Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Se la banca comunica che il rating del Fondo di Garanzia PMI non passa, nella maggior parte dei casi significa che il modello di valutazione gestito da Mediocredito Centrale (MCC) ha collocato l’impresa nella fascia 5, l’ultima delle cinque fasce in cui sono raggruppate le dodici classi di merito del sistema di rating: le imprese in fascia 5 sono escluse dall’accesso alla garanzia pubblica, indipendentemente da cosa dica il rating interno della banca. Non è un rifiuto della banca, è un esito automatico della piattaforma del Fondo, calcolato incrociando bilanci (o dichiarazioni fiscali), dati di Centrale Rischi ed eventuali pregiudizievoli. Le strade percorribili restano più di una: Confidi con controgaranzia MCC, canale microcredito con regole di accesso proprie, bonifica della Centrale Rischi, attesa di un bilancio più recente, oppure garanzie alternative.

Come funziona il modello di rating MCC del Fondo di Garanzia

Il modello attribuisce a ogni impresa richiedente una classe di merito finale su una scala composta da 12 classi, raggruppate in 5 fasce di valutazione: la fascia 1 rappresenta il merito creditizio più alto, la fascia 5 il più basso. Ogni classe ha una probabilità di inadempimento (default) empiricamente associata, stimata dal Fondo su base statistica. Il calcolo non lo fa la banca: viene eseguito dalla piattaforma telematica del Fondo di Garanzia nel momento in cui la banca (o il Confidi) inserisce la richiesta.

Le tre componenti del modello

Il sistema di valutazione si basa su tre elementi che vengono integrati tra loro:

Risorsa gratuita
Scadenzario fiscale 2026 (PDF)
  • Acconti, Concordato, IVA e dichiarazioni: le date che contano nel 2026
Niente spam, solo fisco utile. Inviando accetti la privacy policy. P.IVA 04180610133.

Il punteggio dei due moduli principali viene combinato con matrici di integrazione differenziate per società di capitali e per società di persone/ditte individuali: è qui che si decide se la combinazione porta a una classe ammissibile o a una classe esclusa a prescindere dal punteggio raggiunto dal singolo modulo.

Classi e fasce: come si legge il risultato

Fascia Livello di rischio Effetto sull’accesso al Fondo
1 Rischio più basso Ammissibile
2 Rischio contenuto Ammissibile
3 Rischio medio Ammissibile
4 Rischio medio-alto Ammissibile
5 Rischio elevato Non ammissibile: esclusa dalla garanzia del Fondo

La banca, quando comunica l’esito, normalmente non entra nel dettaglio delle 12 classi o dei punteggi dei singoli moduli: si limita a dire che l’operazione “non è ammissibile al Fondo” o che il “Fondo ha dato esito negativo”. Per capire se il problema nasce dal modulo economico-finanziario o da quello andamentale, spesso serve chiedere esplicitamente alla banca o al Confidi quale dei due moduli ha inciso di più, perché le azioni correttive sono diverse nei due casi.

Le percentuali di copertura del Fondo (quanto garantisce davvero)

Superare la soglia di ammissibilità non significa ottenere una copertura del 100% del finanziamento. Le Disposizioni Operative vigenti prevedono percentuali differenziate per finalità dell’operazione:

Finalità dell’operazione Garanzia diretta / riassicurazione
Investimento 80%
Liquidità 50%

Quando il finanziamento passa da un Confidi che presta garanzia in prima istanza, il Fondo interviene in controgaranzia/riassicurazione all’80% sulla quota garantita dal Confidi, a condizione che quest’ultima non superi l’80% del finanziamento concesso. Per il dettaglio di importi massimi, gratuità della garanzia e procedura di attivazione lato impresa, vedi la guida generale al Fondo di Garanzia PMI.

Rating della banca e rating MCC: non sono la stessa cosa

Il primo equivoco da chiarire, perché genera confusione anche in imprenditori navigati, è che il rating usato dalla banca per decidere se concedere il fido (rating interno, calibrato secondo i requisiti prudenziali dell’istituto) e il rating calcolato dal Fondo di Garanzia sono due cose diverse, calcolate da soggetti diversi con modelli diversi. Una banca può giudicare l’impresa finanziabile con un tasso più alto o con garanzie proprie, e nello stesso momento il modello MCC può collocarla in fascia 5: in quel caso l’operazione resta percorribile, ma senza la garanzia pubblica, quindi con condizioni di credito diverse (tasso, garanzie reali richieste, importo concesso).

