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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Come si calcola

Si sommano tutte le operazioni rilevanti ai fini IVA effettuate nell’anno (secondo il momento impositivo): vendite imponibili a qualsiasi aliquota, operazioni non imponibili (esportazioni, cessioni UE), operazioni esenti art. 10, operazioni in reverse charge (che per il cedente sono operazioni attive a tutti gli effetti). L’imposta resta ovviamente esclusa: il volume d’affari è la somma degli imponibili e dei corrispettivi.

Cosa non entra

Le soglie che dipendono dal volume d’affari

Soglia Effetto
≤ 500.000 € (servizi) / 800.000 € (altre) Opzione per le liquidazioni trimestrali
Operazioni internazionali > 10% del volume d’affari Qualifica di esportatore abituale → plafond
≤ 2.000.000 € Opzione IVA per cassa
≤ 400.000 € (servizi) / 700.000 € (altre) Esonero visto di conformità LIPE precompilate e altre semplificazioni minori

Il volume d’affari è anche uno dei parametri che l’Agenzia incrocia con ISA, LIPE e fatturato elettronico: scostamenti tra VE e corrispettivi trasmessi sono tra i trigger di controllo più frequenti.

Volume d’affari ≠ ricavi

Le due grandezze divergono strutturalmente: il volume d’affari segue l’effettuazione IVA (un servizio incassato a gennaio 2027 ma ultimato nel 2026 è volume d’affari 2027), include le operazioni esenti e le vendite di merci in reverse, esclude i beni strumentali ceduti. I ricavi ex art. 85 TUIR seguono la competenza (o la cassa per i semplificati) e alimentano tutt’altre soglie (contabilità, ISA, forfettario). Usare l’una al posto dell’altra è un errore frequente — la R.M. 15/E/2012 ha dovuto chiarire che per la periodicità delle liquidazioni conta solo il volume d’affari.

Esempio pratico

  • Alfa S.r.l. nel 2026 fattura: vendite Italia 450.000, esportazioni 120.000, vendita di un macchinario usato 80.000, consulenze a committente svizzero 50.000. Volume d’affari: 450.000 + 120.000 + 50.000 = 620.000 (il macchinario, bene ammortizzabile, resta fuori). Quota export per il plafond: 120.000/620.000 = 19,4% → esportatore abituale nel 2027. Per le liquidazioni resta sotto gli 800.000: può stare nel trimestrale.

Domande frequenti

Gli acconti incassati entrano nel volume d’affari?

Sì: il pagamento anticipato rende effettuata l’operazione per l’importo incassato (art. 6), quindi l’acconto fatturato concorre al volume d’affari dell’anno in cui è incassato.

Il forfettario ha un volume d’affari?

Tecnicamente sì (le sue operazioni sono rilevanti IVA anche se senza rivalsa), ma il suo limite di regime — 85.000 euro — si misura sui ricavi e compensi percepiti, non sul volume d’affari.

Le note di variazione riducono il volume d’affari?

Sì: le variazioni in diminuzione ex art. 26 registrate nell’anno riducono l’ammontare delle operazioni (con riflessi anche sul plafond, come chiarito dalla Cassazione). Quelle in aumento lo incrementano.

Da leggere insieme

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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