerciale deve tenere il libro giornale e il libro degli inventari.
Deve altresì tenere le altre scritture contabili che siano richieste dalla natura e dalle dimensioni dell’impresa e conservare ordinatamente per ciascun affare gli originali delle lettere, dei telegrammi e delle fatture ricevute, nonché le copie delle lettere, dei telegrammi e delle fatture spedite.
Le disposizioni di questo paragrafo non si applicano ai piccoli imprenditori.»

Cosa tenere e conservare

Documento Obbligo
Libro giornale Obbligatorio (registrazione cronologica delle operazioni)
Libro degli inventari Obbligatorio (redazione iniziale e a ogni chiusura)
Altre scritture In base a natura e dimensioni dell’impresa
Fatture e corrispondenza Conservazione ordinata, ricevute e spedite
Durata della conservazione Dieci anni dall’ultima registrazione (art. 2220)

L’obbligo è correlato alla natura commerciale dell’attività e alle sue dimensioni: oltre ai due libri tipici, possono servire scritture ausiliarie (mastri, magazzino) coerenti con l’organizzazione.

Perché contano: prova e responsabilità

Le scritture contabili regolarmente tenute hanno valore probatorio nei rapporti tra imprenditori. La loro irregolarità o mancanza priva di questo vantaggio e, soprattutto in caso di insolvenza, può rilevare ai fini della bancarotta documentale: tenere correttamente i libri non è solo un adempimento formale, ma una tutela.

Tre casi pratici

Caso 1 – Ditta individuale commerciale

Scenario. Un imprenditore commerciale non piccolo avvia l’attività.

Inquadramento. Deve tenere libro giornale e libro degli inventari, oltre alle scritture richieste dall’organizzazione (art. 2214). I piccoli imprenditori ne sono esonerati.

Cosa impostare

  • libro giornale;
  • libro degli inventari;
  • scritture ausiliarie utili;
  • archiviazione di fatture e corrispondenza.

Caso 2 – Conservazione dei documenti

Scenario. Ci si chiede per quanto conservare i registri.

Inquadramento. Dieci anni dall’ultima registrazione (art. 2220), anche in forma informatica se garantita conformità e leggibilità.

Cosa curare

  • termine decennale;
  • conservazione sostitutiva a norma;
  • ordine per affare;
  • reperibilità in caso di controlli.

Caso 3 – Scritture mancanti in una crisi

Scenario. Emerge che la contabilità è incompleta.

Inquadramento. Oltre a perdere valore probatorio, in caso di insolvenza l’irregolarità delle scritture può avere rilievo penale (bancarotta documentale): la regolarità è una protezione.

Attenzione a

  • completezza dei libri;
  • tracciabilità delle operazioni;
  • ricostruzione del patrimonio;
  • tempestività delle registrazioni.

Spunti pratici

Per impostare correttamente la contabilità puoi far verificare libri, scritture e conservazione.

Norme collegate

Codice civile: art. 2214 (libri obbligatori), art. 2220 (conservazione), art. 2709 (efficacia probatoria). Vedi anche redazione del bilancio.

Fonti affidabili

Domande frequenti

Quali libri contabili sono obbligatori?

L’imprenditore che esercita un’attività commerciale deve tenere il libro giornale e il libro degli inventari, oltre alle altre scritture richieste dalla natura e dalle dimensioni dell’impresa (art. 2214 c.c.).

Cosa va conservato oltre ai libri?

Vanno conservati ordinatamente, per ciascun affare, gli originali di lettere, telegrammi e fatture ricevute e le copie di quelli spediti (comma 2).

I piccoli imprenditori devono tenere le scritture?

No. Le disposizioni sull’obbligo delle scritture contabili non si applicano ai piccoli imprenditori (comma 3).

Per quanto tempo vanno conservate le scritture?

Per dieci anni dalla data dell’ultima registrazione (art. 2220 c.c.); lo stesso vale per corrispondenza e fatture.

Cosa si rischia se le scritture sono irregolari o mancanti?

Si perde il vantaggio probatorio e, in caso di insolvenza, l’irregolarità può rilevare ai fini della bancarotta documentale.

Serve un parere sul tuo caso concreto?

Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.

Domande frequenti

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-14
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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