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Ultimo aggiornamento: 10 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
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Art. 67 c.p.c. – Responsabilità del custode

In vigore dal 21 aprile 1942 (R.D. 1443/1940)

Ferme le disposizioni del codice penale, il custode che non esegue l’incarico assunto può essere condannato dal giudice a una pena pecuniaria da euro 250 a euro 500 [1].

Egli è tenuto al risarcimento dei danni cagionati alle parti, se non esercita la custodia da buon padre di famiglia.

[1] Le parole «non superiore a euro 10» sono state così sostituite dall’art. 45, comma 8, L. 18 giugno 2009, n. 69.

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In sintesi

  • Il custode risponde penalmente secondo il codice penale.
  • Il giudice può irrogare una pena pecuniaria da 250 a 500 euro.
  • Il custode risarcisce i danni causati alle parti.
  • Il parametro di diligenza è quello del buon padre di famiglia.
  • La responsabilità civile e quella disciplinare concorrono.

Il custode inadempiente rischia sanzione pecuniaria e risarcimento danni se non esercita la custodia da buon padre di famiglia.

Ratio della norma

L'art. 67 c.p.c. presidia la corretta esecuzione dell'ufficio di custode, figura ausiliaria del giudice cui è affidata la conservazione di beni oggetto di sequestro, pignoramento o altra misura cautelare. La norma mira a garantire che chi assume tale incarico lo svolga con la diligenza richiesta, attraverso un doppio binario sanzionatorio: disciplinare-pecuniario da un lato, civilistico-risarcitorio dall'altro. Si vuole così tutelare l'integrità patrimoniale dei beni e la fiducia riposta dall'ordinamento nell'ausiliario.

Analisi del testo

Il primo comma fa salva l'applicazione del codice penale — in particolare le disposizioni su peculato, appropriazione indebita e rifiuto di atti d'ufficio — e attribuisce al giudice il potere di comminare una pena pecuniaria da 250 a 500 euro al custode che non esegue l'incarico assunto. Si tratta di una misura disciplinare officiosa, irrogabile d'ufficio senza necessità di istanza di parte. Il secondo comma introduce la responsabilità civile: il custode è tenuto al risarcimento dei danni cagionati alle parti qualora non abbia esercitato la custodia con la diligenza del buon padre di famiglia, standard corrispondente alla diligenza ordinaria ex art. 1176, comma 1, c.c. Il richiamo al bonus pater familias esclude, in linea generale, una responsabilità di tipo oggettivo: occorre accertare la colpa del custode.

Quando si applica

La norma si applica ogni qualvolta un soggetto sia investito della qualità di custode nel processo civile: tipicamente nei casi di sequestro conservativo o giudiziario (artt. 670-671 c.p.c.), di pignoramento di beni mobili o immobili, nonché nelle procedure esecutive. Il custode può essere il debitore stesso, un terzo nominato dal giudice o un istituto specializzato. La sanzione pecuniaria è irrogabile dal giudice che ha conferito l'incarico, mentre l'azione risarcitoria è esercitata dalle parti danneggiate nelle forme ordinarie.

Connessioni con altre norme

L'art. 67 c.p.c. si coordina con l'art. 65 c.p.c., che definisce i doveri generali del custode, e con l'art. 66 c.p.c. sulla sostituzione del custode. Sul piano del diritto sostanziale, il richiamo al buon padre di famiglia rinvia all'art. 1176 c.c. in tema di diligenza nell'adempimento. Per i profili penali, vengono in rilievo gli artt. 314, 646 e 388 c.p. In materia di esecuzione forzata, gli artt. 520 e 559 c.p.c. disciplinano specificamente la custodia dei beni mobili e immobili pignorati.

Domande frequenti

Qual è la sanzione prevista per il custode inadempiente?

Il giudice può condannare il custode a una pena pecuniaria compresa tra 250 e 500 euro, ferme restando le eventuali responsabilità penali previste dal codice penale.

Il custode deve risarcire i danni anche senza colpa?

No. La responsabilità risarcitoria sorge solo se il custode non ha esercitato la custodia con la diligenza del buon padre di famiglia: occorre quindi accertare una condotta colposa, non si tratta di responsabilità oggettiva.

Chi può essere nominato custode nel processo civile?

Il custode può essere il debitore stesso, un terzo privato o un istituto specializzato, nominato dal giudice. In ogni caso, una volta accettato l'incarico, è soggetto agli obblighi e alle responsabilità previsti dall'art. 67 c.p.c.

La sanzione pecuniaria ex art. 67 c.p.c. esclude la responsabilità penale?

No. L'art. 67, comma 1, c.p.c. fa espressamente salve le disposizioni del codice penale: la pena pecuniaria civile e le eventuali sanzioni penali (es. per peculato o appropriazione indebita) si applicano in modo concorrente.

Come si valuta la diligenza del custode?

Il parametro di riferimento è quello del buon padre di famiglia, corrispondente alla diligenza ordinaria ex art. 1176, comma 1, c.c. Il giudice verifica se il custode abbia adottato le misure conservative normalmente attese da una persona di media avvedutezza nella medesima situazione.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-09
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