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Ultimo aggiornamento: 19 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Il comma 1 LB 2026 fissa due numeri che fanno da cornice a tutta la manovra: il saldo netto da finanziare (SNF) e il ricorso al mercato per il triennio 2026-2028. Sembrano cifre tecniche da addetti ai lavori, ma decidono quanto debito lo Stato può accendere ogni anno, quanti titoli può emettere sui mercati e quale margine ha il Parlamento per nuove spese o nuove tasse. Qui vediamo cinque scenari reali in cui questi tetti vengono testati, sforati o difesi.

Prima degli esempi: il quadro normativo

Il comma 1 dell’articolo 1 della legge 199/2025 (Legge di Bilancio 2026) richiama l’Allegato I della stessa legge, dove sono indicati in cifra esatta i livelli massimi del saldo netto da finanziare e del ricorso al mercato, sia in termini di competenza sia in termini di cassa, per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028. Si tratta della prima norma sostanziale del testo: tutto il resto della legge (spese, entrate, fondi, deroghe) deve restare dentro questa cornice, pena la necessità di una manovra correttiva.

Il quadro di riferimento è doppio. Da un lato, la legge 196/2009 sulla contabilità e finanza pubblica disciplina la struttura del bilancio dello Stato e impone che ogni legge di bilancio fissi questi due aggregati. Dall’altro, gli impegni assunti in sede europea (Regolamento UE 1466/97 sul Patto di stabilità e Regolamento UE 1467/97 sulla procedura per disavanzi eccessivi, oggi integrati dalle nuove regole del 2024) vincolano il deficit nominale e il debito rispetto al PIL. Il SNF della LB 2026 va dunque letto come la cifra che traduce in numeri italiani gli accordi europei.

SNF vs ricorso al mercato: due livelli distinti

Il saldo netto da finanziare è la differenza tra entrate finali e spese finali del bilancio dello Stato, escluse le operazioni di accensione e rimborso prestiti. In sostanza, è quanto manca per coprire le spese ordinarie con le entrate ordinarie: rappresenta il deficit del bilancio statale in senso stretto, e fissa il fabbisogno netto da reperire.

Il ricorso al mercato è un aggregato più ampio: comprende non solo il SNF, ma anche le risorse necessarie per rimborsare i titoli in scadenza e per finanziare eventuali altre operazioni di provvista (BOT, BTP, CCT, prestiti). È il volume complessivo che il Tesoro deve raccogliere sui mercati finanziari nell’anno. Per intendersi: SNF è quanto serve di nuovo debito netto; ricorso al mercato è quanto debito lordo va emesso, incluso il refinanziamento di quello in scadenza.

Entrambi i valori sono espressi sia in competenza (impegni giuridicamente assunti) sia in cassa (pagamenti effettivi nell’anno). Il MEF e la Corte dei Conti vigilano sulla coerenza con il Documento di Economia e Finanza (DEF) di aprile e con la Nota di aggiornamento (NaDEF) di settembre.

Il triennio 2026-2028 e il vincolo UE

La scelta di fissare i tetti per tre anni risponde a una logica programmatica: il bilancio dello Stato è pluriennale e ogni manovra deve mostrare una traiettoria credibile di rientro del deficit verso gli obiettivi europei. I numeri dell’Allegato I della LB 2026 sono quindi calibrati su una discesa graduale del SNF nel triennio, coerente con il percorso di aggiustamento concordato con la Commissione UE.

Se durante l’anno il governo o il Parlamento dovessero superare il tetto del SNF, scatta un meccanismo automatico: serve una nuova autorizzazione legislativa, tipicamente una manovra correttiva o un decreto che modifichi l’Allegato I. Senza questa autorizzazione, gli atti di spesa che sforano sono nulli per difetto di copertura, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione.

Scenario 1: decreto attuativo che sfora il SNF di competenza

A luglio 2026 il governo emana un decreto-legge per finanziare interventi straordinari di protezione civile dopo un evento sismico, con stanziamenti per 4,2 miliardi. La Ragioneria generale dello Stato verifica che la quota a carico del bilancio dello Stato porterebbe il SNF di competenza oltre il tetto fissato dall’Allegato I della LB 2026 per quell’anno.

La conseguenza non è il blocco dell’intervento, ma l’obbligo di trovare coperture aggiuntive o di chiedere al Parlamento l’autorizzazione a uno scostamento di bilancio ex articolo 6 della legge 243/2012. Il decreto entra in vigore solo se accompagnato da una relazione tecnica che dimostra la compatibilità con i nuovi tetti, eventualmente aggiornati. Cosa fa il cittadino: legge sui media che «il governo ha chiesto lo scostamento», e quello scostamento è esattamente l’atto che riallinea il SNF al nuovo livello.

Scenario 2: emissione BTP che spinge il ricorso al mercato sopra il tetto

A ottobre 2026 il Tesoro prevede di emettere un BTP a 30 anni per rifinanziare titoli in scadenza e raccogliere liquidità supplementare. La proiezione del Dipartimento del Tesoro mostra che il volume totale di emissioni dell’anno potrebbe superare il tetto del ricorso al mercato fissato dall’Allegato I.

In questo caso lo strumento operativo è riprogrammare il calendario delle aste: posticipare emissioni al 2027, ridurre i tagli di alcune tranche, oppure usare il conto disponibilità del Tesoro presso Banca d’Italia per attutire il fabbisogno di cassa. Se nessuna di queste leve basta, serve una modifica dell’Allegato I con norma di rango primario. Per un’impresa che ha investito in BTP, l’effetto pratico è nella tempistica delle emissioni: alcune attese potrebbero slittare, modificando il rendimento atteso sul secondario.

