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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi: il Fondo 394/1981 gestito da SIMEST finanzia la tua internazionalizzazione con un prestito a tasso agevolato (pari al 10% del tasso di riferimento UE, quindi molto basso) e, se hai requisiti premiali, con una quota a fondo perduto. Hai diritto al fondo perduto se sei una PMI innovativa, giovanile, femminile, con sede operativa al Sud o con requisiti di sostenibilità: la quota arriva al 10% dell’intervento (massimo 100.000 €) e sale fino al 20% (massimo 200.000 €) per imprese del Sud, startup innovative o PMI innovative. Sono finanziabili macchinari, digitalizzazione, tecnologie 4.0/5.0 e spese connesse come fiere, formazione e personale locale.

Cos’è il Fondo 394 SIMEST e come funziona il finanziamento agevolato

Il Fondo 394/1981 è un fondo rotativo pubblico, gestito da SIMEST (Gruppo CDP), pensato per sostenere l’internazionalizzazione delle PMI italiane. È lo strumento principale con cui un’impresa può finanziare l’ingresso o il consolidamento su mercati esteri a condizioni molto più favorevoli rispetto al credito bancario ordinario.

Il meccanismo è quello del finanziamento a tasso agevolato. Il tasso applicato è pari al 10% del tasso di riferimento UE: a gennaio 2026 questo significa un tasso dello 0,319%. È però un valore aggiornato mensilmente, perché il tasso di riferimento UE cambia ogni mese: al momento della tua domanda devi quindi verificare il dato corrente, ma in ogni caso si tratta di un costo del denaro estremamente basso rispetto al mercato.

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Il fondo è “rotativo”: le somme restituite dalle imprese tornano disponibili per nuovi finanziamenti. Questo lo rende uno strumento strutturale, non un bando una tantum: lo sportello è sempre aperto, fino a esaurimento delle risorse stanziate. Per il 2026, gli stanziamenti indicati (piano triennale, fonte SIMEST/stampa) ammontano a circa 600 milioni di euro per i finanziamenti ordinari, 300 milioni di euro per i co-finanziamenti a fondo perduto e 200 milioni di euro dedicati a progetti sul mercato USA.

La logica del fondo è quella di abbassare il costo dell’investimento estero su due fronti contemporaneamente: da un lato il tasso quasi azzerato sul prestito, dall’altro, per chi ne ha i requisiti, una parte di risorse che non torna indietro. Per una PMI che valuta l’apertura di un mercato estero, capire bene questi due meccanismi è il primo passo per costruire un piano spese solido e non sovrastimare quanto può effettivamente ottenere.

Chi ha diritto alla quota a fondo perduto (requisiti premiali)

Il finanziamento agevolato di base è un prestito da restituire. La parte più interessante è però la quota a fondo perduto, cioè un co-finanziamento che non si rimborsa, riservato alle imprese con requisiti premiali.

Hanno diritto alla quota a fondo perduto le imprese che presentano almeno uno di questi requisiti: PMI innovative, imprese giovanili, imprese femminili, imprese con sede operativa nel Mezzogiorno, imprese con requisiti di sostenibilità. La percentuale e il massimale dipendono dal profilo dell’impresa: esiste una quota base e una quota maggiorata.

Profilo dell’impresa Quota a fondo perduto Massimale
Imprese con requisiti premiali (PMI innovative, giovanili, femminili, sostenibilità, sede al Sud) fino al 10% dell’intervento 100.000 €
Imprese con sede operativa al Sud, startup innovative o PMI innovative (quota maggiorata) fino al 20% dell’intervento 200.000 €

In pratica la quota maggiorata premia chi unisce localizzazione al Sud e profilo innovativo. La percentuale si calcola sull’importo complessivo dell’intervento ammesso: più alto è il progetto, più alta è la quota non rimborsabile, fino al raggiungimento del massimale.

