Indice
  1. La guida
  2. Domande frequenti

La guida

In sintesi

  • Il volume d’affari (art. 20, D.P.R. 633/1972) è il totale delle cessioni e prestazioni effettuate nell’anno, registrate o soggette a registrazione — imponibili, non imponibili ed esenti.
  • Restano fuori: le cessioni di beni ammortizzabili, i passaggi interni tra attività separate e le operazioni fuori campo (con l’eccezione dei servizi extraterritoriali ex art. 7-ter, che dal 2013 contano).
  • Non coincide con i ricavi: criteri di effettuazione IVA, non di competenza economica.
  • Governa una catena di soglie: liquidazioni trimestrali (500/800 mila), qualifica di esportatore abituale (10%), IVA per cassa (2 milioni), compensazioni e rimborsi.
  • Si dichiara nel quadro VE della dichiarazione IVA annuale.

Come si calcola

Si sommano tutte le operazioni rilevanti ai fini IVA effettuate nell’anno (secondo il momento impositivo): vendite imponibili a qualsiasi aliquota, operazioni non imponibili (esportazioni, cessioni UE), operazioni esenti art. 10, operazioni in reverse charge (che per il cedente sono operazioni attive a tutti gli effetti). L’imposta resta ovviamente esclusa: il volume d’affari è la somma degli imponibili e dei corrispettivi.

Cosa non entra

  • le cessioni di beni ammortizzabili, materiali e immateriali (l’impianto o il capannone venduto non gonfia il volume d’affari: sono operazioni straordinarie rispetto alla gestione);
  • i passaggi interni tra contabilità separate ex art. 36;
  • le operazioni fuori campo per mancanza di presupposti — con un’eccezione importante: dal 2013 i servizi generici extraterritoriali ex art. 7-ter resi a committenti esteri, pur senza IVA italiana, concorrono al volume d’affari (ma non contano per lo status di esportatore abituale);
  • le operazioni escluse ex art. 15 (anticipazioni in nome e per conto, interessi di mora).

Le soglie che dipendono dal volume d’affari

Soglia Effetto
≤ 500.000 € (servizi) / 800.000 € (altre) Opzione per le liquidazioni trimestrali
Operazioni internazionali > 10% del volume d’affari Qualifica di esportatore abituale → plafond
≤ 2.000.000 € Opzione IVA per cassa
≤ 400.000 € (servizi) / 700.000 € (altre) Esonero visto di conformità LIPE precompilate e altre semplificazioni minori

Il volume d’affari è anche uno dei parametri che l’Agenzia incrocia con ISA, LIPE e fatturato elettronico: scostamenti tra VE e corrispettivi trasmessi sono tra i trigger di controllo più frequenti.

Volume d’affari ≠ ricavi

Le due grandezze divergono strutturalmente: il volume d’affari segue l’effettuazione IVA (un servizio incassato a gennaio 2027 ma ultimato nel 2026 è volume d’affari 2027), include le operazioni esenti e le vendite di merci in reverse, esclude i beni strumentali ceduti. I ricavi ex art. 85 TUIR seguono la competenza (o la cassa per i semplificati) e alimentano tutt’altre soglie (contabilità, ISA, forfettario). Usare l’una al posto dell’altra è un errore frequente — la R.M. 15/E/2012 ha dovuto chiarire che per la periodicità delle liquidazioni conta solo il volume d’affari.

Esempio pratico

  • Alfa S.r.l. nel 2026 fattura: vendite Italia 450.000, esportazioni 120.000, vendita di un macchinario usato 80.000, consulenze a committente svizzero 50.000. Volume d’affari: 450.000 + 120.000 + 50.000 = 620.000 (il macchinario, bene ammortizzabile, resta fuori). Quota export per il plafond: 120.000/620.000 = 19,4% → esportatore abituale nel 2027. Per le liquidazioni resta sotto gli 800.000: può stare nel trimestrale.

Da leggere insieme

Contenuto redatto con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale (L. 132/2025). La selezione delle fonti, la verifica sui testi ufficiali e la revisione finale sono a cura del responsabile editoriale. Metodo editoriale →

Domande frequenti

Gli acconti incassati entrano nel volume d'affari?

Sì: il pagamento anticipato rende effettuata l'operazione per l'importo incassato (art. 6), quindi l'acconto fatturato concorre al volume d'affari dell'anno in cui è incassato.

Il forfettario ha un volume d'affari?

Tecnicamente sì (le sue operazioni sono rilevanti IVA anche se senza rivalsa), ma il suo limite di regime — 85.000 euro — si misura sui ricavi e compensi percepiti, non sul volume d'affari.

Le note di variazione riducono il volume d'affari?

Sì: le variazioni in diminuzione ex art. 26 registrate nell'anno riducono l'ammontare delle operazioni (con riflessi anche sul plafond, come chiarito dalla Cassazione). Quelle in aumento lo incrementano.

Informazione giuridica di carattere generale. Il testo della norma riproduce la fonte ufficiale vigente; il commento che segue è redazionale e ha finalità divulgativa. Questo contenuto non sostituisce in alcun modo il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato o a un consulente iscritto all'albo.