Scenario 3: manovra correttiva infrannuale a giugno 2027

A metà 2027, i dati Istat mostrano un PIL inferiore alle stime del DEF 2026: minore gettito IRPEF e IVA, maggiori spese per ammortizzatori sociali. Il SNF di cassa rischia di superare di 6,8 miliardi il tetto fissato per il 2027 dalla LB 2026.

Il governo presenta un decreto di manovra correttiva con tagli mirati (spending review su consumi intermedi della PA), aumento di alcune accise, rinvio di un’agevolazione fiscale prevista. La Corte dei Conti emette parere preliminare sulla coerenza con l’Allegato I aggiornato; il Parlamento converte in legge entro 60 giorni. Per il cittadino significa, ad esempio, un aumento di 2 centesimi sul litro di benzina; per un’impresa, lo slittamento di un credito d’imposta atteso.

Scenario 4: agenzia di rating che analizza il SNF

A novembre 2026 Standard & Poor’s pubblica il review periodico sul debito sovrano italiano. Tra gli elementi che pesano nel giudizio (D.Lgs. 39/2011 disciplina la vigilanza sulle agenzie di rating in Italia) c’è la coerenza tra il SNF programmato dalla LB 2026, il SNF effettivo a consuntivo e la traiettoria di discesa concordata con la Commissione UE.

Se il SNF di cassa risulta in linea con l’Allegato I, il rating BBB resta stabile e lo spread BTP-Bund si mantiene sotto i 130 punti base. Se invece lo sforamento è significativo e non spiegato, S&P può mettere il rating in outlook negativo: lo spread sale, il costo medio del debito aumenta, e nella manovra successiva ogni miliardo di nuove spese costa di più in interessi. È il classico circolo vizioso che il comma 1 cerca di prevenire fissando tetti vincolanti.

Scenario 5: coerenza con il DEF di aprile 2026

Ad aprile 2026, il governo presenta il DEF con le proiezioni macroeconomiche aggiornate. Il documento contiene anche la verifica di coerenza tra gli aggregati programmati dalla LB 2026 (SNF e ricorso al mercato) e i nuovi scenari di crescita, inflazione e tassi.

Se il DEF stima che il SNF effettivo 2026 sarà più basso del tetto autorizzato (ad esempio perché il gettito IRES è risultato superiore alle attese), si crea un «tesoretto» di bilancio che può essere usato in autunno per finanziare misure aggiuntive. Se invece il SNF stimato supera il tetto, il governo deve anticipare nella NaDEF di settembre le misure correttive che verranno poi inserite nella LB 2027. Il comma 1 della LB 2026 funziona quindi come il punto fermo rispetto a cui ogni aggiornamento successivo si misura.

Cosa significa per cittadini e imprese

Per il cittadino, il SNF e il ricorso al mercato sono indicatori della sostenibilità del debito pubblico. Un SNF in discesa nel triennio significa che lo Stato sta riducendo il fabbisogno netto e quindi, nel medio periodo, gli interessi sul debito pesano meno sulla spesa pubblica corrente: più risorse per scuola, sanità, pensioni. Tradotto in concreto: il margine per nuove detrazioni IRPEF o per il taglio dell’IRAP in legge di bilancio dipende dal SNF residuo, non dalle promesse politiche.

Per un’impresa, soprattutto quella che lavora con la pubblica amministrazione o accede a incentivi statali, il livello del SNF determina quanto credito d’imposta o contributo a fondo perduto il governo può effettivamente stanziare. Un’impresa che pianifica investimenti in transizione 5.0, ricerca e sviluppo o ZES unica deve guardare al tetto del SNF della LB 2026 prima ancora che al singolo articolo di stanziamento: se il tetto è tirato, le agevolazioni sono più rigide o sottoposte a click-day rapidi.

Per il Parlamento, infine, il comma 1 è il muro entro cui muoversi durante la sessione di bilancio: ogni emendamento parlamentare deve avere copertura compatibile con il SNF autorizzato, altrimenti la Commissione bilancio lo dichiara inammissibile.

Norme e fonti

Domande frequenti

Che differenza c’è tra SNF e deficit comunicato a Bruxelles?

Il SNF riguarda il solo bilancio dello Stato, in contabilità finanziaria nazionale. Il deficit notificato alla Commissione UE è il deficit della Pubblica amministrazione complessiva (Stato, enti territoriali, enti previdenziali) in contabilità economica SEC 2010. Sono due aggregati diversi, ma legati: un SNF in discesa contribuisce a ridurre anche il deficit PA, che è il numero rilevante per il Patto di stabilità.

Cosa succede se il ricorso al mercato sfora il tetto?

Operativamente il Tesoro può riprogrammare il calendario delle aste o usare la liquidità del conto presso Banca d’Italia. Giuridicamente serve una modifica dell’Allegato I, tipicamente con un decreto-legge convertito in legge entro 60 giorni. Senza autorizzazione legislativa, le emissioni eccedenti sarebbero illegittime.

Il cittadino dove può consultare i livelli esatti per il 2026?

L’Allegato I della L. 199/2025 è pubblicato in Gazzetta Ufficiale insieme al testo della legge e disponibile sul sito Normattiva. La Ragioneria generale dello Stato pubblica inoltre il bilancio dello Stato pluriennale 2026-2028 con i dettagli per missione, programma e capitolo.

Il SNF della LB 2026 è più alto o più basso di quello della LB 2025?

La traiettoria programmata è di discesa, in coerenza con il percorso di aggiustamento concordato con la Commissione UE dopo l’uscita dalla procedura per disavanzi eccessivi. I numeri esatti sono nell’Allegato I e nella Sezione II del bilancio dello Stato: il confronto puntuale anno su anno mostra una riduzione graduale del SNF di cassa.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 31 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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