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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

In sintesi

Quando si usa il quadro RM

Se un dividendo estero passa da una banca italiana, è l’intermediario ad applicare la ritenuta d’ingresso del 26% (sul cosiddetto “netto frontiera”) e il contribuente non dichiara nulla. Quando invece il reddito arriva direttamente — l’azione USA è custodita presso un broker estero, il conto è presso una banca estera, la polizza è di una compagnia estera senza rappresentante fiscale — l’imposizione sostitutiva se la deve applicare il contribuente, nel quadro RM del modello Redditi.

I casi tipici (sezione II-A):

Come si compila il rigo RM31

Colonna Cosa si indica
1 La lettera corrispondente al tipo di reddito (da A a J, secondo le istruzioni)
2 Il codice dello Stato estero di produzione del reddito
3 L’importo del reddito, al lordo delle ritenute subite nello Stato estero
4 L’aliquota applicabile (26% per dividendi e interessi)
7 La casella da barrare per optare per la tassazione ordinaria (quando ammessa)
8 L’imposta dovuta

Gli interessi esteri si dichiarano per la parte maturata nel periodo di possesso e incassata, anche in modo implicito, nel periodo d’imposta.

Il nodo dei dividendi: doppia imposizione senza rimedio (in RM)

Per i dividendi esteri da partecipazioni non qualificate la legge vieta l’opzione per la tassazione ordinaria: si applica sempre l’imposta sostitutiva del 26%, e sulla sostitutiva non è riconosciuto il credito per le imposte estere. Il risultato è noto agli investitori: su un dividendo USA da 100, gli Stati Uniti trattengono 15 (aliquota convenzionale), e l’Italia chiede il 26% sul lordo di 100, cioè altri 26. Tassazione complessiva: 41%. La stessa regola vale dal 2018 anche per i dividendi da partecipazioni qualificate, allineate alle non qualificate.

Diverso il caso degli interessi su conti e depositi esteri: qui l’opzione per la tassazione ordinaria è ammessa (colonna 7). Optando, il reddito entra nel reddito complessivo IRPEF (quadro RN) e spetta il credito d’imposta dell’art. 165 TUIR per le imposte estere, da liquidare nel quadro CE. Conviene solo a chi ha aliquote marginali basse o ritenute estere elevate da recuperare: va fatto il conto caso per caso.

Per i proventi del rigo RM32 (obbligazioni dei grandi emittenti fuori dal perimetro del D.Lgs. 239/1996) l’opzione per la tassazione ordinaria è invece esclusa dall’art. 4, co. 2, dello stesso decreto.

RM non viaggia mai da solo

Chi percepisce redditi esteri direttamente, per definizione detiene attività all’estero: scatta quindi il quadro RW per il monitoraggio fiscale, con IVAFE sulle attività finanziarie (2 per mille; 4 per mille nei Paesi black list dal 2024) e IVIE sugli immobili (1,06% dal 2024). L’omissione dell’RW è sanzionata autonomamente, anche se l’RM è perfetto.

Esempio pratico

  • Caio detiene presso un broker estero azioni USA che nel 2026 pagano 1.000 dollari di dividendi (ritenuta USA 15%: incassa 850) e un conto presso una banca tedesca che accredita 400 euro di interessi lordi.

  • Dividendi: rigo RM31, importo lordo (controvalore in euro di 1.000 $), aliquota 26%. Niente opzione ordinaria, niente credito per i 150 $ trattenuti in USA: imposta italiana 26% sul lordo.

  • Interessi: rigo RM31, 400 euro al 26% = 104 euro; in alternativa Caio può barrare la colonna 7 e portarli a tassazione ordinaria con credito estero, ma con la sua aliquota marginale al 35% non conviene.

  • Compila inoltre RW per il dossier estero e il conto tedesco, con relativa IVAFE.

Domande frequenti

Se uso una banca italiana devo compilare il quadro RM?

Per i redditi che transitano dall’intermediario residente no: la ritenuta d’ingresso è applicata alla fonte e non ci sono obblighi dichiarativi. L’RM serve solo per ciò che arriva direttamente dall’estero.

Posso recuperare la ritenuta estera sui dividendi?

Non tramite il credito d’imposta italiano, che sulla sostitutiva non spetta. L’unica strada è chiedere allo Stato estero il rimborso dell’eventuale eccedenza di ritenuta rispetto all’aliquota convenzionale (per esempio quando viene applicato il 30% interno USA invece del 15% da convenzione).

Dove vanno le plusvalenze realizzate sul broker estero?

Nel quadro RT, non in RM: le plusvalenze da cessione sono redditi diversi. RM accoglie solo i redditi di capitale (dividendi, interessi, proventi).

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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