Cosa fare in pratica se il rating non passa

Quando arriva l’esito negativo, le opzioni concrete per l’impresa sono le seguenti, in ordine di rapidità di attivazione:

  1. Passare da un Confidi. Il Confidi effettua una propria istruttoria, spesso con criteri mutualistici e conoscenza diretta del territorio e del settore, e presta garanzia di prima istanza sul finanziamento; il Fondo, a sua volta, controgarantisce fino all’80% della garanzia del Confidi. Un’impresa in fascia 5 per il modello MCC può comunque rientrare nei criteri di ammissione di un Confidi, che valuta anche elementi qualitativi non presenti nel modello economico-finanziario e andamentale.
  2. Verificare l’accesso tramite il canale microcredito. Per operazioni fino a 75.000 euro (elevabili fino a 100.000 euro per le Srl con garanzie reali aggiuntive), il microcredito imprenditoriale segue regole di accesso proprie, con garanzia pubblica dell’80% fino a 50.000 euro e del 60% sulla parte eccedente, tutor gratuito assegnato dall’Ente Nazionale per il Microcredito e requisiti dimensionali specifici (fino a 5 dipendenti per ditte individuali e professionisti, fino a 10 per società e cooperative). È un canale distinto dalla garanzia ordinaria, con una propria valutazione del merito.
  3. Sistemare la Centrale Rischi prima di ripresentare la domanda. Il modulo andamentale guarda gli ultimi sei mesi di segnalazioni: sconfinamenti persistenti, utilizzo dell’affidamento sistematicamente vicino al 100% dell’accordato, insoluti recenti pesano molto. Rientrare negli affidamenti e mantenere un utilizzo fisiologico per alcuni mesi prima di ripresentare la richiesta può spostare la classe di merito, ma richiede tempo: non è un correttivo immediato.
  4. Attendere un bilancio più recente e migliorativo. Se il punteggio economico-finanziario è penalizzato da un esercizio anomalo (perdita transitoria, anno di investimento con EBITDA compresso, effetti non ricorrenti), il deposito di un bilancio successivo con indicatori più solidi rientra tra i due bilanci utilizzati dal modulo e può migliorare sensibilmente la classe.
  5. Risolvere i pregiudizievoli, se possibile. Ipoteche giudiziali, ipoteche legali e domande giudiziali pendenti possono da sole causare un declassamento di più classi. Se una posizione è stata sanata (cancellazione ipoteca, transazione che chiude una causa) ma il dato non risulta ancora aggiornato nei registri consultati dal Fondo, vale la pena verificare con il proprio legale i tempi di aggiornamento prima di ripresentare la domanda.
  6. Valutare garanzie alternative o una diversa struttura dell’operazione. Ipoteca su immobili, pegno, garanzie personali dei soci, oppure una richiesta di importo o durata diversi possono rendere finanziabile l’operazione anche senza il Fondo, o in combinazione con una garanzia parziale di altra natura (es. fondi regionali, altri strumenti settoriali).

Esempio pratico (illustrativo)

Il caso che segue è costruito per mostrare la logica del modello, non riproduce soglie ufficiali del Fondo (non pubbliche nel dettaglio): un’impresa in Srl con contabilità ordinaria presenta un rapporto tra posizione finanziaria netta ed EBITDA elevato rispetto al settore, un patrimonio netto eroso da due esercizi di utili modesti o in perdita, e negli ultimi sei mesi risultano in Centrale Rischi alcuni sconfinamenti ricorrenti su un affidamento di cassa oltre l’80% dell’accordato. Il modulo economico-finanziario restituisce già una classe medio-bassa; il modulo andamentale, penalizzato dagli sconfinamenti recenti, la spinge ulteriormente verso il basso; in assenza di pregiudizievoli, la combinazione può collocare l’impresa in fascia 5 e quindi in esito non ammissibile. In un caso di questo tipo le leve più rapide sono normalmente due: rientrare dagli sconfinamenti e mantenere l’affidamento sotto soglia per alcuni mesi, oppure rivolgersi a un Confidi che valuti anche il piano industriale e le prospettive dell’impresa, non solo lo storico degli ultimi due bilanci e degli ultimi sei mesi di centrale rischi.

Errori comuni da evitare

Hai un caso concreto?
Questa guida spiega la regola.
Per applicarla alla tua situazione, scrivici.

Richiedi una consulenza →

Serve un parere sul tuo caso concreto?

Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.