Quali spese sono ammesse (e le spese connesse)

Il Fondo 394 finanzia gli investimenti necessari a sostenere il progetto di internazionalizzazione. Le spese ammissibili principali riguardano beni e tecnologie:

Accanto a queste, il fondo riconosce le cosiddette spese connesse, ammesse fino al 40% dell’intervento. Sono le voci che accompagnano l’investimento principale e che spesso fanno la differenza nell’avvio su un nuovo mercato:

Il limite del 40% è importante: significa che le spese connesse non possono superare i quattro decimi dell’intero intervento. Se il tuo progetto è sbilanciato troppo verso fiere e promozione, rischi di vederti tagliare la parte eccedente.

Il massimale legato ai ricavi

Quanto puoi chiedere non dipende solo dalle spese, ma anche dalla dimensione della tua impresa. Il massimale finanziabile è pari al minore tra due valori: il 20% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci e il tetto di 500.000 €.

In altre parole, se il 20% dei tuoi ricavi medi è inferiore a 500.000 €, vale quel valore; se è superiore, ti fermi comunque a 500.000 €. Questa regola fa sì che le imprese più piccole abbiano un massimale proporzionato alla loro dimensione, mentre quelle più strutturate trovano comunque il tetto dei 500.000 €. Alcune linee specifiche del Fondo 394 prevedono massimali diversi: se stai valutando una linea particolare, verifica il tetto previsto da quella misura prima di costruire il piano spese, perché dimensionare l’intervento su un massimale sbagliato è uno degli errori che fa slittare la domanda.

Parametro Regola
Massimale finanziabile il minore tra 20% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci e 500.000 €
Spese connesse fino al 40% dell’intervento
Quota a fondo perduto base fino al 10% (max 100.000 €)
Quota a fondo perduto maggiorata fino al 20% (max 200.000 €)

Come si presenta domanda sul portale SIMEST

La domanda si presenta interamente online, attraverso il portale dedicato di SIMEST. Lo sportello è sempre aperto, ma le risorse non sono illimitate: la valutazione segue l’ordine di presentazione e prosegue fino a esaurimento dei fondi. Conviene quindi arrivare pronti.

  1. Registra l’impresa sul portale SIMEST e predisponi le credenziali di accesso.
  2. Definisci il progetto di internazionalizzazione: mercato target, obiettivi e voci di spesa coerenti con le categorie ammesse.
  3. Verifica di rientrare nei requisiti premiali, se vuoi accedere alla quota a fondo perduto.
  4. Costruisci il piano spese rispettando i limiti: massimale legato ai ricavi e tetto del 40% sulle spese connesse.
  5. Carica la documentazione richiesta e invia la domanda.
  6. Verifica il tasso agevolato aggiornato al mese di presentazione, perché cambia ogni mese.

Errori frequenti

Caso pratico

Immaginiamo “Olearia del Sud”, una PMI di fantasia con sede operativa in Calabria che produce olio extravergine e vuole aprire un canale di vendita in Germania. Avendo sede al Sud, l’impresa rientra tra i soggetti con requisiti premiali e può puntare alla quota maggiorata fino al 20%.

L’azienda costruisce un progetto da 250.000 €: una parte per la digitalizzazione del processo di vendita e per macchinari di confezionamento, e una parte di spese connesse per la partecipazione a una fiera di settore in Germania, la formazione del personale commerciale e l’inserimento di una figura locale. Nel costruire il piano, Olearia del Sud verifica due cose: che le spese connesse non superino il 40% dell’intervento e che l’importo richiesto resti entro il minore tra il 20% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci e i 500.000 €.

Sulla parte ammessa, l’impresa ottiene il finanziamento a tasso agevolato (al tasso del mese di presentazione) e, grazie alla sede al Sud, una quota a fondo perduto fino al 20% dell’intervento, entro il massimale di 200.000 €. Il risultato è un costo del progetto sensibilmente ridotto: una parte non si rimborsa e il resto si restituisce a un tasso molto più basso di quello bancario. Prima di inviare, l’azienda controlla il tasso aggiornato del mese, perché così il piano finanziario riflette il valore reale al momento della domanda.

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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