Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Domande frequenti

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) è lo strumento per contestare davanti al giudice un provvedimento della Pubblica Amministrazione ritenuto illegittimo. La materia è regolata dal Codice del processo amministrativo (D.Lgs. 104/2010).

Quando si può fare

Il TAR giudica le controversie in cui è in gioco un interesse legittimo, cioè la posizione del cittadino di fronte all’esercizio del potere pubblico. Le materie tipiche sono appalti pubblici, concorsi e graduatorie, edilizia e urbanistica, autorizzazioni e provvedimenti amministrativi di vario genere. Si impugna l’atto perché viziato, ad esempio per incompetenza, violazione di legge o eccesso di potere.

Il termine: 60 giorni

Il termine ordinario per impugnare è di 60 giorni, che decorrono dalla notifica dell’atto, dalla sua pubblicazione o dal momento in cui se ne ha piena conoscenza. È un termine breve e perentorio: scaduto, l’atto non è più impugnabile davanti al TAR.

Avvocato e costi

Nel processo amministrativo è obbligatoria la difesa tecnica: il ricorso deve essere predisposto e firmato da un avvocato. È inoltre dovuto il contributo unificato, il cui importo varia a seconda della materia (più elevato, ad esempio, per gli appalti).

La sospensione dell’atto

Se dall’esecuzione dell’atto può derivare un danno grave e irreparabile, insieme al ricorso si può chiedere la tutela cautelare, cioè la sospensione del provvedimento in attesa della decisione. Nei casi di estrema urgenza è possibile una misura cautelare ancora più rapida (monocratica).

Dopo la sentenza: l’appello

Contro la sentenza del TAR si può proporre appello al Consiglio di Stato. Esiste anche un rimedio alternativo al ricorso giurisdizionale: il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, da proporre entro 120 giorni; è alternativo al TAR, quindi le due strade non si cumulano.

Esempio pratico

Tizio è escluso da un concorso pubblico per un presunto vizio della domanda. Entro 60 giorni dalla pubblicazione della graduatoria incarica un avvocato e propone ricorso al TAR chiedendo anche la sospensione. Il TAR sospende l’esclusione in attesa di decidere nel merito.

Vedi anche

I contenuti hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la consulenza di un avvocato. Per la propria situazione specifica si raccomanda di rivolgersi a un professionista abilitato.

Serve un parere sul tuo caso concreto?

Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.

In sintesi

  • Il ricorso al TAR serve a impugnare gli atti della Pubblica Amministrazione che ledono un interesse legittimo.
  • Il termine ordinario è di 60 giorni dalla notifica o dalla piena conoscenza dell'atto.
  • È obbligatoria la difesa tecnica (avvocato) e va versato il contributo unificato.
  • Si può chiedere la sospensione (tutela cautelare) dell'atto in caso di danno grave e irreparabile.
  • Contro la sentenza del TAR si può proporre appello al Consiglio di Stato.

Domande frequenti

Quanto tempo ho per fare ricorso al TAR?

Il termine ordinario è di 60 giorni dalla notifica, pubblicazione o piena conoscenza dell'atto. È un termine perentorio: una volta scaduto, l'atto non è più impugnabile davanti al TAR.

Posso fare ricorso da solo, senza avvocato?

No. Nel processo amministrativo è obbligatoria la difesa tecnica: il ricorso deve essere redatto e firmato da un avvocato. Fa eccezione il diverso strumento del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.

Posso bloccare subito l'atto?

Sì, chiedendo la tutela cautelare insieme al ricorso, quando l'esecuzione dell'atto rischia di causare un danno grave e irreparabile. Nei casi di urgenza estrema è prevista una misura cautelare rapida.

Cosa posso impugnare al TAR?

Gli atti della Pubblica Amministrazione che ledono un interesse legittimo: ad esempio in materia di appalti, concorsi, edilizia, urbanistica e provvedimenti amministrativi viziati.

Cosa succede se perdo davanti al TAR?

Si può proporre appello al Consiglio di Stato. In alternativa al ricorso al TAR, per alcuni atti, esiste il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, da proporre entro 120 giorni.

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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